Intervista esclusiva a Roberto Breda: "Campionato equilibrato, ma l'Inter ha qualcosa in più. Tutti dovranno stare attenti alla Roma. Il Milan? Ha un calciatore formidabile che..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Roberto Breda. Cresciuto nelle file della Sampdoria, esordisce con la maglia blucerchiata in Serie A nel 1989. A cavallo di due stagioni al Messina, trascorre una breve parentesi all'Udinese nel 1991, approdando l'anno successivo alla SPAL. Con la Salernitana vive il periodo più longevo della propria carriera, dal 1994 al 1999, per poi trasferirsi al Parma. Dal 2000 al 2003 gioca con il Genoa, ad eccezione di una parentesi nel 2002 al Catania. Chiude la carriera da professionista nel 2005 proprio nella Salernitana.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Roberto Breda. L'ex calciatore, nativo di Treviso, ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, soffermandosi, in particolare, sulla squadra con cui ha vissuto l'esperienza più significativa, la Salernitana. Non sono mancate osservazioni interessanti su vari club dell'attuale Serie A, tra cui il Napoli di Antonio Conte e la Roma di Gian Piero Gasperini, oltre che dire la propria anche sul campionato di Serie B e Serie C.
Roberto, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Dopo sei giornate di campionato, quali considerazioni personali scaturiscono guardando la classifica?
Questa è una fase di sviluppo da parte di tutte le squadre. Lo stesso Napoli, che ha vinto l'ultimo scudetto, deve trovare degli equilibri, perché con l'arrivo di De Bruyne sono stati cambiati di non poco i principi di gioco di Conte; ciò nonostante, lui è un allenatore con una grandissima capacità di inserire qualità nuove, ma è stato proprio questo contesto a consentirgli di sperimentare soluzioni alternative che hanno reso questa squadra una vera rivelazione.
Anche l'Inter sta cominciando a essere una squadra più propositiva e aggressiva nella metà campo avversaria, ma è anche vero che i meccanismi di Chivu producono un maggiore dispendio di energie che andrà bilanciato nel corso del tempo, onde evitare crolli improvvisi che possono pregiudicare gli obiettivi.
La Roma, al di là dei punti che ha ottenuto, è una squadra in piena evoluzione e c'è un allenatore che ha seriamente intenzione di stupire come ha fatto con l'Atalanta; c'è ancora tanto da lavorare e Gasperini è una persona che cerca sempre di migliorarsi, per cui la vera Roma è in fase di costruzione, anche se stanno già venendo fuori dei risultati che lasciano pensare in grande.
Il Milan è in crescita e sta facendo venire fuori una identità di squadra piuttosto importante, però c'è ancora tanto da fare per fare quel salto di qualità
Questo campionato potrà essere ancora più interessante, all'insegna dell'equilibrio, proprio perché ci sono diverse squadre che se la giocheranno per il vertice e sono in pieno divenire.
Quella del Napoli resta una rosa competitiva per affrontare tutti gli obiettivi stagionali?
C'è da dire che quella di Lukaku è stata una grande perdita, perché si tratta di un attaccante che consente di sviluppare un certo tipo di gioco e sul quale Conte ha riposto grandissima fiducia. Ci sono stati nuovi innesti, diverse variazioni nei principi di gioco, per cui è un Napoli che deve trovare la propria identità.
Mettendo da parte gli episodi delle espulsioni nella gara di Manchester e contro il Milan in campionato, la squadra ha dimostrato in tutte le gare fin qui disputate di avere dei valori di altissimo livello; sicuramente, può fare bene su tutti i fronti, ma, ripeto, Conte avrà ancora tanto da fare per creare un'intesa forte tra il gruppo dello scorso anno e i nuovi che sono arrivati.
Cosa sta piacendo della Roma di Gasperini, specialmente per quanto concerne l'aspetto tattico?
A Gasperini riconosco una pazienza che non ha eguali. Sta mettendosi in gioco in uno degli ambienti più difficili, ma, per questo motivo, più stimolanti per un allenatore; oltre che con i risultati, sta facendo un grande lavoro di squadra partendo dal potenziare il singolo in tutti gli aspetti; sul profilo della qualità tecnica, ritengo ne che abbia di più rispetto a Bergamo, anche se all'Atalanta ha avuto anche la fortuna di trovare le persone giuste che facessero al caso suo, dove tutto viene curato di settimana per gestire al meglio tutti gli impegni.
La sua grande sfida è convincere tutta la Roma che attraverso il suo lavoro si possono arrivare a grandi traguardi. I primi risultati gli stanno dando ragione e sono importanti, perché iniziare bene permette di avere subito la piazza dalla propria e trasmette quella credibilità fondamentale anche nei confronti dei suoi giocatori per convincerli che la strada da percorrere è quella giusta. Mi aspetto una Roma che possa essere fastidiosa per qualsiasi avversario.
Nel prossimo turno di campionato c'è Roma-Inter. Sarebbe troppo definirla una sfida scudetto?
È presto per poterlo dire, però diventa un confronto molto importante per entrambe, specialmente per la crescita dell'autostima; se una delle due riuscirà a vincere, è naturale che accrescerà quella consapevolezza di poter fare ancora meglio nel senso che per chi vince o per chi fa bene. Si tratta di una gara che potrà dire tanto sul valore di queste due squadra, indubbiamente.
Quanto può incidere l'assenza di Gleison Bremer per la tenuta della Juventus?
Bremer è un giocatore importante e la sua mancanza in difesa si farà di certo sentire, ma credo che la Juventus debba trovare una quadratura nel reparto d'attacco; ci sono tante alternative di qualità che hanno bisogno di trovare una gerarchia, per evitare il rischio che i più forti possano sentirsi meno importanti e, quindi, perdano il peso delle proprie responsabilità nei confronti di tutta la squadra.
Credo che Tudor dovrà concentrarsi maggiormente su questo aspetto, anche se so benissimo che per lui non è affatto facile, perché tutti hanno qualità elevate che meritano di essere sfruttate appieno. La Juventus ha un organico importante e, malgrado delle assenze importanti, può fare molto meglio di quello che già sta facendo, specialmente con gli attaccanti di cui dispone che possono dare vita a tante soluzioni di gioco molto interessanti.
In ottica scudetto, ritiene che per il Milan di Massimiliano Allegri possa avere un vantaggio nell'affrontare soltanto il campionato la Coppa Italia, rispetto ad altre squadre che dovranno aggiungere gli impegni nelle rispettive competizioni europee?
Sì, è un grande vantaggio, perché con meno gare da affrontare la squadra può lavorare con un recupero più lento delle energie. Direi che il Milan si sta comportando bene, ma credo che possa fare ancora meglio in fase d'attacco; ha un centrocampo completo, con giocatori sia di qualità che di quantità, ma anche in difesa e in attacco c'è grande fisicità; al di là di questo aspetto generico, credo che il Milan abbia un giocatore formidabile che ha il nome di Rafael Leão, un campionissimo nell'usare le ripartenze; lui può essere la vera arma da sfruttare in attacco, il più forte per andare a rete e nell'aiutare i compagni a fare lo stesso. Se sentirà quella voglia di essere uno dei leader, con lui in campo la squadra potrà giocarsi anche le chances di scudetto.
Potrebbe essere proprio il Milan il principale antagonista del Napoli in vista del prossimo scudetto?
Il Milan resta tra quelle che ci proveranno, perché ha costruito una squadra con tanta qualità; naturalmente, resta pienamente in corsa anche il Napoli, specie dopo gli acquisti di quest'anno, ma, a mio parere, credo che l'Inter disponga della rosa più forte, per cui credo che sia la squadra favorita per vincere il campionato; anche la Juventus, soprattutto per il potenziale offensivo che ha, potrebbe entrare in gioco, come credo che possa farlo anche questa Roma.
Si tratta di un campionato che, rispetto agli anni passati, offre più equilibrio, proprio perché ci sono diverse squadre con giocatori importanti che sono ancora in piena costruzione della propria identità.
Quali spiegazioni sente di dare per un inizio di campionato così deficitario di risultati da parte della Fiorentina?
Le aspettative tante volte possono essere anche un boomerang. La scelta di Pioli sarebbe dovuta coincidere con un inizio di campionato importante anche sul profilo dei risultati, ma non c'è stato ancora quell'affiatamento tra tutti i componenti della squadra che sta avendo, purtroppo, questo rendimento.
Mi sembra che ci siano situazioni poco chiare attorno ad alcuni singoli, primo tra tutti Guðmundsson, un giocatore che al Genoa faceva la differenza e alla Fiorentina è costato anche tanto; è un peccato che non sia riuscito a trovare ancora la propria dimensione, perché ha tantissima qualità che può fare la differenza.
Una squadra forte passa anche dalla crescita dei giocatori forti di cui si dispone, perché questa squadra ha dei singoli che hanno ancora tanto da dimostrare. Mi aspetto di vedere presto una Fiorentina diversa, con un margine di crescita enorme.
Sì sarebbe aspettato di vedere il Genoa così in difficoltà, se si pensa a cosa sia riuscito a compiere Patrick Vieira nella passata stagione?
No, non me l'aspettavo, ma credo che sia stato anche un po' sfortunato per il calendario. Mi aspetto che il Genoa torni a essere la squadra dell'anno scorso, perché Vieira ha dimostrato di possedere grandi capacità nel trovare diverse soluzioni tattiche ad hoc per i suoi; non è semplicemente un allenatore, ma un vero leader dello spogliatoio.
Inoltre, ha compiuto anche un mercato non da poco, un aspetto importante che è stato colto anche da moltissimi tifosi. Resto fiducioso per la pronta risalita di questa squadra.
Alla prossima di campionato c'è Genoa-Parma, sfida tra due allenatori di scuola Arsenal. Che gara si aspetta?
Ho visto diverse partite del Parma e devo dire che il gioco che Cuesta ha proposto mi è piaciuto; si sono viste delle belle trame e degli spunti di nota, anche quando la squadra era in svantaggio non ha smesso di crederci. Sta dimostrando di essere un buon tecnico e mi sembra che la squadra segua le sue idee con una certa convinzione, ma anche lui avrà bisogno dei risultati per dare forza al proprio lavoro; è stata una scelta coraggiosa quella del Parma e spero che tutti avranno la pazienza di far crescere questo giovane allenatore.
Anche il Genoa ha delle qualità importanti e lo ha dimostrato, però stanno mancando i risultati. Si tratta di una sfida delicata che, data la classifica attuale, può essere considerata come utile per la salvezza, anche se credo che entrambe le squadre abbiano quel qualcosa in più per portarsi fuori dalla situazione in cui si trovano, ma devono iniziare a fare punti il prima possibile. La partita è aperta a qualsiasi risultato.
In Serie B, quali sono le favorite per la promozione diretta?
La Serie B, generalmente, non ha una squadra totalmente favorita, ad eccezione di qualche edizione, come quella dello scorso anno; ci sono tante squadre attrezzate, anche se il Palermo lo è più di tutte. Anche per Inzaghi, sebbene sia un grandissimo conoscitore della categoria e abbia vinto tanto, ci sarà tanto da lottare.
Credo che le sue avversarie principali siano Venezia e Frosinone, anche se pure il Monza resta sempre in corsa. Mi è dispiaciuto che l'Empoli abbia cambiato allenatore, ma questa società è abituata a campionati ben diversi, per cui mi aspetto di vederla lottare per tornare verso le prime posizioni.
Tra queste che ho citato, il Palermo è quella che ha più fame di risultati e ha preso un allenatore che ha fatto sempre benissimo in questo campionato. Stavolta, credo che ci sia l'alchimia giusta per disputare il campionato che tutti si aspettano.
Arezzo, Ravenna e Ascoli sembrano aver composto il terzetto per la lotta al vertice. Quale di queste potrebbe avere la meglio per il traguardo finale?
La Serie C è un campionato in cui nessuna può permettersi di sbagliare. Basta pochissimo per perdere terreno, poi recuperare diventa durissimo per chiunque. Queste tre stanno facendo molto bene, ma in maniera diversa; sia Arezzo che Ravenna si stanno mostrando compatte, ma mi piace molto l'Ascoli, perché ha una quadratura che sta portando a dei numeri importantissimi, come quello del solo goal subito in nove gare, davvero un aspetto encomiabile che può fare la differenza alla lunga.
La Salernitana resta la favorita per la vittoria del proprio girone di Serie C?
A Salerno era necessario riuscire a ricompattarsi e a ripartire daccapo, mettendo da parte quanto accaduto nei mesi scorsi; è stato importante partire subito bene, perché c'era grande bisogno di ricreare un po' di entusiasmo. Il grande pubblico che ha questa città, al di là dei risultati, sta tornando a gioire grazie a una squadra che ci crede fino alla fine e ha come unico obiettivo il ritorno in Serie B. Gli avversari non sono di poco conto, perché sia Benevento che Catania hanno squadre con esperienza da vendere e valori tecnici importanti.
Tutto è ancora apertissimo e non potrebbe essere altrimenti, ma questa Salernitana ha quel qualcosa in più che la proietta a essere la candidata principale per la vittoria finale. Se tutto riescono a rimanere uniti, soprattutto nei momenti in cui ci saranno le difficoltà, la strada per poter tornare a gioire non dovrebbe essere difficile da percorrere.