Italia – Svezia, vince il cuore oltre l’ostacolo

Pubblicato il autore: Stefano Patimo Segui

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Ore 15,00. Silenzio dappertutto, tricolore issato, tv accesa: è il momento di Italia – Svezia. Così gli italiani, milioni di italiani, hanno assistito alla seconda sfida europea degli azzurri in quel di Tolosa, con un unico obiettivo per tutti da perseguire:
sconfiggere la Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Lottare, vincere e convincere. Ecco l’Italia targata Antonio Conte che sta facendo parlare di se in tutto il panorama calcistico del torneo; oggi un’ennesima impresa, ma quanta fatica! Proviamo, quindi, ad analizzare a fondo l’andamento di questa gara e lo facciamo anche attraverso l’umor della piazza.

A pensarci bene, però, le stesse difficoltà che ha riscontrato la truppa di capitan Buffon le hanno riscontrate anche gli uomini di Hamrén: per quasi tutta la gara si è assistito ad un gioco molto statico e bloccato nella mediana. Svezia rude, rocciosa, a conferma dei giganti in squadra (media in altezza di 185cm ndr.); Italia operaia, forse un tantino scarica nella prima frazione di gioco, ma viva. Poche emozioni.

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Fine primo tempo. Conte raduna i suoi nello spogliatoio e qualcosa cambia. Azzurri molto più grintosi e compatti nella ripresa, rapidi, pronti a frenare qualsiasi pallone che passasse tra i piedi scandinavi; Ibrahimovic che fa a sportellate con Chiellini, ma l’estremo difensore italiano non corre grandi pericoli. Conte urla, si fa sentire dai suoi, ci crede. Concitazione, ansia, speranza, voglia di confermarsi, sorprendere. Un mix di emozioni che connotano gli ultimi scampoli di gara. In palio una vittoria importantissima per ambedue le squadre: vince l’Italia, passa il turno. No, adesso Ibra tira fuori dal cilindro una magia e siamo fritti. Laconico commento di un tifoso italiano mentre assiste alla gara appiccicato al televisore con birra e bandiera tricolore al collo; Zlatan di lì a poco si sarebbe mangiato, seppur in fuorigioco, un goal a porta libera che anche la nonna di Florenzi avrebbe segnato.

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Scorre il cronometro, i 22 calciatori in campo stremati dal caldo, si va verso un diplomatico 0-0. No, Conte lo aveva detto prima di questa partita in conferenza stampa: “Vogliamo fare le cose per bene”.  Parolo di testa, traversa 37′ s.t. Ora anche i 9mila tifosi italiani presenti a Tolosa ci credono sempre più. Eder, propiziato da un lancio in rimessa laterale di Chiellini con sponda di testa di Zaza subentrato a Pellè nel secondo tempo, scatta verso l’area di rigore svedese, getta il cuore oltre l’ostacolo e pesca il jolly: un tiro di destro che si infila alle spalle del n. 1 Isaksson; goal! Mancano 2min alla fine.

Tre minuti di recupero non bastano alla Svezia per raddrizzare la gara, vince l’Italia. Vince soprattutto, l’abnegazione, l’impegno, l’umiltà, il lavoro, la coesione di un gruppo dato per spacciato dalla maggior parte dei bookmakers  sin dalla partita contro il Belgio (0-2 ndr.) vince il “CONTISMO”. Non basta? Mercoledì prossimo contro l’Irlanda, sicuramente, ne vedremo ancora delle belle.

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Per il momento Italia agli ottavi a punteggio pieno, chapeau!

Stefano Patimo

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