Zanardi, il medico che lo salvò: “Troppo ottimismo”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Sono ore di preoccupazione quelle che gli italiani stanno vivendo, in seguito al nuovo ricovero in terapia intensiva da parte di Alex Zanardi. Il pilota paralimpico dall’ospedale Le Scotte di Siena era stato trasferito in un centro riabilitativo, per poi nella giornata di ieri essere nuovamente ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano. Una notizia che ha gettato i migliaia di supporters di Zanardi nello sconforto, in seguito anche al comunicato pubblicato dall’ospedale milanese dove si legge che tra i motivi del ricovero del campione bolognese ci sono le sue condizioni instabili, che hanno richiesto, quindi, il ricovero d’urgenza. Una scelta dettata anche dalla comparsa della febbre, manifestatasi tra giovedì e venerdì. Da come fanno sapere dall’ospedale Zanardi non è intubato e non ci saranno bollettini in merito alle sue condizioni fino a novità.

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Medico Biagioni: “Zanardi? Sarà così per lungo tempo”

La notizia del peggioramento di Alex Zanardi ha sorpreso tutti, ma no il medico d’urgenza Robusto Biagioni, che quel 19 giugno ha stabilizzato l’ex pilota Formula uno e gli ha salvato la vita. Il medico ha spiegato al Corriere della Sera la fase che sta vivendo il quattro volte medaglia d’oro alle paralimpiadi: “In questi casi il paziente attraversa una fase che noi chiamiamo ‘ondulatoria‘, con riprese che vanno oltre le aspettative e peggioramenti che gettano nello sconforto. Non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva. Passaggi del genere potrebbero accadere ancora per un anno, la letteratura scientifica ce lo insegna“.

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Quindi i pazienti che hanno subito lo stesso trauma di Zanardi possono avere alti e bassi, insomma “Tutto può accadere e non bisogna mai arrendersi“. Il caso Zanardi, secondo Robusto Biagioni, va diviso in due parti: “Quella neurologica può essere valutata solo più avanti“, spiega. “Quella degli organi vitali invece può avere continue oscillazioni. C’è un’evoluzione costante dei parametri vitali“. Difficile, quindi, fare delle previsioni: “Non è possibile fare un bilancio delle funzioni vitali in una fase così delicata. L’immobilizzazione stessa è un fattore di rischio anche per un soggetto sano, figuriamoci per chi ha subito tre interventi chirurgici come Zanardi. Ogni paziente risponde in maniera soggettiva” conclude Biagioni.

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