Il valzer degli allenatori

Pubblicato il autore: Raffaele La Russa Segui
49998_heroaPuntuale come ogni anno si scatena il valzer degli allenatori.
In serie A, al momento, pochi sono i confermati: da Allegri alla Juventus – e non poteva essere diversamente visti i tre successi in stagione con la Supercoppa italiana, il campionato e la coppa Italia – a Mancini all’Inter il cui operato con il raggiungimento del quarto posto e la conseguente qualificazione diretta ai gironi di Europa League, evidentemente, è stato ritenuto buono dalla società nonostante la faraonica (per il campionato italiano di queste ultime stagioni) campagna acquisti della passata stagione un campionato che a parte l’inizio non l’ha mai vista protagonista per le prime posizioni.
Confermato,ovviamente, Spalletti a Roma dopo il grande girone di ritorno in campionato e il raggiungimento della terza posizione con accesso ai preliminari di Champions League: vista la deficitaria prima parte di campionato di Garcia non si poteva chiedere di più al tecnico toscano.
Stesso discorso per Sarri  a Napoli, autore di un brillante campionato in cui si è dovuto arrendere solamente ad una straordinaria Juventus: ma il secondo posto e la qualificazione diretta ai gironi di Champions League valgono certamente la riconferma anche se rimane il rimpianto di una precoce eliminazione in Europa League da parte del Villarreal.
Confermato dalla dirigenza anche Sousa a Firenze, nonostante in città ancora si vociferi di possibili allenatori in sua sostituzione: la squadra viola ha stupito e sbalordito tutti nel girone di andata ma, allo stesso tempo, ha clamorosamente fallito il girone di ritorno ed è uscita al primo turno di Coppa Italia in casa col Carpi.
A Firenze ancora ci si chiede se il vero Sousa è quello del girone di andata o quello del girone di ritorno e il prossimo campionato certamente risolverà il dilemma ai tifosi viola.
Anche Di Francesco a Sassuolo ha meritato ampiamente la conferma e un rinnovo lunghissimo di contratto: lo storico traguardo raggiunto con la qualificazione – seppur ai preliminari – di Europa League è stato il coronamento di una crescita costante nei tre anni di massima serie della squadra emiliana.
Sempre sulla sponda emiliana, a Bologna a meno di clamorosi ribaltoni, Donadoni resterà sulla panchina, dopo i buoni risultati conseguiti.
Detto delle squadre prime arrivate, vediamo che, scorrendo la classifica, le grandi deluse sono alle prese col problema della guida tecnica.
Brocchi non dovrebbe essere confermato dal Milan in quanto la dirigenza non appare contenta dei risultati e del gioco espresso dalla squadra nei due mesi di gestione dell’ex tecnico della primavera rossonera: tra i nomi più gettonati Emery, anche se difficilmente questi lascerà Siviglia dopo i brillanti risultati ottenuti con la squadra spagnola negli ultimi anni, e Giampaolo il cui principale sponsor è Arrigo Sacchi.
Sull’altra sponda capitolina, quella laziale, Prandelli pare essere il più vicino alla panchina biancoceleste dopo la fumata nera col tecnico cileno Sampaoli e dopo che le trattative in corso con tecnici diversi hanno ridotto al minimo le possibilità di conferma di Inzaghi che, in caso di permanenza in serie B della Salernitana dovrebbe accasarsi proprio sulla panchina campana.
Posto che Ventura dovrebbe essere il nuovo CT della Nazionale Italiana, la panchina del Toro andrà a Mihajlovic mentre Iachini si è sistemato a Udine e Maran, se non arriveranno offerte migliori, rimarrà al Chievo.
A Palermo dovrebbe rimanere Ballardini, così come Rastelli a Cagliari.
Confermato Montella alla Sampdoria, al Genoa arriverà Juric cosi come al suo posto a Crotone arriverebbe De Zerbi che tanto bene ha fatto a Foggia.
Sulla panchina dell’Atalanta Reja non sembra essere sicuro della conferma, lunedi o martedì è previsto un vertice societario.
A Empoli infine sembra mancare solo l’ufficialità per l’arrivo di Martusciello.
Il valzer è appena cominciato.
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