Intervista esclusiva a Massimo Agostini: “L’Inter è la squadra migliore e con il giovane più forte. Vi dico la mia sulle altre big. Kean? Vi spiego perché in Nazionale gioca meglio. Il Parma…”
Abbiamo realizzato una chiacchierata interessante con l'ex centravanti Massimo Agostini, con un passato anche da giocatore ed allenatore di beach soccer. Abbiamo affrontato nel dettaglio le situazioni di: Roma, Milan, Inter, Napoli, Parma, Juventus e Fiorentina.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Massimo Agostini. La sua carriera da calciatore racconta di un centravanti, denominato Il Condor per la sua rapacità, che ha fatto la fortuna di tante squadre di Serie A come: il Cesena, la Roma, il Milan, il Napoli e il Parma. È stato anche giocatore ed allenatore della Nazionale Italiana di beach soccer. Oggi ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile del Cesena.
Con lui abbiamo parlato di molte delle sue ex squadre e dei temi principali del nostro Campionato, senza tralasciare argomenti attinenti alle sue doti di talent scout. Abbiamo approfondito principalmente le situazioni di: Roma, Milan, Inter, Napoli, Parma, Juventus e Fiorentina.
Salve Massimo Agostini, la Roma di Gasperini può mantenere questa andatura a lungo per lottare fino in fondo per lo scudetto, considerando che ha vinto cinque partite su sei in Campionato, senza essere entrata ancora nella forma mentis del proprio allenatore?
Sì, non credo che sia stata fin qui fortunata, anche perché fortuna e sfortuna si compensano sempre nell’arco di una stagione. I giallorossi, invece, dalla seconda metà del Campionato scorso stanno facendo qualcosa d’importante, con Ranieri prima e Gasperini dopo, sempre sotto la supervisione del primo. Sono convinto che faranno qualcosa di importante quest’anno, lottando fino alla fine per il massimo possibile.
Il Milan di Allegri può rappresentare la principale outsider del Napoli per lo scudetto, oppure vede altre squadre messe meglio?
Il Milan è una delle concorrenti al titolo senza dubbio, con una rosa competitiva ed un allenatore di successo, ma la maggiore outsider del Napoli credo sia l’Inter, per rosa, calciatori e per come si è rinforzata in estate. Anzi, per me è proprio la squadra favorita in senso assoluto.
Parliamo dei partenopei: Conte saprà confermarsi ad altissimi livelli giocando tre competizioni?
Il Napoli si è rinforzato tantissimo, ha ora una rosa adeguata al tipo di gioco di Conte, con un Lukaku in più appena sarà guarito. Non penso che possa vincere il Campionato e la Champions League, ma credo che potrà disputare entrambe le competizioni ad alti livelli, lasciando magari la Coppa Italia come prova per dare minutaggio a chi troverà meno spazio.
Il Parma ha scelto un allenatore 30enne come Carlos Cuesta: una scelta coraggiosa che secondo lei sarà premiata?
Nel calcio di adesso, la scelta delle Proprietà straniere è spesso quella di partire per aprire cicli importanti con allenatori giovani. Cuesta è giovanissimo, ma qualche esperienza l’ha già fatta comunque e, in un campionato di alto livello ma calato un po' rispetto al passato come il nostro, i giovani sono sicuro che possano dire la loro.
La Juventus ha perso di nuovo per tanto tempo Gleison Bremer. Considerando quanto sia importante nella compagine bianconera (basta guardare le statistiche mostruose di rendimento del difensore brasiliano), i piemontesi rischiano di uscire dalla lotta per i primissimi posti?
Quando parliamo di società di grosse dimensioni come è la Juve, ci troviamo di fronte a rose di livello alto, ricche di giocatori competitivi, tanto da averne almeno due per ruolo di livello, non dico uguale, ma simile. Quindi in mancanza di uno, entra l’altro e non si sente molto la differenza. Certo, nel caso di Bremer il sostituto non avrà la stessa forza e le stesse caratteristiche, si perderà qualcosa senza dubbio, ma la Juventus resterà comunque competitiva per i propri obiettivi.
Da ex centravanti, è comprensibile secondo lei il fatto che nella Fiorentina Kean si muova meglio da solo, rispetto a quando gioca insieme ad un altro attaccante centrale dalle caratteristiche simili come può essere Piccoli?
Se costruisci una squadra per giocare a due punte ti servono certe caratteristiche, mentre Kean magari si esalta a giocare con due trequartisti o due esterni d’attacco. Ma tutto sta a fare i giusti movimenti, che cambiano, appunto, se giochi con due centravanti. Ad esempio, Kean e Retegui giocano insieme e segnano entrambi in Nazionale: quindi credo che il problema non sia il modulo, bensì il modo in cui sta giocando adesso la Fiorentina, che rifornisce male i due attaccanti. E, vedendoli giocare insieme, in questo momento Kean di questo ne risente più dello stesso Piccoli.
Concludiamo con una domanda al Massimo Agostini dirigente, esperto di settori giovanili. Qual è il giovane che le piace di più in assoluto in Serie A?
Pio Esposito! L’ho visto con lo Spezia, da avversario, benissimo lo scorso anno, ed è anche velocemente maturato tantissimo nell’approdare nella massima serie. Lo vedo determinato, voglioso di arrivare e di fare gol: partecipa a tutte le azioni, sia nell’Inter che in Nazionale. È, insomma, mentalizzato al successo.