Intervista esclusiva a Stefano Casale: "Più che al Milan, bisogna stare attenti ad Allegri. Il Como sta esprimendo il miglior calcio della Serie A. Lecce? Se continua come sta facendo..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stefano Casale. Ha iniziato da professionista nelle file del Foggia, dove ha incontrato Zdenek Zeman; ha militato anche in Siena, Salernitana e Bologna (proseguendo con Nola, Siracusa e Sora), prima di indossare la maglia del Lecce per tre stagioni, con cui ha debuttato in Serie A. Due anni anche nella Sampdoria, per poi vivere le ultime esperienze con Cosenza, Taranto e Reggina: con quest'ultima, ottenne l'ultima delle tre promozioni personali in massima serie.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stefano Casale. L'ex calciatore, nativo di Potenza, ha rilasciato le proprie opinioni a riguardo della squadra con cui ha debuttato in Serie A, il Lecce. Non sono mancate osservazioni interessanti sul Bologna di Vincenzo Italiano e il Milan di Massimiliano Allegri, oltre che sull'attuale condizione della Sampdoria nel campionato cadetto e di Foggia e Salernitana nel Girone C di Serie C.

Stefano, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Dopo tre vittorie consecutive in campionato, arriva la sconfitta casalinga ad opera della Cremonese. Più per eccesso di sicurezza da parte del Bologna o per meriti della squadra di Davide Nicola?

La Cremonese sta dimostrando di essere una squadra tosta, ostica per chiunque; non va dimenticato che alla prima giornata è andata a vincere in casa del Milan, che è l'attuale capolista, come non è facile per nessuno espugnare il campo del Bologna, una squadra che sta andando molto forte anche in Europa League; non credo che abbia sottovalutato l'avversario, per cui bisogna riconoscere i giusti meriti a Nicola di aver creato una squadra di grande compattezza e personalità; a Bologna ha creato ottime trame di gioco, ha messo in difficoltà l'avversario sul piano atletico, per cui la vittoria è stata meritatissima.

Per il resto, il campionato del Bologna è encomiabile, perché è una realtà del calcio italiano che sta entusiasmando non soltanto i propri tifosi; quando c'è una società seria alle spalle, composta da persone competenti, i risultati non possono che essere quelli che si stanno vedendo. Credo che possa ambire a rientrare tra i primi quattro posti, anche perché la Serie A sta dimostrando che non ci sono squadre "ammazza campionato", senza nulla togliere agli alti valori di questa squadra.

Per la Roma quarta sconfitta in campionato, tra cui contro le prime tre della classifica: Milan, Napoli e Inter. Sono risultati che testimoniano le difficoltà della squadra di Gian Piero Gasperini a tenere il confronto con le pretendenti per lo scudetto?

Credo che le squadre elencate siano più forti della Roma, una squadra che sta ottenendo già grandi risultati, se si considera che Gasperini è arrivato da qualche mese e si è insediato in un contesto completamente differente da quello dell'Atalanta; il suo è un bellissimo calcio, ma ha bisogno di tempo per poterlo perfezionare. Malgrado abbia perso degli scontri diretti molto importanti, sta tenendo testa all'alta classifica, ma, ripeto, ci sono quelle due/tre squadre che hanno qualcosa in più della Roma.

C'è anche il Como tra quelle squadre che può ambire a un posto utile per la qualificazione in Champions League?

Per il Como non è affatto azzardato a parlare di Champions League. C'è una società con grandissime potenzialità economiche, sta lavorando da diversi anni, soprattutto con molti giovani talenti, e fa dello scouting la risorsa più importante. L'età media è molto bassa, credo che si tratti di una delle più giovani d'Europa; poi, alcuni sono davvero forti e stanno diventando delle certezze. Ci si poteva stupire fino a qualche tempo fa, ora non più. A mio parare, il Como è la squadra che, finora, sta facendo il miglior calcio in Italia.

Per lo scudetto, qual è la più accreditata a vincerlo?

Napoli e Inter le collocherei tra le favorite, perché si equivalgono con i valori tecnici e sono condotte da ottimi allenatori, però non sottovaluterei il Milan; anzi, più che del Milan, mi preoccuperei di tenere d'occhio proprio Allegri, perché è uno degli allenatori più forti del panorama calcistico nazionale; è un uomo molto pragmatico e sta riuscendo a ottenere un rendimento forse impensabile all'inizio della stagione. Non mi stupirei di vedere il Milan verso la fine del campionato pronto a contendersi lo scudetto, anche se sarà una lotta molto serrata che si deciderà all'ultima giornata.

Tredici punti in tredici giornate, tra cui i tre conquistati nell'ultima gara casalinga contro il Torino. Soddisfatto del Lecce di Eusebio Di Francesco?

Sì, assolutamente. Di Francesco sta facendo un ottimo lavoro e il Lecce deve fare questo tipo di campionato. La società ha scelto la strada del mantenimento della categoria con la valorizzazione dei giovani e, se possibile, alzare l'asticella facendo un passo alla volta. È stata adottata una politica societaria lungimirante che sta dando i suoi frutti, ma occorrerà non perdere mai di vista un certo obiettivo. L'anno scorso è stata una sofferenza incredibile e si è salvata al cardiopalmo, ma quest'anno, se continua come sta facendo, si potrà salvare con diverse giornate di anticipo, un risultato che equivarrebbe alla vittoria di uno scudetto.

Nonostante l'arrivo di Paolo Vanoli, la Fiorentina resta senza alcuna vittoria dopo tredici giornate di campionato. Potrebbe darsi che il problema non fosse soltanto Stefano Pioli?

Credo che la Fiorentina di quest'anno sia una squadra costruita male. Non saprei dire da dove cominciano i problemi e chi siano i maggiori responsabili, perché queste sono dinamiche che possono conoscere soltanto chi ha vissuto e sta vivendo l'ambiente. Possono essere tante componenti, anche se mi sembra che nell'organico ci siano calciatori che non hanno quella mentalità di giocare in una squadra chiamata a salvarsi, questo è un aspetto da tenere in considerazione; se si guardano soltanto le statistiche di queste prime tredici giornate, una squadra che non ha vinto una sola partita ha buone probabilità di andare verso la retrocessione.

Mi sarei aspettato subito una netta inversione di tendenza con l'arrivo di Vanoli, un allenatore bravo e tenace, ma che non è riuscito ancora a scatenare una reazione importante all'interno dello spogliatoio, la qual cosa mi lascia perplesso. Anche andare a conquistare punti in casa delle cosiddette piccole, tra l'altro, non è mai facile. Pur non essendo la più scarsa, rischia seriamente di restare ferma nei meandri della zona retrocessione fino al termine del campionato.

Crede in un recupero della Sampdoria o l'attuale condizione in classifica può soltanto far presagire il peggio?

La situazione è rimasta pressoché la stessa dello scorso anno, nonostante abbia calciatori di assoluto valore, ma, in genere, non credo nei "cavalli di ritorno". Si può dire che si tratti di una minestra riscaldata, anche perché mi sembra che attorno a questa società girino sempre determinate persone. La Sampdoria non riesce a calarsi nelle dimensioni della Serie B, perché si tratta di un campionato che non si vince soltanto con il blasone o con i nomi più forti sulla carta, con alcuni anche strapagati che, però, hanno un curriculum importante. Mi dispiace molto vederla in queste condizioni, ma, per i motivi che ho esposto, credo ci sia poco da meravigliarsi.

Tra i vari risultati importanti, c'è la schiacciante vittoria del Benevento ai danni della Salernitana nell'ultimo posticipo del Girone C di Serie C. In un campionato molto incerto, quale è la più accreditata per vincerlo?

Si tratta di un girone equilibrato, la classifica molto corta lo testimonia. Sia il Benevento che la Salernitana stanno avendo dei risultati un po' troppo altalenanti e, personalmente, ritengo che sia proprio il Catania, che è guidato da un allenatore che conosce benissimo la categoria ed è abituato a vincerla, a essere la squadra favorita per la vittoria finale, ma non escludo affatto una rimonta importante del Cosenza, perché gioca il miglior calcio della Serie C. Alla lunga, credo che possa essere quella che darà filo da torcere al Catania fino all'ultima giornata.

Vittoria all'ultimo respiro per il Foggia sul Cosenza, dinanzi a meno di 500 spettatori, un record negativo mai raggiunto in oltre cento anni di storia del club. Cosa ne pensa di questo dato?

Il Foggia imperversa in una miriade di problemi già da molti anni, non sono solo di carattere prettamente tecnico. Derivano da un assetto societario che non riesce più a trovare una certa stabilità, oltre a essere diventato un ambiente non più tranquillo, in questo momento; la squadra sta venendo abbandonata anche da un pubblico che è sempre stato compatto e numeroso in tantissime occasioni, il classico dodicesimo uomo in campo, e questa è la peggiore sconfitta che si possa ottenere. Sono numeri che devono fare seriamente riflettere su un progetto che, in fin dei conti, non esiste.

Reggina reduce da due vittorie consecutive, ma il Savoia è già lontano di dieci punti. Il sogno di vincere il campionato è già da archiviare?

Se si guarda la classifica in questa prima parte di stagione, dieci punti di distacco possono sembrare già tantissimi da rimontare, ma il campionato è ancora lunghissimo. Inoltre, non credo che il Savoia sia una squadra che possa seguire le orme di un Siracusa dello scorso anno. La Reggina sta combattendo un momento piuttosto delicato e le difficoltà ci sono, anche se si stanno iniziando a vedere dei segnali incoraggianti. Se riuscisse a conquistare tre/quattro risultati pieni consecutivamente, potrebbe cambiare l'inerzia del suo campionato e rimettersi seriamente in corsa per il vertice.

Saranno fondamentali gli scontri diretti, dove i punti varranno il doppio. Secondo me, è importante che la squadra guardi poco la classifica e si concentri soltanto su sé stessa, evitando di guardare chi la precede. L'unico pensiero che deve esserci in tutti i calciatori è di vincere il maggior numero di partite. Anche se si tratta della Reggina, purtroppo, non si vince soltanto con il valore del nome e del passato trascorso ai massimi livelli del calcio italiano, ma devono tornare a esserci quelle condizioni perché tutti gli avversari abbiano un po' di timore reverenziale quando sanno che devono affrontare questa squadra.

Non sta esprimendo un gioco entusiasmante e credo che manchi qualcosa sul profilo prettamente tecnico, ma è doveroso che tutti si impegnino per far sì che la Reggina torni a pensare di lottare per obiettivi di un certo valore. Bisogna crederci, perché manca ancora tantissimo, ma bisogna iniziare ad avere la voglia di vincere in ogni partita.