Copa America, prezzi alle stelle (e strisce)

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

Da Pasadena a East Rutherford corrono oltre quattromila chilometri. Dalla California al New Jersey, un viaggio coast to coast mozzafiato che ci farà vivere la Copa America del centenario. La quarantacinquesima edizione del torneo principale del continente sudamericano vivrà i suoi giorni negli Stati Uniti, dal 3 al 26 giugno. Gli addetti ai lavori parlano già dell’edizione GOAT, ossia la migliore di tutti i tempi. Dando uno sguardo al passato, irto di problemi organizzativi e di sicurezza, l’impresa non è titanica.

Sarà una Copa America diversa dalle altre: sicuramente mancherà un po’ di pasión tipica degli stadi del Sud America, giocare al Gillette Stadium di Foxborough non è come stare alla Bombonera della Boca o al Centenario di Montevideo. Tuttavia, non mancherà la curiosità, da parte di tutti. Come reagiranno gli statunitensi a questo evento? Hanno da poco scoperto che il “soccer”, il calcio, può dare delle sensazioni buone. Certo, a quelle latitudini un non gol non varrà mai come un home run oppure una tripla o un puck scagliato sotto l’incrocio. Però gli americani hanno una dote unica, sanno stupire.

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GLI STADI – Sono dieci, divisi democraticamente tra costa ovest (Seattle, Santa Clara, Pasadena e Glendale), costa est (Foxborough, East Rutherford, Philadelphia e Orlando) e centro (Chicago e Houston).  Il più “piccolo” sarà il Soldier Field di Chicago, in Illinois, con 63mila posti a sedere: qui ci giocano i Bears della NFL e dal 1925 porta questo nome in memoria dei veterani di guerra. Pochi problemi d’affluenza, invece, al Levi’s Stadium di Santa Clara, California, teatro dell’opening match tra USA e Colombia.

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LE NAZIONALI –
Sedici in totale, dieci della Federazione sudamericana (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela) e sei della CONCACAF (Stati Uniti, Messico, Costa Rica, Giamaica, Panama e Haiti, quest’ultime due vincitrici dei play off con Trinidad e Tobago e Cuba). Ci sono tutti gli ingredienti per rimanere a bocca aperta in questa Copa America. Gli USA di Klinsmann non vorranno deludere, ma occhio alle solite tre Argentina, Brasile e l’Uruguay del maestro triste Tabarez: outsider la Colombia di James Rodriguez, l’Ecuador e, se riuscirà a trovare equilibrio, il Cile di Pizzi e Vidal.

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I GIRONI E IL PROGRAMMA – Aprirà le danze gli Stati Unti, paese ospitante. Il suo Gruppo A è completato da Colombia, Costa Ric e Paraguay. Nel gruppo B ecco il Brasile accompagnato da Ecuador, Haiti e Perù: il Gruppo C è composto da Messico, Uruguay, Giamaica e Venezuela. Infine il più interessante è, forse, il Gruppo D con Argentina, Cile, Panama e Bolivia. Approderanno ai quarti di finale (16-18 giugno) le prime e seconde di ogni gironcino. Il regolamento prevede anche la finale per il terzo posto: si terrà il 25 giugno allo University of Phoenix Stadium di Glendale, Arizona. Imperdibile la finale al MetLife Stadim il 26 giugno.

Volete un assaggio del costo dei biglietti per la gara d’apertura? Si parte dai 141 dollari del quarto anello del Lev’is Stadium fino ai 1204 dollari per la zona vip. I dati peggiorano per la finale, dove minimo dovranno essere scuciti 250 dollari fino a un massimo di duemila. Prezzi non proprio da futbol para todos… Il motto della Copa America 2016 è “Now it’s the time”. Adesso è il momento. Pure in questo gli yankees hanno fatto centro.

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