West Ham, pioggia lacrime e violenza per l’addio ad Upton Park

Pubblicato il autore: giuseppe spampinato Segui

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Il West Ham celebra con una vittoria sul Manchester United l’ultima gara nel suo stadio, l’Upton Park, una vittoria per dire addio a uno degli impianti più longevi del calcio inglese, conosciuto anche come Boleyn Ground. E pensare che quella stessa serata di festa poteva trasformarsi in tragedia, Londra ha rischiato di rivivere il fenomeno hooligans, quando un gruppo di tifosi scatenati degli Hammers, che passava tranquillamente vicino a mamme con il passeggino, ha aggredito il pullman degli avversari. I tifosi del West Ham che, dal vicino Boleyn Tavern, luogo di ritrovo pre-gara per la classica doppia birra pomeridiana prima del fischio d’inizio, si avviavano verso lo stadio, hanno assalito il pullman dei Red Devils facendo slittare l’inizio della partita di oltre 45 minuti. Tutto questo non è servito a guastare la festa d’addio a uno degli impianti che forse non avrà celebrato vittorie o conquiste del titolo, ma che è stato il teatro di alcune delle partite più belle della storia della Premier League.

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I campioni: il West Ham, nella sua storia, non ha certo un palmares ricco di titoli importanti, solo qualche salvezza. Molti tifosi, però, si sentono orgogliosi del fatto che la loro squadra abbia “rifornito” la leggendaria nazionale inglese del 1966, arrivata alla conquista del titolo mondiale, con campioni del calibro di Bobby Moore, Geoffrey Hurst e Martin Peters.
Paolo Di Canio: teatro di un calcio puro e non contaminato dal potere delle sterline, l’Upton Park, nella serata di ieri, ha visto sfilare le sue vecchie glorie, tra cui anche Paolo di Canio, beniamino indiscusso dei tifosi inglesi, che ha militato negli hammers dal 1998 al 2003.Il calciatore nostrano ha trascinato il West Ham alla vittoria di una Coppa Intertoto nel 2000 contro il Metz, e ha collezionato 118 presenze segnando 48 reti. Sempre nel 2000 Paolo di Canio ricevette il premio Fair Play e una lettera di riconoscimento da parte della FIFA per un episodio avvenuto durante la partita Everton – West Ham quando, invece di segnare un gol a porta vuota, fermò il gioco poiché il portiere avversario era a terra infortunato.

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Forever Blowing Bubbles: al termine della gara tutti i tifosi si sono ammassati davanti al cancello per vedere i loro idoli sfilare all’interno delle macchine, e strappare un ultimo autografo, o un’ultima foto davanti a quell’impianto che non ci sarà più. La struttura verrà sostituita da un impianto più moderno, come già è stato fatto per altri stadi in terra inglese. Nonostante la violenza contro gli avversari, nonostante la troppa passione, i tifosi del West Ham sono stati spettatori di qualcosa di unico. L’inno della squadra “Forever Blowing Bubbles”, con quelle note dure e accattivanti, ha risuonato per l’ultima volta al Boleyn Ground, tra i seggiolini rossi e blu, sotto la classica pioggia inglese. Una pioggia che sembra aver voluto dare anche lei l’addio a quell’impianto, bagnando per un’ultima volta il prato dell’Upton Park. E dopo 112 anni, poche vittorie ma tanta passione, il West Ham cambierà casa.

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Il futuro: il West Ham si trasferirà, fino al completamento della nuova struttura, allo stadio olimpico di Londra 2012, situato nel quartiere diametralmente opposto rispetto al vecchio stadio. I tifosi dovranno dunque fare uno sforzo ma non sembrano aver problemi, sono disposti a viaggiare pur di seguire la loro squadra. Questo è il simbolo di un calcio che non è mai cambiato, dove la passione dei tifosi vince ancora sui soldi e anche sui trofei. È qualcosa che nelle altre parti del mondo e in altri sport viene già fatto da anni. Significa seguire i propri beniamini in qualsiasi condizione, “nel bene e nel male”, ed è una passione che nessuno potrà scalfire, sicuramente più forte di quelle poche squadre che, con i loro milioni, possono vincere tutto.

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