Intervista esclusiva ad Arturo Di Napoli: “Finale di Coppa Italia equilibrata. Conte resta al Napoli, Grosso nome giusto per la Fiorentina. Sulle mie ex squadre…”
In vista del rush finale di stagione, in tutte le categorie (dalla Serie A alla Serie D), abbiamo raggiunto telefonicamente Arturo Di Napoli, che ha risposto alle nostre domande sulle sue ex squadre e non solo. Vi lasciamo alle sue dichiarazioni che hanno riguardato anche la finale di Coppa Italia.

Nelle ultime ore abbiamo raggiunto, in esclusiva, Arturo Di Napoli, meglio conosciuto nel mondo del calcio con l’appellativo di Re Artù. L’ex attaccante del nostro Campionato (oggi allenatore) è stato stimolato su una serie di domande che sono andate a riguardare tutte le categorie, dalla Serie A alla Serie D (senza dimenticare la finale di Coppa Italia), con particolare rilievo dato ad alcune delle sue ex squadre da atleta, e non solo.
In particolare, ha parlato con noi di: Inter, Lazio, Napoli, Fiorentina, Venezia, Palermo, Salernitana, Catania e Messina.
Arturo Di Napoli, l’Inter dopo lo scudetto può fare sua anche la Coppa Italia, ma davanti si troverà la Lazio di Sarri. Che partita ti aspetti e chi la spunterà secondo te?
Io credo che tutte le finali azzerino le classifiche, l’andamento in campionato ecc. ecc. Tutto dipenderà da come si arriva alla gara mentalmente e fisicamente. Io dico 50 e 50, ma ci credo sul serio, non lo dico come frase fatta.
Il Napoli ed Antonio Conte: futuro ancora da scrivere insieme o le strade si separeranno, magari con il ritorno in Nazionale del Mister in questione?
Conte ed il Napoli sono legati da grandi obiettivi, per questo io credo che lui resterà ancora sulla panchina della squadra partenopea.
La Nazionale ha bisogno di un allenatore di prestigio ed esperienza, che sappia prendersi le responsabilità del caso. Conte è ovviamente gettonatissimo in tal senso, anche perché ha grandi mezzi manageriali e può essere più di un’idea, ma io credo che continuerà con il Napoli.
La Fiorentina è pronta a ripartire da zero con Fabio Paratici. Su quale allenatore deciderà di puntare il dirigente navigato secondo te?
Vanoli ha preso una situazione assurda a Firenze, nella quale era molto complicato sbrogliare la matassa, in una piazza che puntava all’Europa e non alla salvezza. L’ex Torino ha fatto quello che doveva fare, ma dall’altra parte Grosso ha fatto benissimo col Sassuolo e può essere più di una suggestione. I tifosi viola si meritano un allenatore da percorso ambizioso e Grosso può essere l’uomo giusto. La Fiorentina ha la società, la città, la tifoseria per ambire alle coppe europee, magari col tempo anche alla Champions League.
Il Venezia torna in Serie A: due parole su Giovanni Stroppa, arrivato alla quarta promozione in carriera?
Giovanni, che conosco, è un allenatore che non si capisce perché debba dimostrare sempre qualcosa più degli altri. Ha vissuto, certo, anche qualche parentesi negativa (ma quale allenatore al mondo non l’ha avuta?). Gli auguro di fare benissimo ancora a Venezia e poi potrà puntare anche ad un club ancora più ambizioso per il futuro.
Il Palermo ha le potenzialità per raggiungere il Venezia, ovviamente passando dai play-off?
Il Palermo è una squadra forte, con un allenatore forte, ma Venezia, Frosinone e Monza sono andati fortissimo. I play-off sono una lotteria, non sarà facile, ma c’è il potenziale per raggiungere il traguardo, nonostante una concorrenza agguerrita. I rosanero non possono comunque nascondersi: sono una delle compagini favorite dei play-off con la squadra che si ritrovano.
Passiamo alla Serie C: quanto farai il tifo per la Salernitana nei play-off di categoria?
Molto, sono legatissimo a squadra e città. Piazza e tifoseria si meritano tanto, quantomeno la Serie B, farò un tifo sfegatato, però attenzione al Catania. Rappresenta un ostacolo duro, è un po’ che ci prova a salire e insieme formano le 2 squadre più forti (figlie di grandi città) che lotteranno per aggiudicarsi il traguardo della serie cadetta.
Concludiamo l’intervista, Arturo Di Napoli, con una domanda sul Messina in Serie D. Riuscirà a superare lo scoglio play-out domenica a Ragusa?
Mi auguro di sì, la città ha bisogno di rinascere, ha potenziale infinito, ha bisogno di essere trascinata. Spero che questo rappresenti l’ultimo appuntamento difficile per club, tifosi e società, e che cominci subito dopo una risalita che punti in alto, perché Messina merita di essere proiettata assolutamente verso obiettivi di rinascita e di crescita in ben altre categorie.