Cina, Stati Uniti e Canada: ecco le nuove frontiere del calcio

Pubblicato il autore: antoniopilato Segui
lavezzi
Ormai da qualche anno è sempre più in voga per i calciatori che giocano in Europa, trasferirsi a fine carriera in paesi con una tradizione calcistica non proprio eccellente, come ad esempio Cina, Stati Uniti e Canada.
Naturalmente la ragione principale di questi trasferimenti è il denaro. Infatti alcuni club cinesi e nordamericani hanno una potenza economica capace di attirare i top player alla ricerca di un’esperienza diversa prima di appendere gli scarpini al chiodo.
L’ultimo in ordine di tempo ad aver preso una scelta simile è stato il Pocho Lavezzi. L’argentino dopo quasi quattro anni a Parigi ha deciso di accettare la proposta del ,squadra in cui militano anche l’ex romanista Gervinho, Kakuta (sei mesi alla Lazio nel 2014), e M’Bia vincitore di due Europa League col Siviglia (2014-2015).
L’ex calciatore del Napoli non ha nascosto l’importanza del guadagno dovuto a questa decisione: “Sono qui per aiutare la mia famiglia. Ho pensato a lungo di restare in Europa, ma poi ho fatto una scelta economica. Non mi importa  di essere uno dei giocatori più pagati al mondo, la mia famiglia è più importante”.
Anche due italiani hanno provato l’avventura in Super League, ovvero Gilardino e Diamanti (nel 2014/2015), ma dopo pochi mesi hanno sentito il bisogno di tornare nel Bel Paese.
Chi invece sembra contentissimo della propria decisione è Sebastian Giovinco, ormai sempre più a suo agio a Toronto. Nella passata stagione ha vinto il titolo di capocannoniere con 22 reti in 31 presenze, però da quando è emigrato in Canada non ha più visto l’azzurro della nazionale.
Un po’ più a sud, nella fattispecie a New York, hanno trovato il loro habitat campioni del calibro di Pirlo, Lampard, Villa e Iraola.
Gli altri grandi nomi illustri della Major League Soccer (il campionato che incorpora sia Usa che Canada) ci sono Gerrard, che milita nel Los Angeles Galaxy (squadra in cui ha giocato anche David Beckham) insieme all’irlandese Robbie Keane, ex centroavanti del Tottenham e Kakà ormai da qualche anno agli Orlando City (con una parentesi al San Paolo in Brasile).
Dunque le superpotenze Cina, Usa e Canada, vogliono iniziare a primeggiare anche nel calcio, sport in cui non hanno mai ottenuto storicamente grandi risultati e per farlo cercano di fare leva sul conto in banca dei giocatori.

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