Zanardi, come sta il campione paralimpico a quasi 10 mesi dall’incidente

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui

Zanardi
Non puoi mollare se ti chiami Alex Zanardi. L’atleta paralimpico, famoso per la sua grinta e voglia di vivere, sta combattendo un’altra battaglia dal 19 giugno 2020. Quel maledetto giorno, Iron-Man, fu vittima di un gravissimo incidente con la sua handbike, durante la staffetta di “obiettivo3” per beneficenza. Sulla strada che porta a San Quirico d’Orcia perse il controllo e si schiantò contro la ruota anteriore sinistra di un tir. Immediati i soccorsi, che descrissero come le ossa del volto di Zanardi e il cranio fossero completamente rotte. Anche in questo caso rischiò di morire, ma ancora una volta si è salvato e adesso lotta per ritornare ad una vita normale. Prima all’Ospedale “Le Scotte” di Siena, poi il San Raffaele di Milano, due degli ospedali che hanno avuto in cura il quattro volte medaglie d’oro, applicando terapie e attuando una serie di operazioni chirurgiche per limitare i danni.

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Zanardi e la forza di non mollare mai

Ora, a distanza di quasi 10 mesi da quel tragico incidente, Zanardi si trova a Padova per affrontare la fase riabilitativa fisica e cognitiva. Come sta oggi il mitico campione sportivo, lo ha raccontato la moglie Daniela, insieme al figlio Niccolò. I due sono rimasti sempre al fianco di Zanardi, lottando insieme a lui e dandogli speranza. Come appreso, Iron-Man ha recuperato la sensibilità sensoriale, mostrando importanti progressi. Ha alzato il pollice, stretto la mano, riconosciuto i propri cari e ha iniziato nuovamente a parlare. Il cammino, ovviamente, è ancora lungo e Zanardi deve continuare a pedalare per uscirne, ma finalmente si vede la luce in fondo al tunnel.

Quello che ci si chiede è: “Dove Alex trova tutta questa forza?” e la risposta l’ha data sempre lui in un incontro con degli studenti romani. Qui, Zanardi, ha usato un esempio molto semplice: “Se un fulmine mi ha colpito una volta, è possibile anche che lo faccia di nuovo. Ma restare a casa per evitare e scongiurare quest’ipotesi significherebbe smettere di vivere. Quindi no, io la vita me la prendo…“. Buona guarigione Alex, ti aspettiamo.

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