Zanardi, svelata la causa dell’incidente

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


È il 19 giugno 2020, Alex Zanardi sta percorrendo la statale 146 verso Pienza per la staffetta benefica di Obiettivo 3, quando all’improvviso avviene lo schianto violento con un tir. Immediato l’intervento dei medici sul posto, che ha permesso di salvare la vita a Zanardi. Trasporto all’ospedale di Siena e poi al San Raffaele di Milano, Iron Man nel suo lungo percorso ospedaliero ha affrontato numerosi interventi per ridurre e tamponare i danni causati dal tragico schianto. Zanardi in questo momento ai trova al San Raffaele di Milano, dove sta svolgendo la riabilitazione, i suoi parametri sono stabili, ma i medici notano un leggero miglioramento delle condizioni cliniche, inoltre reagisce a stimoli visivi ed uditivi.

Ecco l’ufficialità sulle cause dell’incidente di Zanardi

Mentre si prega per la salute di Zanardi, gli inquirenti in queste settimane hanno cercato di capire quali fossero le cause dello schianto con il tir. Il professor Dario Vangi, consulente del procuratore capo Salvatore Vitello e del pubblico ministero Serena Menicucci, e il professore Mattia Strangi, perito di parte per la difesa dell’autotrasportatore, Marco Ciacci, al momento indagato per lesioni colpose, sono arrivati alla conclusione che la causa dello schianto è la perdita di aderenza della handbike del quattro volte medaglia d’oro ai giochi paralimpici.

Le due perizie sostanzialmente coincidono: l’handbike di Zanardi, che non ha evidenziato guasti meccanici, correva a 50 km all’ora, comunque sotto al limite di velocità massima consentita in quel tratto stradale. Quando Zanardi si accorse del camion proveniente in direzione opposta avrebbe tentato di girare verso destra, per allontanarsi dalla parte centrale della carreggiata, ma il suo veicolo sarebbe andato in sovrasterzo, cioè avrebbe avuto un principio di testa coda che avrebbe determinato il ribaltamento del mezzo. Zanardi così cadde, finendo nella corsia opposta e battendo la testa contro il cerchione anteriore sinistro dell’autotreno.

Diversa invece la conclusione a cui è arrivato Giorgio Cavallin, consulente della famiglia di Zanardi, secondo il quale apparirebbe determinante l’invasione di corsia da parte del camion, cosa che le due perizie fatte non ha rilevato. Ora toccherà alla Procura di Siena decidere se procedere con nuove indagini oppure definire il procedimento, con la possibilità di chiedere l’archiviazione o il rinvio a giudizio per l’indagato.

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