Vanessa Ferrari, un bronzo che sa di “Liberazione”

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui
  1. Vanessa Ferrari

Vanessa Ferrari è tornata. Dopo un lungo digiuno, la ginnasta di Orzinuovi torna a vincere. Risale infatti al 2014 la sua ultima affermazione internazionale. Anno in cui vinse l’oro a Tokyo, diventando campionessa mondiale gareggiando a corpo libero, e poi trave, parallele e volteggio. Un’esibizione composita che le regalò la vetta del mondo. Indubbiamente quel titolo la consacrò definitivamente come una delle atlete italiane di ginnastica artistica più forti di tutti i tempi.

Vanessa Ferrari, bronzo a Basilea

Vanessa, nonostante abbia vinto tutto, ha ancora fame. Infatti il 25 aprile sulle note di “Bella Ciao”, ha vinto la medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Basilea. Dopo la conquista del terzo posto il caporalmaggiore dell’Esercito ha affermato, in un’intervista riportata da Repubblica: “Questa medaglia è per me un simbolo di resilienza e di resistenza. Lo dimostra la mia storia agonistica fatta di successi ma anche di sconfitte. Nonostante questo non ho mai mollato“. Il famoso quotidiano nazionale ha scritto che nella sua performance ha, in particolar modo, eseguito: “uno Tsukahara avvitato, un doppio teso, una doppia in presa, un enjambè cambio ad anello con enjambè cambio un giro, uno Tsukahara, un Gojan, un “Ferrari” (tour jetè ad anello con mezzo giro – l’elemento del codice dei punteggi che porta il suo nome) e una ribaltata teso avvitato”.

“Dedico questa medaglia all’Italia”

Vanessa Ferrari non ha scelto “Bella Ciao” per caso. Sapeva il giorno in cui avrebbe sfidato le avversarie. E sapeva, soprattutto, che il 25 aprile è una data speciale per l’Italia intera. Ha detto: “Dedico questa medaglia all’Italia intera in una data così importante per il nostro Paese, il 25 aprile, giorno della Liberazione. Ora speriamo di poterci liberare presto anche della pandemia che sta flagellando il mondo intero, per poter tornare a riempire i palazzetti, riaprire le palestre, far ripartire le società. Spero davvero  che l’Italia si possa rialzare, come ho fatto io, dopo un brutto periodo. Ora voglio ricominciare a correre “.

Vanessa Ferrari, e la sua “Liberazione”

L’atleta lombarda ha rivelato che la sua opzione per il noto inno partigiano è stata dettata anche da motivi strettamente personali. Negli ultimi anni il membro dell’Esercito ha subito vari infortuni, come la rottura del tendine d’Achille nel 2017. In mezzo si ci è messo anche il Covid19 che l’ha tormentata fino a qualche settimana fa, impedendole di perfezionare la sua preparazione al rush finale. Ma lei non ha mai mollato riuscendo a raggiungere la sua ennesima affermazione continentale. Ha dichiarato, come riportato dal Corriere della Sera : “E’ la mia storia, fatta di successi ma anche di sconfitte. Di infortuni e sfortune enormi. E serviva anche resistenza per arrivare in fondo all’esercizio di oggi, ero proprio stanca!“. E aggiunge riferendosi alla sua gara: “Ho commesso un sacco di imprecisioni, so che valgo molto di più. Però sono tornata negativa solo tre settimane fa dopo aver preso il Covid, ho dovuto interrompere gli allenamenti. La preparazione non era un granchè“.

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