Scandalo doping. Putin “No alle ingerenze politiche nello sport”. Guerra fredda sportiva?

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado Segui
Vladimir Putin visits a sport center in SochiC’è il rischio di una nuova guerra fredda da Russia ed Occidente. In questo caso non si tratta di ragioni territoriali o economiche ma sportive. Con in mezzo, però anche importanti risvolti di carattere politico. Il dossier pubblicato dalla Wada, nato da una indagine antidoping scaturita all’indomani delle Olimpiadi di Sochi del 2014, rischia di congelare i rapporti tra Russia e Comitato Olimpico Internazionale che in queste ore sta valutando la possibilità di non far partecipare alcun atleta russo alle ormai imminenti Olimpiadi di Rio de Janeiro. Sull’eventualità, rilanciata ieri anche dal nostro sito come potete leggere in questo articolo, https://news.superscommesse.it/altri-sport/2016/07/doping-la-russia-a-rischio-olimpiade-per-la-wada-fu-doping-di-stato-221004/, il Capo di Stato russo Vladimir Putin è intervenuto con toni aspri e duri anche se da parte del capo del Cremlino non è stata presa alcuna posizione ufficiale in merito alle accuse formulate dalla Wada.

Le dichiarazioni di Vladimir Putin

” Il movimento olimpico, che ha un colossale ruolo unificatore per l’umanita’, potrebbe di nuovo trovarsi sull’orlo di una scissione. La situazione che si è venuta a creare rievoca involontariamente un’analogia con l’inizio degli anni ’80  quando molti Paesi dell’Occidente per l’intervento delle truppe sovietiche in Afghanistan boicottarono le Olimpiadi di Mosca, e quattro anni dopo l’Urss per ritorsione rispose con il boicottaggio dei Giochi di Los Angeles.Le forme di questa ingerenza sono cambiate, ma l’essenza è la stessa: fare dello sport uno strumento di pressione geopolitica, creare un’immagine negativa di un Paese e di un popolo”.

Putin ha inoltre  osservato che la Russia condivide i valori olimpici ed è aperta alla cooperazione. Secondo Putin, la Russia è impegnata nello sradicamento del doping, migliorando le leggi, in collaborazione con le organizzazioni internazionali e il CIO e rigorosamente adempie ai propri obblighi. Un lavoro contro il doping ed un’attenzione nei confronti di questo tema che però non ha, forse, fatto e continua a non fare a pieno il proprio dovere. Infatti, il ministro dello Sport russo Vitali Mutko,  il cui nome è presente nel dossier della Wada sull’indagine antidoping su Sochi 2014  non sara’ sospeso: secondo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, “non e’ menzionato nel rapporto Wada come diretto esecutore” nello scandalo doping.
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