Intervista esclusiva a Francesco Montervino: "Napoli, senza infortuni gap minimo con l'Inter. Hojlund straordinario, il problema è il gioco. Lobotka a vita, ma servono plusvalenze. Sì alla conferma di Conte, ma solo se il suo calcio sposerà la visione societaria"
Intervista esclusiva al dirigente sportivo ed ex capitano del Napoli Francesco Montervino. Dal possibile double dell'Inter di Chivu al futuro di Antonio Conte sulla panchina degli azzurri, passando per la strategia di svecchiamento adottata dal club di De Laurentiis all'obiettivo Serie B della Salernitana. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Francesco Montervino. Il dirigente sportivo ed ex calciatore, in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Parma, Taranto, Ancona, Napoli e Salernitana. In particolare, salvo una breve parentesi al Catania nella prima metà del 2004, ha giocato con la maglia partenopea dal 2003 al 2009, sia prima sia dopo il fallimento della società, contribuendo prima alla promozione degli azzurri in Serie B e poi a quella in Serie A. Dallo scudetto conquistato dall'Inter di Chivu alla permanenza di Conte sulla panchina del Napoli, passando per le future strategie di mercato degli azzurri, le prestazioni di Hojlund e i playoff della Salernitana. Ecco le sue dichiarazioni.
L’Inter ha già vinto lo scudetto ed è in finale di Coppa Italia: ti aspettavi una squadra così dominante in questa stagione?
"Ho sempre ritenuto l'Inter e il Napoli le squadre più forti del campionato. Il fatto che l'Inter sia stata così dominante credo sia dipeso soprattutto dall'incapacità delle altre compagini di tenere lo stesso passo dei nerazzurri. La squadra di Chivu ha vinto meritatamente lo scudetto e allo stesso modo merita di giocare la finale di Coppa Italia contro la Lazio. Chiaramente da una squadra del genere ci si aspettava di più dal cammino in Champions League, che rappresenta l'unica macchia di una stagione straordinaria. Dominante in Italia, ma molto meno in Europa".
Senza i tanti infortuni, il Napoli sarebbe stato più vicino all’Inter? Qual è il tuo bilancio sulla stagione degli azzurri?
"Senza infortuni non ci sono dubbi che avremmo visto un Napoli molto più competitivo, il gap con l'Inter non sarebbe stato così evidente. Le assenze hanno inciso sicuramente in negativo, impedendo agli azzurri di fare una stagione ancora più importante, in linea con le aspettative iniziali. L'annata è stata comunque abbastanza positiva: il Napoli ha portato a casa la Supercoppa italiana e ha ottenuto la qualificazione alla prossima Champions League, si tratta di obiettivi di spessore. Da una squadra forte come il Napoli, però, mi aspettavo un cammino migliore in Europa. Non è ammissibile arrivare trentesimi in Champions e non qualificarsi neppure per i playoff. Il risultato europeo incide molto sul giudizio di questa stagione. Bisogna migliorare sotto questo aspetto".
Conte e De Laurentiis si incontreranno a breve: ti aspetti la conferma del tecnico o pensi che il ciclo sia finito? E in caso di addio, Sarri sarebbe il profilo giusto?
"Sarei contento di vedere Antonio Conte sulla panchina del Napoli per il terzo anno consecutivo, chiaramente però con un'idea di calcio e con un gioco che possa essere funzionale anche a quelle che sono le strategie che la società intende mettere in atto. Non so se le due cose riusciranno a collimare, la vedo oggettivamente una manovra difficile, ma non impossibile. Maurizio Sarri? Si tratta di una suggestione romantica. Vero che non ha vinto nulla, ma con lui il Napoli ha espresso il miglior calcio della sua storia. Chiaramente ci sono anche altri profili che farebbero al caso degli azzurri, sia in Italia che all'estero. Meriterebbero una chance e personalmente terrei in considerazione per la panchina del Napoli allenatori come Grosso, Farioli, Italiano e anche Di Francesco".
Hojlund è a secco da settimane e le critiche aumentano: che giudizio dai sull’attaccante danese? E Vergara, al rientro dall’infortunio, può diventare una pedina importante per il futuro azzurro?
"Le critiche un attaccante dovrebbe riceverle quando tira tanto in porta ma non segna, il problema di Hojlund invece è che spesso non riesce ad arrivare alla conclusione, non tanto per demeriti suoi quanto per il gioco e la mentalità impartita alla squadra che quest'anno ha avuto in tante partite un valore di expected goals (xG) inferiore a uno. Hojlund resta un giocatore straordinario, un centravanti sul quale il Napoli dovrebbe puntare anche per il futuro, aiutandolo a crescere nella finalizzazione e nella lettura offensiva e mettendolo nelle condizioni di far meglio. Vergara? Deve essere una pedina importante per il futuro, non ci sono dubbi. Gli azzurri devono ripartire da quei giocatori giovani e forti che quest'anno si sono messi in luce, come anche Neres e Alisson. Vanno necessariamente valorizzati, ma questo dipenderà anche dall'allenatore che siederà sulla panchina del Napoli".
Il Napoli sembra voler ringiovanire la rosa e abbassare il monte ingaggi: condividi questa strategia? E tra i veterani, di chi non faresti a meno?
"Si tratta di una strategia interessante per il futuro del club, ma non mi priverei di tutti i veterani in un colpo solo. Lobotka, ad esempio, lo terrei fino a fine carriera. Giocatori così forti in mediana non se ne trovano facilmente in giro. In ogni caso, la politica dello svecchiamento va adottata perché il Napoli ha bisogno di fare nuove e importanti plusvalenze come faceva in passato. De Bruyne? Ha un ingaggio molto alto, ma mi piacerebbe vederlo ancora, magari in un contesto tecnico e tattico dove possa esprimere al meglio le sue qualità".
La Salernitana affronterà la Casertana nei playoff: che giudizio dai alla stagione dei granata e che sensazioni hai per questo spareggio?
"Quando si arriva ai playoff si mette da parte tutto ciò che è accaduto durante la stagione, si tratta di un campionato a parte. La Salernitana è una squadra molto forte, sicuramente ci si aspettava qualcosina in più dalla regular season. Si tratta di una squadra costruita per vincere, con una proprietà straordinaria alle spalle, che fa invidia anche a club di B e di A. Ci sono tutti i presupposti per disputare al meglio i playoff, me lo auguro per il club e per tutti i tifosi granata".
Il Taranto si gioca i playoff di Eccellenza: la Serie D resta un obiettivo raggiungibile?
"Una squadra e una società come il Taranto non possono stare in Eccellenza. Una piazza del genere merita ben altri palcoscenici. Il passaggio di categoria è d'obbligo. Purtroppo il campionato non è andato benissimo, ma ora si deve fare di tutto per conquistare la Serie D attraverso i playoff".