Federica Romano a SuperNews: "Vi racconto cosa fa il pacer durante la corsa. Oltre 1200 le candidature per il ruolo per la Maratona di Roma"

La nostra testimonial Antonella Cottone ha intervistato Federica Romano, la pacer manager della Maratona di Roma 2023. Federica ci ha parlato del ruolo del pacer durante la corsa, dell’imminente grande evento nella Capitale e delle sue prossime sfide.

Federica Romano
Siamo entrati ufficialmente nella settimana che ci porterà alla Maratona di Roma. La nostra testata, come ormai noto, parteciperà alla corsa grazie all’iniziativa Maratoneta SuperNews, col supporto di due atleti e una testimonial. Proprio quest’ultima, Antonella Cottone, per conto della nostra redazione, dopo aver intervistato il vincitore della Maratona di New York nel 1996 Giacomo Leone, ha avuto il piacere di intervistare Federica Romano, pacer manager della Maratona di Roma 2023. Federica ci parla del ruolo del pacer durante la corsa, dell’imminente grande evento nella Capitale e delle sue prossime sfide.

Antonella: Per chi conosce poco il mondo della corsa, ci spieghi a parole tue cos'è un pacer e qual è il suo ruolo durante la maratona?

Federica: "Il ruolo del pacer è una delle cose più difficili quando si corre. Consiste nel correre in modo regolare e costante, soprattutto in gare molto lunghe come la maratona, in cui uno dei principali rischi è quello di partire forte e poi "scoppiare" o terminare la gara in calando. E' molto difficile disciplinarsi. Un maratoneta esperto, a prescindere dal fatto che faccia tempi stratosferici o che corra la maratona lentamente, si tiene all'inizio per poter gestire le sue energie".

"Diciamo che la maratona perfetta è quella che si corre ottenendo un "negative split", ossia quando si corre la prima mezza maratona in un determinato tempo e la seconda metà in un tempo uguale o leggermente più veloce. Invece, la maggior parte dei runner tende a correre la prima parte più velocemente e tende a calare nella seconda, quando la fatica si accumula. Quindi il pacer è colui che corre a ritmo costante e che permette ai runner che si affidano a lui di affrontare la corsa senza pensare, con un ritmo regolare, aiutandoli a non accelerare o rallentare in momenti di crisi. E' una figura che motiva dal punto di vista fisico e mentale."

Antonella: Cosa rappresenta per te essere la responsabile pacer della Maratona di Roma?

Federica: "E' una doppia responsabilità: da una parte verso i runner partecipanti, perché chi corre la Maratona e si affida ai pacer mette nelle mani di questi ultimi mesi di preparazione, sacrifici, disciplina e impegno; dall'altra verso i pacer stessi, perché di contro i pacer rinunciano a fare la propria gara  per correre in maniera per loro molto agevole e mettersi al servizio degli altri runner".

Antonella: Quante candidature hai dovuto visionare per il ruolo di pacer?

Federica: "Più di 1200. E' un vero e proprio lavoro. Noi visioniamo nel dettaglio davvero tutte quante le candidature, ho un file excel che sembra sul punto di esplodere. Valutiamo l'esperienza in qualità di pacer, quanta motivazione hanno nel voler ricoprire il ruolo e mettersi al servizio dei runner".

Antonella: Quale messaggio ti senti di condividere ai runner che parteciperanno alla Maratona di Roma?

Federica: "Dividiamo in due categorie i runner: quelli che parteciperanno per la prima volta e quelli che già conoscono la maratona o conoscono Roma. Per i primi, il mio consiglio spassionato è quello di godersi la maratona, senza guardare l'orologio e senza pensare alla prestazione. Per chi invece correrà per cercare di fare un tempo specifico o il personale, il consiglio è quello di partire senza ansia, perché l'ansia pre gara consuma energie.

Antonella: Dopo aver raggiunto i 5.700 metri d'altezza sull'Himalaya, quali altre grandi sfide ti attendono?

Federica: "Una sfida l'ho conclusa la settimana scorsa correndo la maratona di Tokyo, ottenendo il medaglione tanto ambito. E' stata una bellissima soddisfazione, anche se non ci vogliono meriti particolari nel finire le major. E' molto più ammirevole, a mio avviso, chi conclude maratone minori, dove magari non c'è tifo e non c'è un contesto adrenalinico tipico delle grandi maratone. Ora la mia prossima sfida è collaborare all'evento della Maratona di Roma: io non la correrò, ma facendo parte dell'organizzazione mi auguro che tutto vada bene. Il 24 aprile correrò inoltre la maratona di Londra, sempre nel ruolo di pacer, e ci tengo a fare bene le 4 ore e 20 che mi attendono. Il 7 maggio, poi, farò mezzo Ironman: cercherò di migliorare il tempo fatto nel mio primo mezzo Ironman di settembre".