Formula 1, le reazioni dei piloti alla morte di George Floyd

Pubblicato il autore: Mattia DElia Segui

Dopo l’accusa di Lewis Hamilton, anche il mondo della Formula 1 si unisce al grido di dolore per la morte di George Floyd. Sono tanti i piloti che hanno manifestato sui social solidarietà e chiesto giustizia per l’uomo afroamericano deceduto a Minneapolis per asfissia causata da compressione al collo e alla schiena da un poliziotto bianco. Tra i più attivi sui social, Lewis Hamilton è stato il primo a non far mancare il suo supporto, postando un video divenuto ormai virale, con protagonista una bambina che spiega il trattamento subito a causa del colore della sua pelle. Il pilota campione del Mondo ha poi attaccato la Formula 1 perché nessuno ha dato un segno, e le sue parole hanno portato una reazione degli altri piloti. Ecco di seguito tutte le reazioni.

Le reazioni dei piloti di Formula 1 alla morte di George Floyd

Queste le parole del sei volte campione del Mondo Lewis Hamilton: “Non condivido chi sta protestando violentemente, ma coloro che lo fanno pacificamente. Non è un problema di America, ma di tutto il mondo. Il mio sport è dominato dai bianchi, non c’è segno da parte di alcuno di loro. Sono l’unico di colore e mi alzo da solo“. Dopo queste accuse sono arrivati tanti messaggi da parte degli altri piloti e anche della scuderia Mercedes.

Questo il messaggio della Mercedes: “Siamo con te, Lewis. La tolleranza è un principio fondamentale del nostro team, ci sentiamo arricchiti in ogni forma. Le persone di diverse razze, culture, religioni e filosofie di vira sono le benvenute. Condanniamo ogni forma di discriminazione. Siamo molto dispiaciuti di quanto sta accadendo e speriamo la situazione possa presto risolversi“.

Charles Leclerc, pilota della Ferrari, ha spalmato sui suoi profili social un messaggio chiaro, in risposta alle parole di Lewis Hamilton: “Ad essere onesto, non sono a mio agio nel condividere qui il mio pensiero circa quello che sta accadendo. Per questo non l’ho fatto in questi giorni -ha poi proseguito- Ho sbagliato a non farlo. Sono rimasto disgustato dai video che ho visto su internet, non riesco a trovare le parole. Il razzismo ha bisogno di incontrare azione e non silenzio. Prego tutti di essere partecipativi e attivi, di incoraggiare gli altri nel sensibilizzare. E’ nostra responsabilità quella di parlare contro le ingiustizie. Non rimaniamo in silenzio”.

Anche il prossimo pilota Ferrari ha voluto dire la sua, questo il messaggio di Carlos Sainz Junior: “E’ incredibile quanto sta accadendo nel 2020, ci fa tornare indietro nel tempo. E’ pazzesco, abbiamo tutti lo stesso sangue. Nel nostro sport globale incontriamo persone di ogni razza, religione e condizione sociale. Lavoriamo insieme, in armonia: è un messaggio di sportività e umanità. Condanno ogni forma di razzismo“.

Così Daniel Ricciardo, pilota McLaren a partire dal 2021: “Vedendo le news negli ultimi giorni e quanto successo a George Floyd e quanto sta ancora accadendo, penso sia una disgrazia. Ora più che mai dobbiamo stare uniti. Il razzismo è tossico e non si combatte con la violenza o con silenzio, ma con unità e azione. Dobbiamo alzarci e unirci, per essere persone migliori“.

Anche il pilota italiano dell’Alfa Romeo, Antonio Giovinazzi, ha mandato un messaggio: “Fino a quando crederemo che le nostre differenze ci rendano superiori o inferiori l’uno all’altro, continueremo a vivere nell’ingiustizia“.

Azione benefica di Lando Norris, che invita i suoi follower a partecipare a una raccolta fondi per sostenere la campagna BLACK LIVES MATTER. “Proviamo a fare la differenza nel mondo, non importa quanto sia grande. Se partecipiamo tutti, miglioreremo il futuro. Sono solo una piccola voce, ma voglio provare cosa è giusto. Naturalmente non bisogna farlo creando danni a nessuno, voglio pace e amore ovunque“.

Breve e conciso il messaggio di Nicholas Latifi:Questa cosa deve finire“.

Ecco il pensiero dell’altro pilota Williams, George Russell: “Come ha scritto Charles Leclerc, non sono a mio agio nel condividere certi pensieri pubblicamente. Non trovo le parole per descrivere certe atrocità. Bisogna agire, il silenzio non serve a nulla. Abbiamo bisogno di pace ed eguaglianza, dobbiamo alzarci insieme e dare un calcio al razzismo fuori dalla nostra società“.

Infine, ecco il messaggio di Alex Albon: “Sono un privilegiato, cresciuto lontano fa ogni forma di razzismi, ma ho capito che siamo tutti all’interno del problema e che il silenzio non è la forma giusta per combattere il razzismo. Quello che è successo a George Floyd deve diventare l’occasione giusta per combattere il razzismo. Quello che è successo a George Floyd deve diventare l’occasione per creare un mondo migliore“.

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