Intervista esclusiva a Gaetano Fontana: "Allegri scelta da grande club, Napoli chiamato a crescere in Europa. Vanoli ha conquistato la salvezza, ma Grosso rappresenta il futuro della Fiorentina. Catanzaro, Liberali talento cristallino"
Intervista esclusiva a mister Gaetano Fontana. Dall'avvicendamento tra Antonio Conte e Max Allegri sulla panchina del Napoli, passando per il futuro della Fiorentina di Fabio Grosso e la promozione dell'Ascoli in Serie B. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'allenatore ed ex calciatore Gaetano Fontana, che in carriera ha indossato, tra le altre, le maglie di Napoli, Fiorentina e Catanzaro. Dall'addio di Antonio Conte in casa Napoli alla possibile permanenza di De Bruyne in maglia azzurra, passando per l'arrivo di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina e il futuro di Catanzaro e Juve Stabia in serie cadetta. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.
Dopo due stagioni, uno scudetto e una Supercoppa, si è chiusa l’avventura di Conte al Napoli: si aspettava questo addio?
"Non mi aspettavo l'addio di Antonio Conte perché credevo ci fosse l'idea di sviluppare un progetto a lungo termine. Ero convinto che De Laurentiis potesse convincere il tecnico a restare per far crescere ancor di più il club in Italia e in Europa. L'ultima stagione ha inevitabilmente lasciato strascichi negativi, soprattutto sotto il profilo della gestione della squadra, con problemi all'interno dello spogliatoio che hanno pesato molto sulle scelte finali. Conte lascia al Napoli una grande cultura del lavoro e l'ossessione verso il risultato positivo e la vittoria. Rimane l'amaro in bocca per non aver sfruttato tutto il potenziale della rosa a disposizione, ma per quelle che sono state le problematiche affrontate durante la stagione il secondo posto può considerarsi comunque un ottimo risultato".
Max Allegri è ormai a un passo dalla panchina del Napoli: è il profilo giusto per aprire un nuovo ciclo? Quali obiettivi deve porsi il club nella prossima stagione?
"Massimiliano Allegri è un grande professionista. Bisognava puntare su un profilo del genere per alzare ulteriormente l'asticella e il livello del club. Ricordiamo che si tratta di un allenatore capace di raggiungere due volte la finale di Champions League. A mio parere la scelta è stata dettata essenzialmente dal fatto che si voglia migliorare sotto il profilo europeo. Non ha vissuto un anno spettacolare al Milan, ma anche in Italia Allegri ha fatto bene e vinto tantissimo, soprattutto alla Juventus. Insomma, nonostante qualche critica, la carriera di Allegri non si discute, il suo curriculum lascia chiunque a bocca aperta".
Lobotka sembra destinato a restare e potrebbe addirittura rinnovare: è ancora il punto di riferimento ideale del centrocampo azzurro? E quali giocatori potrebbero beneficiare maggiormente dell’arrivo di Allegri?
"Lobotka può far bene con qualsiasi allenatore. Ad oggi ha una conoscenza calcistica veramente impressionante. Riesce ad assolvere ogni compito e ad adattarsi a qualsiasi tipo di gioco. In questi anni è cresciuto tantissimo in personalità, sicurezza e dinamismo. Ha doti tecniche importanti, difficilmente si trova sul panorama internazionale un calciatore con qualità simili alle sue. Pur non essendo particolarmente strutturato dal punto di vista fisico, riesce comunque a essere fondamentale anche in fase di non possesso. Un centrocampista davvero completo. Il Napoli dovrà fare sicuramente delle operazioni in uscita perché ha troppi giocatori sotto contratto. Detto questo, quello che sembrava scontato con la presenza di Conte non lo è più con l'arrivo di Max Allegri. A partire, ovviamente, dalle situazioni relative a Lukaku e De Bruyne. Anche se personalmente ho trovato ingrate e poco eleganti le ultime esternazioni di De Bruyne. Sapeva che con Conte avrebbe fatto un certo tipo di calcio, non capisco le sue polemiche successive. Insomma, è importante ora che ci sia fin da subito onestà intellettuale e chiarezza da parte di tutti. Valori imprescindibili per remare tutti insieme verso un unico obiettivo".
La Fiorentina ha scelto Grosso per ripartire dopo la salvezza conquistata da Vanoli: ti aspettavi questo cambio? E che Fiorentina immagini nella prossima stagione?
"Mi aspettavo che la Fiorentina potesse cambiare allenatore a fine stagione. Nonostante la salvezza conquistata da Vanoli, non ho mai percepito dall'esterno piena condivisione sul cammino intrapreso, pur avendo fatto comunque un grandissimo lavoro soprattutto sotto il profilo mentale ed emotivo. Quando entri in un loop negativo del genere poi non è semplice uscirne. La possibilità di un fallimento totale era dietro l'angolo. La permanenza in Serie A, sotto questo punto di vista, è stata fondamentale, pur non essendo ovviamente l'obiettivo primario della società. Umanamente mi dispiace per Vanoli perché si è speso tanto per la causa Viola, ma capisco le esigenze e la visione della società. Fabio Grosso ha fatto molto bene a Sassuolo, è una bella novità del calcio italiano. Ha fatto vedere cose interessanti, è un allenatore giovane e certamente di prospettiva, che ha giustamente alzato l'asticella. Penso che quella della Fiorentina sia una scelta azzeccata".
Con Grosso, Kean può tornare protagonista?
"Kean, come tutti i giocatori della Fiorentina, non ha vissuto certamente l'anno migliore. Ma un calciatore del genere non si può giudicare solo dall'ultima stagione disputata. Ha fatto vedere qualità importanti già in passato in grandi club come Juventus e Psg, dimostrando di essere forte soprattutto dal punto di vista tecnico e fisico. Per il tipo di calcio che fa Grosso è quel tipo di attaccante che può dare al tecnico tante soluzioni. Può essere protagonista nel prossimo campionato".
Il Catanzaro ha sfiorato la Serie A prima di arrendersi in finale playoff: prevale il rammarico o la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante? Aquilani è pronto per la Serie A con il Sassuolo?
"Sono anni che il Catanzaro sta lavorando bene. Pur non spendendo tantissimo, il club sta dimostrando di avere le idee chiarissime. Arrivare in fondo a un torneo così importante e difficile come la serie cadetta è una grande soddisfazione e indice di competenza e organizzazione. Quest'anno, a differenza della scorsa stagione, il miracolo promozione era davvero vicino. Ovviamente, bisogna parlare di miracolo quando si compete con squadre molto più ricche e attrezzate come Palermo e Monza. Il divario di classifica e questi valori si sono annullati durante i playoff ed è venuta fuori tutta la qualità e la forza della squadra calabrese. Aquilani? Può fare sicuramente bene anche in massima serie. Anche perché alle spalle ha uno staff qualificato e competente. Il Sassuolo ha vinto la concorrenza serrata di altri club per portarlo in Emilia. Già dalla Primavera della Fiorentina si intravedevano le sue qualità come tecnico, non può che migliorare e alzare l'asticella".
E che futuro immagini per un giovane talento come Liberali?
"Liberali è un giocatore seguito da tantissime squadre. Quest'anno ha fatto un campionato da protagonista, risultando tra i maggiori artefici della grande stagione del Catanzaro. Si tratta di un centrocampista dalle qualità immense, un talento cristallino. Come lui ce ne sono diversi, penso anche Numah e Favasuli. Giocatori giovani e affidabili, che possono dare una ventata di freschezza al movimento calcistico italiano e alla nostra Nazionale".
La Juve Stabia ha evitato il fallimento e si prepara a una nuova fase, tra il cambio di proprietà e gli addii di Abate e Lovisa: che prospettive vedi per il club?
"L'obiettivo più importante, quello relativo alla salvezza della società, è stato raggiunto. Ora servono programmi chiari per dare continuità al progetto. Non bisogna cadere nell'errore di fare il passo più lungo della gamba. Ben venga il presidente Guerri che ha salvato il club, mi auguro un futuro sereno per la società gialloblù. Il prossimo potrebbe anche essere un anno di transizione, ma non necessariamente di ridimensionamento. Bisogna mirare alla salvezza in primis, successivamente si può pensare anche a obiettivi più ambiziosi".
L’Ascoli ha conquistato la Serie B attraverso i playoff, superando avversarie di alto livello: ti aspettavi una cavalcata del genere? E può essere una sorpresa anche nel prossimo campionato cadetto?
"A inizio anno c'è stato il passaggio societario e l'Ascoli è partito con qualche difficoltà. La squadra è stata allestita in ritardo rispetto alla normale tabella di marcia. Tuttavia, ci sono sempre state idee chiare sia sui calciatori sia sullo staff tecnico. Poi è stato tutto un crescendo di risultati, condizioni ed entusiasmo. Di conseguenza, si è creato un binomio vincente tra squadra e ambiente. Per le avversarie l'Ascoli è stato un vero e proprio tsunami, lo si è visto anche nei playoff. Anche in Serie B i bianconeri possono fare benissimo. Lo staff tecnico ha dato una linea su cui fare affidamento per costruire il futuro attraverso un'identità precisa e giocatori motivati".
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi? Ti aspetti una nuova opportunità in panchina già dalla prossima stagione?
"La mia vita è fatta di casa e campo e non vedo l'ora di tornare in panchina. L'anno scorso ho fatto una scelta ben precisa, puntando in primis a migliorare le mie conoscenze. Ora sono alla ricerca di un percorso fatto in un certo modo, di un progetto interessante. Non voglio precipitarmi nella prima situazione disponibile, ma ponderare bene ogni occasione".