Kondogbia, l’Inter e l’arte di parlar bene

Pubblicato il autore: Alessandro Ricci Segui

kondogbiaRonaldo, il vero e inimitabile fenomeno a nostro avviso, ha dichiarato di sentirsi sempre a casa nell’ambiente nerazzurro, nonostante alcuni fischi che ha ricevuto nella sua ultima visita a San Siro e che ha definito comprensibili per quel passaggio al Milan non dimenticato da alcuni tifosi, e ha anche confermato che presto, come scrivevamo, Simeone potrebbe tornare all’Inter per risollevarla con la sua grinta e la sua determinazione. Nella breve intervista rilasciata alla Gazzetta dello sport, Ronaldo conclude che nonostante ci sia ancora Mancini, molto presto vedremo Simeone nella panchina dell’Inter; aggiungiamo noi che Mancini potrebbe ritagliarsi un ruolo dietro la scrivania, per la sua evidente capacità nel fare il mercato delle squadre che allena e nel curargli l’immagine: la sua classe e la quantità di investimenti che riesce a far fare ai suoi presidenti non si discutono.
Tornando alla partita di ieri sera contro la Lazio, vorremmo farvi partecipi di una nostra decisione: da ora in poi adotteremo nel commentare le diverse partite e situazioni il metodo Mollica.
Chi ama il cinema, la musica e i fumetti, avrà già capito di cosa stiamo parlando, ma niente di cui preoccuparsi per gli altri perché non trattiamo di un complicato teorema matematico, ma del modo di informare e commentare del giornalista della Rai Mollica. Brevemente, Mollica nei suoi servizi e nelle sue rubriche non parla mai, proprio mai, male di qualcosa o di qualcuno, ha anzi sempre belle parole per i protagonisti dello spettacolo. La sua non è ipocrisia, ma una scelta consapevole e bella di parlare solo bene di ciò che gli piace e trova interessante.
Crediamo che questo metodo sia applicabile anche al calcio e allo sport in generale; si potrà dire che esistono le critiche costruttive e che proprio da queste si riesce a migliorare, ma noi crediamo che la critica, di qualunque tipo sia, alimenta sempre del disagio se non proprio del risentimento nei confronti di un giocatore, di una squadra, di un presidente, di un atleta e così via. Chi la fa e chi la legge entrano in un circolo vizioso, per cui si preferisce scrivere e parlare male invece che gioire e entusiasmarsi per i propri beniamini.
Ecco che ieri sera Kondogbia ha giocato molto bene: il giovane centrocampista dell’Inter ha classe e fisico ed era strano che non li facesse vedere anche nel campionato italiano, e ieri sera lo ha fatto, grintoso, preciso, ultimo a mollare; il prossimo anno l’Inter può ripartire da lui, così come da Peresic, i cui allunghi sulla fascia e i suoi cross sono sempre pericolosi e belli da vedere.
L’Inter è pazza, i suoi tifosi sanno nel profondo cosa voglia dire e non smetteranno mai di amarla e di sorridere tra sé di fronte ai suoi eccessi e picchi capaci di emozionare sempre: un gol di Recoba all’ultimo secondo, una discesa di Ronaldo, un contrasto del Capitano, un muro eretto contro il Barcellona e quanto altro qualsiasi tifoso possa aggiungere. Tifare Inter non è una scelta consapevole, ma l’amore di una vita.

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