Michael Andersen a SN: “Bologna farà bene in Eurolega. Felice per la rinascita di Napoli”

Pubblicato il autore: Enzo Palo

Michael Andersen
SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Michael Andersen. Il nome del gigante danese di 213 cm è molto noto agli amanti della palla a spicchi, in particolar modo ai tifosi di Bologna e Napoli. Michael Andersen è arrivato nel 1999 nel roster delle V-nere e dopo una parentesi in Grecia, il centro di Copenaghen ha legato il suo nome alla piazza partenopea. Ha vissuto con Mimmo Morena quelli che forse sono stati gli anni d’oro della pallacanestro napoletana.

Benvenuto Michael Andersen. In Italia il tuo nome è legato a Bologna e Napoli. In particolare con i partenopei sei terzo per punti segnati e quarto per presenze. Che ricordi hai delle tue esperienze italiane?
Ho molti bei ricordi della mia esperienza in Italia, sia dentro che fuori dal campo. Le persone, la cultura e la passione per il basket sia a Napoli che a Bologna mi sono rimaste dentro. Del periodo italiano parlo molto bene quando racconto storie e aneddoti ai miei amici e alla mia famiglia.

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Bologna è tornata in Eurolega. Quanta strada possono fare le V-nere nella principale competizione europea?
Ad essere onesti non ho seguito il basket italiano così da vicino ma qualsiasi squadra in Eurolega è tra le top in Europa. Sono sicuro che con il sostegno dei tifosi, la Virtus ha il potenziale per avere molto successo. Se riescono a restare imbattuti in casa ed essere competitivi in trasferta, il trionfo arriverà.

Napoli dopo anni bui è riuscita a tornare in A1. Cosa ne pensi della nuova società?
Sono stato molto felice di vedere il ritorno in A1 di Napoli. È stato un peccato vedere il fallimento dopo tutto il successo ottenuto e la vittoria della Coppa Italia. Sono sicuro che i miei amici in Campania sono entusiasti che la loro squadra sia tornata nel basket che conta.

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In Europa il dominio della nazionale spagnola sembra incontrastabile. Può essere Banchero l’arma in più per il team di Pozzecco?
Banchero è un giocatore molto bravo e può solo aiutare l’Italia ma come abbiamo visto con la nazionale greca, avere il miglior giocatore del mondo non è sempre sufficiente in uno sport di squadra come il basket. Vincere ai massimi livelli richiede grandi giocatori e lavoro di squadra.

Lavori ancora nel mondo del basket? Quali sono i tuoi progetti futuri?
No, ho avviato una società di consulenza informatica 10 anni fa e quest’attività mi occupa la maggior parte del mio tempo. Seguo ancora il basket anche perché mio figlio gioca al liceo, quindi cerco di dargli qualche consiglio.

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