Intervista esclusiva a Jeda: "L'Inter deve stare in guardia, il campionato è ancora aperto. Ho fiducia nel Como, Champions alla sua portata. Cagliari e Lecce, sofferenza fino alla fine. Serie B? La più completa è..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Jedaias Capucho Neves, noto come Jeda. A seguito del Torneo di Viareggio, viene ingaggiato dal Vicenza con cui esordisce da professionista nella Serie A 2000/01. Va al Siena in prestito, ritorna in Veneto, poi contribuisce alla promozione del Palermo in massima serie. Dopo Piacenza, Catania, Crotone e Rimini nel campionato cadetto, trascorre tre anni significativi in Serie A con il Cagliari. A cavallo di due stagioni al Lecce, ce n'è una con il Novara, neopromosso dalla Serie B nel 2011.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Jeda. L'ex calciatore ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, con un'attenzione particolare rivolta a due club dell'attuale Serie A di cui ha indossato le rispettive maglie, il Cagliari e il Lecce. Non sono mancate osservazioni interessanti sulle condizioni dell'Inter e delle squadre in gioco per la Champions League. Inoltre, non poteva mancare un commento sul Vicenza, già certo di disputare la Serie B 2026/27.
Jeda, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Milan e Napoli distanti rispettivamente, sei e sette punti. A otto giornate dalla fine del campionato, si può parlare di campionato riaperto in ottica scudetto?
Sì, secondo me, soprattutto in relazione al momento dell'Inter che, oggettivamente, sta facendo più fatica di quanto ci si aspettasse. Credo che l'eliminazione dalla Champions League, inevitabilmente, sia stata la parte più deludente della stagione e ha portato degli strascichi negativi anche in campionato che fanno ricordare la parte finale della scorsa stagione dei nerazzurri.
In più, ritengo che l'assenza di Lautaro Martínez sia uno dei principali motivi che sta togliendo una certa sicurezza a tutta la squadra, perché, oltre a esserne leader e capitano, è un giocatore che ha risolto molti problemi in attacco nei momenti più delicati delle partite; senza di lui, non è un caso che l'Inter abbia fatto tantissima fatica a segnare.
La squadra è in un momento di forma non brillantissima, non lo si può negare, e può essere subentrata un po' di paura nel vedersi avvicinare i diretti rivali a non tantissimi punti; a questo punto della stagione, chi insegue è molto più avvantaggiato rispetto a chi precede, perché sa che non deve fare calcoli e può giocare tutte le partite che restano con una certa disinvoltura.
Milan e Napoli hanno aumentato di molto la pressione sull'Inter, anche in virtù di scontri diretti importanti che potrebbero regalare un colpo di scena a questo campionato.
A proposito degli scontri diretti, alla prossima di campionato ci sarà sia Inter-Roma che Napoli-Milan. Potrà rivelarsi la giornata chiave per le sorti dello scudetto?
Non so se potrà essere quella chiave, ma sarà una giornata che inciderà tantissimo, perché sono due scontri diretti che diranno molto anche per la qualificazione in Champions League.
Seppure in difficoltà nelle ultime settimane, credo che l'Inter affronterà la partita con un piccolo vantaggio, perché gioca dinanzi al proprio pubblico ed un fattore non da poco; sa che non potrà sbagliare, ma affronterà una delle squadre più insidiose del campionato, che arriva in buona forma per lottare per il quarto posto e non avrà paura di giocarsela a viso aperto con la capolista.
Anche quella tra Napoli e Milan sarà una bellissima partita; in particolare, bisogna riconoscere che Conte è stato molto bravo a rimodellare la squadra per via dei numerosi infortuni, non era facile tenersi a un certo livello e lui ci sta riuscendo; se avesse avuto un po' più a disposizione tutti i suoi giocatori, credo che parleremmo di un altro campionato.
Como al quarto posto in solitaria con 57 punti, a tre di distanza da Juventus e Roma. Riuscirà a mantenerlo fino al termine della stagione?
È da un bel po' di tempo che il Como sta dimostrando, soprattutto nelle ultime settimane, che non è più una sorpresa, ma una bellissima realtà del campionato. Bisogna dare atto a Fàbregas di aver compreso che non basta più soltanto proporre un calcio divertente e dinamico, ma che occorre vincere per raggiungere un obiettivo.
Credo che questa squadra non possa più nascondersi dietro all'idea di un sogno, perché i fatti dicono che è in posizione utile per la Champions League. Oltre che un risultato sportivo strabiliante, sarebbe un'opportunità propizia per investire in uno stadio degno di questa competizione, con ulteriori introiti per una società che ha già investito tantissimo e bene.
Fino a oggi, non posso non dire che il Como sia quello più accreditato per raggiungere la Champions League, perché vedo tanto entusiasmo e una voglia di fare ancora meglio; c'è il bel gioco, c'è la qualità e ci sono i risultati a proprio favore, quindi tutte componenti per raggiungere un traguardo storico. Sarebbe bello per tutto il calcio italiano.
Dopo la qualificazione del Bologna ai danni della Roma ai quarti di finale di Europa League, fin dove potrà arrivare la squadra di Vincenzo Italiano in questa competizione?
Bisogna ribadire che sia il Bologna che la Roma partivano alla pari, perché nessuna era più favorita dell'altra, quindi non mi sono meravigliato per l'esito di questi ottavi; vedendo la gara di andata e quella di ritorno, mi è sembrato di aver visto un Bologna capace di dimostrare una miglior consistenza sia in fase difensiva che offensiva, oltre ad aver visto due incontri in cui non si può dire di essersi annoiati.
L'Europa League resta un obiettivo di straordinaria importanza per il Bologna, soprattutto se si considera che in questo campionato non è riuscito a ripetersi come lo scorso anno, ma Italiano sta continuando a condurre un grandissimo lavoro, malgrado abbia dovuto affrontare una stagione all'insegna degli infortuni e degli numerosi impegni.
Non credo che sia la squadra favorita per vincere il trofeo, ma nel calcio bisogna aspettarsi qualsiasi sorpresa; basti pensare alla straordinaria impresa dell'Atalanta che, nonostante non fosse affatto favorita, contro il Bayer Leverkusen offrì una delle più belle prestazioni della sua storia, una pura lezione di calcio.
I quarti contro l'Aston Villa sono davvero difficili, perché si tratta di una squadra che si trova a ridosso delle grandi in Premier League e sta disputando un campionato superlativo; a maggior ragione, sarà ancora più stimolante per il Bologna, c'è tantissima curiosità di vederlo all'opera in questo doppio confronto e bisogna giocarsela con tutte le forze, specialmente nella gara di andata in cui ci sarà la spinta del pubblico che potrà essere davvero l'uomo in più.
Due punti nelle ultime sette giornate per il Cagliari di Fabio Pisacane. Sorpreso da questo brusco calo di rendimento degli ultimi mesi?
Pur non essendo andata affatto bene nelle ultime giornate, il Cagliari resta in linea con quelli che sono gli obiettivi di inizio campionato; fino a oggi, la classifica dice che questa squadra è salva, ma è naturale che, in considerazione di questo stato di forma, ci sarà da soffrire fino all'ultima giornata.
Mi ha molto sorpreso la gara giocata a Pisa, lì non mi sarei aspettato di vedere il Cagliari uscire dal campo con una sconfitta; quel risultato ha lanciato segnali preoccupanti e spero che la sosta aiuterà a recuperare un bel po' di energie; si tratta di una squadra con un'età media piuttosto bassa, quindi non ha quel livello di maturità e di esperienza di qualcun'altra che stanno lottando per non retrocedere; c'era da aspettarsi degli errori, però sarà importante limitarli al massimo in queste ultime otto giornate, perché anche soltanto una partita sbagliata può mettere in discussione tutta una stagione.
Bisogna anche guardarsi alle spalle, perché quelle che sono dietro stanno avendo un ritorno importante; la vittoria della Cremonese a Parma ha insegnato che questo campionato non fa regali e si deciderà all'ultima giornata.
Mi aspetto che il Cagliari torni a essere quello che si è visto nel girone di andata. Non può non restare in Serie A, è troppo importante per una piazza che la merita a occhi chiusi.
Lecce al terzultimo posto con 27 punti, ex aequo con la Cremonese. Quali sono le aspettative sul calendario che attende la squadra di Eusebio Di Francesco?
Dall'inizio del campionato, sapevo che il Lecce si sarebbe trovato invischiato in quella particolare zona della classifica; c'è da lottare fino all'ultima giornata, inutile girarci intorno. Credo che tutti fossero consapevoli di fare i conti con la sofferenza di un campionato che non fa sconti.
La Cremonese, dopo un periodo di grande appannamento, ha cambiato allenatore ed è tornata a vincere una gara importantissima a casa di un Parma che non gioca un grandissimo calcio, ma ha dalla parte i suoi punti guadagnati con tenacia che la tengono un po' più distante dal pericolo.
Finora, ho visto un Lecce sempre combattivo anche contro le grandi, come ha dimostrato nelle ultime due gare contro Roma e Napoli; è una squadra tenace, gioca un buon calcio e crede nel proprio potenziale; tutto questo mi fa stare tranquillo, perché è la dimostrazione che la squadra ha voglia raggiungere questo importantissimo traguardo della salvezza; fa un po' fatica a trovare la strada del goal, per cui credo che occorrerà osare un po' di più in attacco in queste ultime otto giornate.
Mi auguro che Di Francesco possa recuperare in tempo gli infortunati, perché c'è bisogno del sostegno di tutti; lui, come tutto il Lecce, merita di togliersi una grande soddisfazione, perché da allenatore è stato anche un po' sfortunato nelle ultime sue esperienze.
Nell'ultima giornata di Serie B, il big match tra Monza e Venezia si è concluso in parità, mentre il Palermo ha ridotto di due punti il distacco tra le prime due grazie alla vittoria in extremis in casa del Padova. Quante possibilità ci sono di vedere una promozione diretta della squadra di Filippo Inzaghi?
Vedendo anche alcune partite delle squadre che precedono il Palermo, tra cui anche il Frosinone, resta piuttosto difficile poterlo vedere tra le prime due al termine del campionato; credo che debba puntare tutto per arrivare nella miglior posizione possibile, quindi al terzo posto, per poi vincere i play-off che, come tutti sanno, sono molto complicati e imprevedibili per qualsiasi squadra.
Mi sarei aspettato un campionato più arrembante da parte del Palermo, con una posizione di classifica migliore, quindi proprio tra le prime due; ha perso un po' di punti importanti durante il suo percorso e la situazione attuale si è fatta complicata per pensare di raggiungere chi sta davanti.
Resto del parere che la squadra che ha dimostrato più completezza, sotto tutti gli aspetti, è il Venezia, ma anche il Monza sta avendo grande carattere e ha tutto per salire direttamente in A, lo stesso vale per il Frosinone.
Quattro punti di distacco a sei giornate dal termine non sono pochi, anche se il Palermo avrà degli scontri diretti sia con il Frosinone che con il Venezia, ma entrambi fuori casa; nulla vieta che si possano vedere delle combinazioni di risultati talmente favorevoli da mettere nelle condizioni di centrare, quantomeno, un secondo posto, ma credo che resti davvero difficile che avvengano.
Contento per il ritorno del Vicenza in Serie B?
Moltissimo, e dico finalmente. Quando ho saputo che la società aveva scelto Fabio Gallo come allenatore, ho avuto sin da subito il sentore che fosse davvero l'anno giusto per tornare in B, perché lui è molto preparato ed esperto di questa categoria; naturalmente, ci sono stati anche i giocatori giusti, molti dei quali avevano sfiorato la promozione nella precedente stagione.
Ero convinto che questa volta tutti insieme non avrebbero fallito ed è stato un trionfo, andando ben oltre quelle che erano le aspettative. È una piazza che amerò per tutta la vita, perché il Vicenza mi ha permesso di approdare in Italia.
Ho un grande affetto sia per i tifosi che per la città, tutti meritano di gioire per questo traguardo.