Per lo sport italiano sono giorni d’oro grazie a Mancini, Sacchetti e Berrettini: sarà vera gloria?

Pubblicato il autore: Andrea Rao Segui

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Lo sport italiano torna al centro della cronaca, e lo fa prepotentemente. Dopo anni di oblio gli atleti azzurri di varie discipline sono, finalmente, riusciti a superare i loro limiti e ad imporsi, sfatando numerosi tabù. In una settimana si sono verificati degli eventi che, gli appassionati, non dimenticheranno facilmente. Dopo 17 anni la Nazionale di pallacanestro è riuscita a staccare il pass per le Olimpiadi. Matteo Berrettini raggiunge la finale del prestigioso torneo del Grande Slam di Wimbledon. E’ il primo tennista italiano a ottenerla. E, infine, come risaputo Roberto Mancini è riuscito a battere la Spagna nella semifinale di Euro 2020, e ad ottenere la finale della manifestazione.

Italbasket: dopo 17 anni è Olimpiade!

Qualche giorno fa i ragazzi di Romeo Sacchetti, nel torneo preolimpico disputatosi in Serbia, hanno battuto i padroni di casa in finale. Il trionfo è valsa la qualificazione diretta a Tokyo 2020. Dopo tanto tempo la pallacanestro del nostro Paese è rientrata nelle squadre più forti al mondo. E il merito di questa affermazione, va proprio al coach che è stato in grado di rifondare un gruppo e di accompagnarlo per mano attraverso una crescita e rinascita progressive. L’aspetto più importante della sua opera, risiede nel fatto che è riuscito a rinforzare l’autostima dei singoli e del collettivo trasmettendo costantemente una strategia di gioco vincente, unendo consigli tattici a nozioni di psicologia sportiva.

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Berrettini: primo tennista italiano a raggiungere la finale di Wimbledon

La settimana che sta per concludersi è stata magica anche per il tennista romano. Nella semifinale di ieri ha battuto il polacco Hurkacz, imponendosi per tre set a zero. La vittoria è di cruciale importanza perchè gli ha permesso di sfatare un tabù che nessun altro collega italiano era riuscito mai a superare: ottenere la finale di Wimbledon. Ma il merito del passaggio del turno va anche data al mental coach che lo ha sempre accompagnato nel corso della sua carriera tennistica: Stefano Massari. In un’intervista resa pochi giorni fa alla Gazzetta dello Sport il professionista, ha svelato alcune componenti della personalità di Matteo. Ha infatti dichiarato che il 25enne è una persona che riesce: “A usare i momenti difficili come le sconfitte peggiori e gli infortuni per tornare più forte di prima”. E così è stato anche questa volta. Dopo i mesi difficili passati ad inizio anno si è fatto forza centrando un obiettivo prestigioso.

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Roberto Mancini: dalla rifondazione alla finale

Il merito più grande dell’ex tecnico dell’Inter è stato quello di rifondare la Nazionale italiana di calcio da zero. Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 e l’esonero di Ventura, il Mancio era chiamato ad attuare la metamorfosi di un gruppo che aveva smarrito qualsiasi aspirazione di vittoria. E, fino a questo punto, ci è riuscito riaccendendo la passione nel cuore dei tifosi. Come noto, il rigore di Jorginho, ha scatenato un tripudio di caroselli per festeggiare le imprese degli Azzurri, cosa che mancava da ben 9 anni. Anche in questo caso l’allenatore ha creato il giusto affiatamento in un gruppo, in cui la psicologia è stata il collante tra calciatori provenienti da esperienze diverse. Ha dato vita ad una macchina in cui tutti lavorano per l’obiettivo finale: la vittoria.

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Riflessioni finali

I limiti che gli atleti italiani hanno superato negli ultimi tempi, sono incredibili. Gli appassionati adesso si chiedono: sarà vera gloria? Riusciranno ad ottenere le vittorie finali, e a portare a conclusione i percorsi intrapresi? Gli ingredienti ci sono tutti: esperienza, sacrificio, costanza, concentrazione. Gli ostacoli da superare, tuttavia, sono ancora molti. Berrettini dovrà battere Djokovic, Mancini l’Inghilterra, mentre Romeo Sacchetti dovrà essere bravo a mantenere alto il focus dei suoi ragazzi nella spedizione nipponica. E con tutto il cuore ci auguriamo che le imprese sperate si concretizzino, in modo da consentire allo sport italiano di brillare ancora.

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