In casa Inter anche il Natale è in stile #EpicBrozo

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

epic


La cena sociale in casa Inter non poteva non essere in stile #epicbrozo. Tutta la squadra, compresi Mancini e Stankovic, posano nell’ormai divenuto classico atteggiamento pensoso con la mano sotto il mento. Un marchio di fabbrica diventato virale del centrocampista croato Marcelo Brozovic. Un giorno il giocatore entra in rete e polpastrelli sulla testiera…non un pallone, ma una foto nel giorno di Ferragosto, Marcelo Brozovic, l’interno interventista arrivato nel gennaio del 2015 col ciuffo color pannocchia poi cancellato, si toglie dalla panchina e diventa titolarissimo. Diventa un supereroe, con un costume nerazzurro e l’atteggiamento pensoso: diventa #EpicBrozo.

 

Nel giro di pochi giorni quella stessa rete (Twitter, Instagram, Facebook e ogni altro social network) coglie e rilancia, moltiplica l’atteggiamento da situazione top (la sua parola preferita), infilando quella posa indice-pollice sotto il mento dentro a tutto e in mezzo a tutto. Come il cacio sui maccheroni. Nel giro di poco, Brozo diventa appunto Epic, lui che in quella fotografia è in macchina con due bellissime ragazze, un’amica (o forse la fidanzata) e l’altra la sorella Ema seduta di dietro. Tutti lo prendono per mito, uno che ne sa. E anche davanti alle scuole, fra i tifosi interisti, tutti cominciano a farsi dei selfie con la posa di #EpicBrozo. Inondazione assoluta. Al fianco della foto compaiono oltre 3.000 mi piace e commenti tipo “il migliore in campo”, “bomber”, “rivelazione dell’anno”.

 

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La posa di Marcelo diventa, come si dice in queste situazioni, virale: appare alla guida della Papamobile, fra i Backstreet boys, al posto di Totti nel famoso selfie del capitano giallorosso con dietro la curva Sud, dietro all’ex ct Sabella che sta per crollare, al posto del maggiordomo Ambrogio in un remake pubblicitario, fra i Marò, vicino all’amico Kovacic quando presenta la propria maglia del Real Madrid. Insomma un ragazzo che ha quella simpatia non sbrodolona ma un po’ svampita e sottotraccia diventa uno da followare: ecco la posa più virale del momento. I giocatori dell’Inter hanno festeggiato con un #EpicBrozo anche a Udine.

 

Cosi torna in mente anche un altro gesto nato per caso e poi diventato di moda. Agosto 1997, prima giornata di campionato e Inter in difficoltà. L’allenatore Simoni, già a rischio esonero, sta perdendo a San Siro con il Brescia. Quasi per disperazione, mette in campo Recoba, che aveva giocato pochissimo anche nelle amichevoli pre-campionato. E proprio il cileno ribalta la partita, con due prodezze di sinistro da lontanissimo. Dopo il secondo gol, Moriero si inginocchia per lucidargli lo scarpino sinistro. Gesto improvvisato e istintivo. Ma si vede in tv. Poi compare su tutti i giornali. E diventa, infine, di moda anche su internet. Ogni qualvolta, ancora oggi, si ripete un gran gol da lontano, parte lo sciuscià, dalla serie A fino alle partite ai campetti. Un piccolo gesto che genera tanti sorriso: il successo è tutto qui.

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Quello che non si vede, ma si intuisce, è la forza di questi particolari anche in spogliatoio. Ogni gruppo, se è unito, elegge insospettabili giocatori-simbolo, che diventano indispensabili anche oltre i loro meriti tecnici. Oltre l’apparenza c’è la sostanza: Brozovic ha contribuito a creare il gruppo. Questa Inter, persa la storica pattuglia argentina, sembra oggi pubblicizzare la globalizzazione più sfrenata, di stampo est europeo (vedi i tanti –ic). In altri tempi si sarebbe detto che lo spogliatoio nerazzurro era una Torre di Babele: ognuno parla la propria lingua e nessuno capisce quella altrui. Invece l’unione si vede anche in campo, nitida, basta un selfie, in stile #epicbrozo, e tutte le parole stanno a zero.

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