Intervista esclusiva ad Eugenio Ascari: “Vi dico la mia su scudetto, Champions e salvezza. Como ed Atalanta vanno alla grande! Su Fiorentina e Torino…”

News.Superscommesse.it ha avuto il piacere di tornare ad intervistare Eugenio Ascari, agente ed intermediario di calciomercato. Con lui abbiamo realizzato una panoramica sulla Serie A e sulle coppe europee in fase di svolgimento. Tanti gli spunti interessanti da cui ripartire e riflettere, suggeriti da un informatissimo conoscitore di calcio.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Eugenio Ascari. Il noto ed esperto intermediario di mercato, procuratore negli anni di diversi giocatori e grande conoscitore, in particolare, del calcio sudamericano e di quello dell’Est europeo, ha parlato con noi praticamente di tutte o quasi le squadre di Serie A, disposte nelle diverse posizioni di classifica (nelle bagarre scudetto, Champions League, salvezza ecc. ecc.). Senza tralasciare, ovviamente, il discorso sulle coppe europee in fase di svolgimento.

Eccovi le sue parole.

Eugenio Ascari, il discorso scudetto può dirsi chiuso qui al 100% con l’Inter Campione d’Italia?

Penso a questo punto di sì, a meno di un tracollo clamoroso dell’Inter, al quale darei il 95% di possibilità di vincere il titolo, con 10 punti di vantaggio a codesto punto della stagione. Il reinserimento del Milan è improbabile, se non impossibile; l’Inter diventerà la compagine Campione d’Italia, anche se si deve giocare ancora il derby di ritorno.

Il Como, autore di una stagione straordinaria, e l’Atalanta di Palladino, protagonista di una rimonta sensazionale, possono farcela a qualificarsi per la prossima Champions League?

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Domenica c’è uno scontro diretto fondamentale che è Roma-Juventus. Se i giallorossi fanno risultato pieno diventano i favoriti per la Champions e la Juve non dico che verrebbe tagliata fuori, ma assumerebbe una posizione scomoda.

Il Como è una squadra con andatura spedita, ma è difficile rubare oggi 5 punti ai giallorossi. I lariani, però, giocano a memoria, fanno un calcio sensazionale, come dimostrato a Torino contro la Juventus, e possono fare qualsiasi cosa. Hanno tanti giocatori fortissimi, la squadra è stata costruita con logica e criterio ed è destinata a durare nel tempo per ragioni anagrafiche.

L’Atalanta con Palladino ha svoltato, è seconda in classifica dopo l’Inter da quando c’è lui sulla panchina. Venderanno cara la pelle in Campionato e proveranno anche l’impresa in Champions League nella gara di ritorno contro il Borussia Dortmund. Hanno una rosa fortissima, completissima, che può far risultato contro tutti. I bergamaschi non hanno punti deboli nell’organico e non hanno le pressioni delle big di dover raggiungere la Champions. Quello delle pressioni è un bel vantaggio, che ha anche ovviamente lo stesso Como.

A proposito di rimonte, la Juventus può riuscire nell’impresa difficilissima di ribaltare il risultato contro il Galatasaray in Champions League?

Ha poche speranze, non le do più del 25%, a meno che non segnino un gol subito all’inizio. Alla Juventus manca un attaccante pesante: Vlahovic non c’è per infortunio, David segna col contagocce, Openda non vede la porta. C’è il solo Yildiz che può inventare, ma contro squadre chiuse questo diventa un problema.

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Quali sono, secondo lei, le motivazioni principali per le quali il Napoli di Conte non è riuscito a replicare la stagione brillantissima dello scorso anno?

Quando si compie un’impresa straordinaria come quella della passata stagione non è mai facile ripeterla.

Poi, gli infortuni numerosissimi e gravissimi, a cominciare da quello di Lukaku, rappresentano la ragione principale che ha costretto gli azzurri ad ammainare bandiera bianca con largo anticipo nella lotta per lo scudetto. Conte, infine, non dimentichiamocelo, adotta un calcio dispendiosissimo, che sicuramente ha provocato un’usura nei calciatori più rapida di quella verificatasi in altre squadre.

La Fiorentina ha la rosa e le energie mentali per raggiungere due obiettivi in questo finale di stagione: la salvezza e la vittoria della Conference League? Oppure sarà costretta a sacrificare la seconda per il target più importante?

La Fiorentina ha una rosa abbastanza larga, ha vinto ad esempio 3-0 in Polonia, lasciando i big a casa. Può arrivare fino in fondo in Conference League.

Deve rimanere, invece, più concentrata in Campionato perché è ancora terz’ultima, seppur in coabitazione, nonostante sia tornata pienamente in corsa per la salvezza, rispetto alla situazione di un mese fa. Basti pensare che, dopo aver dominato il primo tempo nell’ultima partita disputata, negli ultimi 10 minuti ha rischiato anche contro un Pisa inesistente.

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D’Aversa è l’uomo giusto per riportare il Torino in acque sicure?

Innanzitutto, mi dispiace per Baroni, che ha trovato mille difficoltà, a cominciare dalla contestazione permanente a Cairo. D’Aversa non viene da un passato prossimo brillante, ma a Parma e Lecce più in là nel tempo si è reso protagonista di stagioni positive. I granata hanno una buona rosa e tutte le carte in regola per salvarsi. Ma devono stare attenti al calendario, specie alle prossime gare non semplicissime contro Lazio e Napoli.

Chiudiamo, Eugenio Ascari, con una domanda sulla lotta salvezza. Con Verona e Pisa con un piede e mezzo nella fossa, chi vede messa peggio attualmente per il terzo posto che vale la retrocessione?

Genoa, Torino, Fiorentina, Cremonese e Lecce si giocheranno l’ultimo posto per la Serie B (con le prime due con un vantaggio minimo attualmente di 3 punti in classifica).

Verrebbe da dire che a scendere sarà una tra Cremonese e Lecce perché più deboli come organico, i salentini in particolare. La Cremonese, invece, si è resa protagonista di un tracollo. Segna molto poco, subisce abbastanza. Lecce-Cremonese, lo scontro diretto, in programma i primi di marzo può diventare quindi decisivo per stabilire chi scenderà in Serie B.