Intervista esclusiva a Carmine Gautieri: "Mondiali da conquistare, Italia senza alibi contro la Bosnia. Scudetto, la prossima giornata è decisiva. Napoli, Conte è il vero valore aggiunto. Roma, il presente e il futuro passano da Soulé"
In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto mister Carmine Gautieri. Tanti i temi toccati dall'allenatore ex Taranto: dallo spareggio Mondiale della Nazionale italiana contro la Bosnia alla lotta scudetto in Serie A, passando per il caso Lukaku in casa Napoli e il futuro della Roma di Gasperini e dell'Atalanta di Palladino. Ecco le sue dichiarazioni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Carmine Gautieri. L'allenatore, reduce dall'esperienza al Taranto, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Empoli, Roma, Atalanta e Napoli, collezionando più di duecento presenze in Serie A. Dalla finale playoff dell'Italia contro la Bosnia alla volata scudetto, passando per il futuro di Antonio Conte sulla panchina del Napoli e la lotta Champions League tra Como, Juventus e Roma. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
L’Italia di Gattuso sfida la Bosnia per l’accesso ai Mondiali: che partita si aspetta e quali sono le sue sensazioni?
"Domani per l'Italia è la partita. Una partita secca, una partita importante. Una partita che potrebbe permetterci di partecipare a una competizione come i Mondiali, alla quale manchiamo da ben due edizioni. Gli azzurri non devono guardare al discorso ambientale, ma a loro stessi. Con l'obiettivo unico di vincere la sfida. Il calcio non è una scienza esatta, ma l'Italia sulla carta ha sicuramente qualcosa in più. Si tratta di un match che va giocato al massimo delle possibilità. Dipende tutto da noi, né dalla Bosnia né dal calore del tifo a Zenica. Abbiamo il dovere di andare ai Mondiali da protagonisti".
Ha fatto discutere il video degli azzurri che esultano per il passaggio della Bosnia contro il Galles: come giudica questo atteggiamento? Era meglio evitare?
"Secondo me c'è poco da esultare. Il Galles sulla carta ha qualcosa in più, ma sul campo la Bosnia ha vinto e ha dimostrato di essere più forte. Evidentemente i nostri azzurri si sono fatti prendere dalla gioia del momento, ma credo che questa situazione l'abbiano già chiarita tra loro. Sicuramente il ct della Bosnia in questi giorni non ha fatto altro che far vedere queste immagini ai suoi calciatori. Ci sarà più rabbia, più determinazione e più cattiveria da parte loro. Quell'esultanza era da evitare, ci voleva un po' più di attenzione da parte nostra. Ma la partita, in ogni caso, si gioca sul campo".
L’Inter rallenta in campionato e il Milan è a -6 punti: la corsa scudetto è riaperta? Può rientrare anche il Napoli a -7?
"Penso che la prossima giornata di campionato possa dare verdetti importanti sotto molti aspetti. Si tratta di una giornata decisiva per la lotta scudetto. Se l'Inter non dovesse vincere contro la Roma e una tra Napoli e Milan dovesse vincere nella sfida del Maradona, il campionato allora potrebbe dirsi sicuramente riaperto. Invece, se l'Inter dovesse superare la Roma, a prescindere dal risultato della partita tra Napoli e Milan, il campionato potrebbe considerarsi chiuso, con il tricolore nelle mani dei nerazzurri di Chivu".
Quanto sarebbe importante per il Napoli trattenere Antonio Conte in panchina?
"Il fenomeno del Napoli si chiama Antonio Conte. Senza Conte gli azzurri non avrebbero vinto lo scudetto lo scorso anno e quest'anno, con tutte le problematiche a livello di infortuni importanti, non si sarebbero ritrovati in questa posizione di classifica, addirittura ancora in lotta per il titolo. Si tratta di un allenatore straordinario, senza di lui il Napoli non avrebbe fatto due anni a così alti livelli. Se fossi in De Laurentiis farei di tutto per trattenere Antonio Conte. E' arrivato a Napoli in un momento di grandissima delusione, dopo un'annata disastrosa, ed ha ottenuto dei risultati incredibili. Portando in maglia azzurra anche tanti giocatori top. Dipende tutto dalla dirigenza partenopea. Devono fare l'impossibile per trattenerlo. Più che prendere campioni in campo, sarebbe prioritario tenersi Conte in panchina".
Caso Lukaku a Napoli: rifiuto di rientrare in città e possibile rottura con il club. Si aspettava questo atteggiamento da parte del belga? E il futuro in attacco può essere Hojlund?
"Lukaku è un professionista serio, una brava persona e un calciatore forte. Ci sono dei momenti in cui bisogna anche comprendere il perché di certe azioni. Non si può fare un paragone con il caso Osimhen. Si tratta di un giocatore che ha dimostrato di essere attaccato alla maglia e molto partecipe non solo quando è in campo, ma anche quando è fuori. Ci vuole il giusto equilibrio per capire certe situazioni. Il tutto tornerà alla normalità e Lukaku darà ancora il massimo per la maglia del Napoli. Hojlund? Si tratta di un giocatore straordinario. Una punta che ricuce il gioco e attacca la profondità. Il Napoli con lui ha fatto un buon affare, è un attaccante quasi completo. Conte lo ha migliorato sotto tanti aspetti, gli azzurri hanno per le mani un ottimo giocatore anche in prospettiva futura".
Como, Juventus e Roma sono in lotta per l’ultimo posto Champions: chi la spunterà?
"Tra questi tre club, credo che il Como sia la squadra che esprime il miglior calcio. Fabregas propone un gioco straordinario, propositivo, bello da vedere. Faccio fatica a dire chi potrebbe spuntarla per la qualificazione in Champions League. La Roma di Gasperini ha dimostrato una buona continuità nella stagione in corso e la Juventus, pur mancando nella costanza, ha comunque un calendario favorevole. Al Como, però, bisogna stare davvero attenti. Alla fine credo che la squadra di Fabregas potrebbe anche spuntarla".
La Roma ha perso Dybala, ma ritrova Soulé: può essere lui il nuovo leader tecnico dei giallorossi?
"Se Dybala non avesse avuto così tanti infortuni in carriera, sarebbe stato uno dei giocatori più forti nel panorama calcistico mondiale. Resta un calciatore straordinario, ma gli infortuni lo hanno sempre frenato. Soulé è un giocatore giovane, di grande prospettiva, che con Gasperini è cresciuto tanto anche sotto l'aspetto fisico. Quando si ha un giocatore così tecnico e incisivo, si deve fare l'impossibile per trattenerlo, in modo da creare per il futuro una struttura importante attorno a lui. Per il finale di stagione sarà determinante anche Malen, che è un animale da area di rigore. Perfetto per il gioco di Gasperini perché riempie l'area e finalizza. Si tratta di un acquisto azzeccato e di un attaccante forte anche per i prossimi anni. Ti fa vincere le partite anche da solo".
Cosa ne pensa del probabile mancato rinnovo di Lorenzo Pellegrini?
"Da Lorenzo Pellegrini tutti si aspettavano e si aspettano di più, perché qualitativamente è un giocatore forte. Uno di quei centrocampisti di grande inserimento, e oggi ce ne sono davvero pochi. Lo posso paragonare sotto l'aspetto tecnico ad Hamsik, anche se lo slovacco era più determinante e incisivo. Dispiace che la Roma sia propensa a non rinnovargli il contratto in scadenza. Ma è un giocatore molto appetibile e sono sicuro che se lo contenderanno squadre importanti".
L’Atalanta, dopo un inizio difficile, si è ripresa con Palladino: ci sono basi solide per il futuro?
"Penso che Raffaele Palladino abbia fatto un ottimo lavoro. Nonostante la cessione di Lookman, è riuscito ad ottenere risultati importanti. Forse anche inimmaginabili a inizio stagione. L'Atalanta ha fatto bene a puntare su Palladino e fa bene a programmare il futuro con lui in panchina, partendo dall'inizio può fare ancora meglio. La fortuna di questo allenatore è anche quella di avere alle spalle la famiglia Percassi e una società seria e importante, che non ti lascia mai solo".
In Serie B Bari e Pescara sono in difficoltà: chi ha più chance di salvarsi?
"Vedendo la classifica di Serie B ci si accorge che non ci sono squadre che in questo momento abbiano davvero mollato. Il Pescara è ultimo in classifica ma gioca un calcio importante, anche di lotta. Si vede che è una squadra che desidera salvarsi. L'acquisto di Insigne ha portato grande entusiasmo, se la giocheranno fino alla fine. Per la rosa che ha a disposizione mi aspettavo un campionato diverso dal Bari. In questo momento devono pensare a fare punti e a dare continuità alle prestazioni e ai risultati. Ora i punti valgono doppio. Entrambe hanno possibilità di salvarsi, ma devono cambiare rotta. Non possono fare un cammino come quello fatto finora. Serve una sterzata decisiva e se la giocheranno sicuramente. La Serie C nessuno la vuole fare perché per i presidenti è un bagno di sangue".
Dopo l’esperienza al Taranto, quali sono i suoi progetti per il futuro?
"Ho avuto alcune opportunità per tornare in panchina, ma non c'erano le giuste condizioni. Non aspetto il progetto giusto perché ormai in Italia di progetti veri ce ne sono davvero pochi. Spero quanto prima di rientrare, magari in un ambiente serio e meritocratico. In questo periodo mi sto aggiornando molto, sono stato anche ospite del Milan a Milanello. Spero di trovare l'opportunità giusta per tornare in panchina".