Intervista esclusiva a Fabrizio Failla: “L’Inter per lo scudetto, il Milan si deve conquistare la Champions. La Fiorentina si salverà, ma vicenda Paratici stucchevole. Su Palladino e il Bologna...”
Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Fabrizio Failla. Il dirigente di Rai Sport ha parlato con noi di quasi tutte le squadre di Serie A, delineando per ognuna la situazione, al momento, dei propri obiettivi di classifica. Vi lasciamo alle sue parole.

Il Campionato di Serie A è al giro di boa e cominciano ad intravedersi, non le prime sentenze, bensì le prime bagarre che saranno decisive per i singoli obiettivi delle squadre. Per parlare di queste contese, abbiamo raggiunto, in esclusiva, Fabrizio Failla.
Il capo redattore di Rai Sport ha risposto alle nostre domande sul calcio di Serie A, andando a toccare in maniera diretta o incidentale tutte le seguenti compagini: Inter, Napoli, Milan, Como, Juventus, Roma, Atalanta, Bologna, Fiorentina, Verona, Pisa, Lecce, Genoa e Lazio. Ovviamente senza dimenticare alcune questioni di calciomercato, vista la sessione invernale che si è aperta da una decina di giorni.
Fabrizio Failla, a questo punto del Campionato se ti chiedessi di farmi chiaramente il nome di una squadra favorita per lo scudetto che nome mi faresti e perché?
Ti direi senza problemi l’Inter per la completezza di organico, per la capacità di sostituire dei titolarissimi con calciatori altrettanto efficaci, e l’esperienza e l’abitudine di giocare tutte manifestazioni a cui partecipa ad alto livello.
Passiamo alla lotta Champions: tra Roma, Juventus, Como chi vedi avvantaggiata e perché?
Ti aggettivo le tre squadre con una definizione. La Juventus è in una fase di decollo, la Roma è una garanzia, nel Como traspare la freschezza e l’entusiasmo di una squadra neofita. Tra le tre ti dico che è avvantaggiata la Juve, che ha qualcosina in più delle altre.
Ma attenzione, perché il Milan può essere risucchiato in questa bagarre: solo Inter e Napoli, a mio parere, sono già sicure infatti di giocare la Champions League anche per quanto riguarda la prossima stagione.
L’Atalanta di Palladino sta facendo un ottimo percorso di rimonta: fino a dove può arrivare in Campionato e dove sarebbe potuta arrivare con lui dall’inizio dell’anno?
Se Raffaele Palladino avesse iniziato la stagione sulla panchina della Dea, i nerazzurri si sarebbero potuti giocare di nuovo la qualificazione alla Champions League. Allo stato attuale, invece, nonostante un ottimo ruolino di marcia, non credo possano andare oltre massimo l’Europa League.
Ti sei dato una motivazione alle grosse difficoltà che sta incontrando nell’ultimo periodo il Bologna di Vincenzo Italiano?
Si è spenta la lampadina, alcuni punti di riferimento stanno deludendo o sono fermi ai box. Diversi protagonisti dello scorso anno stanno attraversando un periodo in chiaroscuro. I felsinei stanno denotando un’incapacità di rimanere ad alti livelli. D’altronde, è facile scalare le gerarchie come sta facendo ora ad esempio il Como, la difficoltà è confermarsi su quei livelli raggiunti.
Nella lotta salvezza, la Fiorentina è in grossa ripresa anche se continua a perdere punti in rimonta nei finali di gara. Rispetto ad un mese fa però stiamo parlando di un’altra squadra in quanto a prestazioni. Si salverà dalla Serie B la compagine gigliata?
Sicuramente l’autostima si migliora dopo gare come quelle contro Lazio e Milan, seppur terminate con una rimonta subita.
Vorrei, però, segnalare il mio senso di disorientamento legato alla vicenda Paratici, che starebbe lavorando attualmente su due club. Vicenda stucchevole per la Fiorentina. Comunque, la Viola non era retrocessa un mese fa e non è salva oggi, anche se, a mio parere, si tirerà fuori dai guai. Tornando al calciomercato, speriamo non venga Baldanzi: a che cosa serve? E poi Fortini non va sacrificato, tantomeno per lo stesso Baldanzi ed El Shaarawy.
Chi vedi maggiormente indiziato a scendere in Serie B allora?
Verona e Pisa, e poi più il Lecce che il Genoa.
Chiudiamo, Fabrizio Failla, con una domanda sulla Lazio di Maurizio Sarri. La rosa ha dei limiti evidenti, ma può ancora avere delle chance di Europa proprio grazie alla sagacia tattica del suo allenatore?
Non credo, può fare affidamento su una rosa troppo ristretta. Nelle ultime ore ha potuto “contare” sull’episodio fortunato a Verona dell’autogol, che ci sta perché la Lazio è comunque una squadra quadrata, ma non sta a livello delle contendenti per le posizioni che valgono un piazzamento europeo.
Tra l’altro gli innesti, fin qui, di questo mercato non mi sembrano come valore sullo stesso piano dei calciatori ceduti. Mi appare più come una compagine che in una partita singola può vedersela con chiunque, ma non competitiva al 100% per un torneo.