Guerra Russia-Ucraina, la decisione del ciclista Sivakov: "Mai più con bandiera russa"

Continua la guerra tra Ucraina e Russia. L'invasione dell'esercito di Putin ha scatenato lo sdegno da parte dell'intero mondo, con una serie di sanzioni che hanno colpito il paese. Sono tanti i settori colpiti, tra cui quello dello sport: le nazionali e gli atleti russi sono stati estromessi da qualsiasi competizione, come il caso di Mazepin, licenziato dalla Haas. Gli atleti, inoltre, stanno prendendo prese di posizioni importanti, contro la guerra e contro Putin. Questo è il caso di Pavel Sivakov, campione di ciclismo nato a San Donà di Piave (Venezia) che fino a pochi giorni fa correva con le insegne russe. Il giovane infatti è figlio dei ciclisti Aleksej Sivakov e Aleksandra Koljaseva. Mercoledì però il 24enne membro del team Ineos-Grenadiers ha chiesto all’Uci (la federazione internazionale del ciclismo), che ha accettato, di cambiare nazionalità da russa a francese. Una decisione importante che ha avuto un impatto mediatico forte.

Sivakov: "Sono totalmente contrario alla guerra"

Il ciclista ha voluto parlare della sua decisione: "In questi giorni è stato difficile osservare quello che sta accadendo – è stato l’annuncio di Sivakov –. Prima di tutto voglio affermare di essere totalmente contrario alla guerra e di non comprendere quello che sta accadendo in Ucraina. Tutti i miei pensieri sono rivolti al popolo ucraino. Inoltre vorrei far capire che la maggior parte dei russi desidera solamente la pace e non ha mai chiesto che tutto questo accadesse, quindi non merita di essere bersaglio di campagne d’odio solo per la sua origine".

Da queste basi nasce la richiesta, prontamente accolta, di poter difendere i colori della Francia. Il ragazzo, nato in Veneto l’11 luglio 1997, si è trasferito appena pochi mesi dopo nei Pirenei francesi per seguire la carriera del padre. Ancora Sivakov: «Sono nato in Italia e vivo in Francia da quando ho un anno. La Francia è il luogo in cui sono cresciuto, sono stato educato e mi sono innamorato della bici. La sento come casa mia. Volevo diventare un cittadino francese da tempo e avevo già avanzato tale richiesta, ma visto ciò che sta accadendo in Ucraina ho espresso il desiderio di accelerare. Sono molto felice, pensare di poter correre a Parigi in occasione delle Olimpiadi 2024 sarebbe un sogno».