Tutti pazzi per Dybala e la Juventus svolta

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

during the Serie A match between Juventus FC and AC Milan at Juventus Arena on November 21, 2015 in Turin, Italy.


La Juventus ha messo la quinta, dopo la vittoriosa trasferta romana (Dybala e un’autorete di Gentiletti i marcatori) e continua domenica dopo domenica la sua risalita nella classifica di Serie A. Dopo il pareggio della Roma in casa del Torino per 1 a 1, nella gara giocata alle 15 di questo pomeriggio, e in attesa di conoscere cosa faranno le rivali dirette, la squadra bianconera può finalmente tirare un sospiro di sollievo per il posto in classifica (ma non è questo il momento di crogiolarsi e lo sanno bene tutti gli juventini). Con la Roma ad un punto, la Fiorentina e l’Inter a tre e il Napoli a quattro lunghezze (in attesa di conoscere i risultati delle partite), la Juventus sta poco alla volta prendendo il posto che le spetta.

Come più volte ripetuto da Massimiliano Allegri, la Juventus è cambiata tanto e sono arrivati molti volti nuovi, giocatori di valore ma ancora giovani. “Serve tempo”, il mantra ripetuto fino alla nausea anche e soprattutto quando le cose andavano davvero male. Certo, il tempo è passato e sotto la crosta polverosa dei primi mesi di una Juve irriconoscibile, si è plasmata la nuova Vecchia Signora. Tanti i giocatori che hanno avuto bisogno di un certo rodaggio, da Alex Sandro a Mandzukic passando per lo stesso Dybala: oggi sono proprio loro i protagonisti di una squadra che sta bene ed è tornata cattiva, cinica e affamata. Il primo è in crescita continua (ogni partita un assist decisivo e tanta concretezza), l’attaccante croato si è guadagnato il posto da titolare con gol pesantissimi e sacrificio, mentre l’argentino si è letteralmente caricato la squadra sulle spalle.

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Ma il dato più importante è un altro: la Juventus non prende gol da quattro partite consecutive, contando anche la gara di Champions vinta contro il Manchester City per 1 a 0. Una decisiva inversione di tendenza rispetto all’inizio della stagione e se andate a sfogliare l’almanacco alla ricerca dei numeri, questi vi daranno ragione. Anche ieri sera, nella gara con una Lazio in crisi evidente, Buffon e compagni hanno rischiato pochissimo, pur concedendo il possesso palla agli avversari, soprattutto nel secondo tempo (63%). E, se riprendiamo di nuovo l’almanacco, la storia del nostro campionato dimostra che gli scudetti si vincono con le grandi difese.

Il 3-5-2 di Contiana memoria era il modulo da cui Allegri era partito per aprire la sua avventura in bianconero, salvo poi virare sulla difesa a 4, con cui ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia e accarezzato l’ebbrezza di una Champions League. Con il Natale alle porte (momento in cui si tireranno le somme di questa prima parte di stagione), il mister ha puntato decisamente sul ritorno alla difesa a 3 e il centrocampo a 5, con Alex Sandro a sinistra e Mandzukic lì davanti. È cosi che la nuova Juve ha vinto a Palermo e Roma, cosi che si è guadagnata l’accesso agli ottavi di finale di Champions League vincendo contro il Manchester City. Si è visto densità in mezzo, spinta sulle corsie laterali e, soprattutto, una mentalità cinica e vincente.

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