Clamoroso Cicinho: “Dopo 32 cocktail incontrai Gesù”

Pubblicato il autore: Ramona Buonocore Segui

Cicinho'13E’ stato l’idolo dei tifosi giallorossi ed ora si ritrova a combattere contro l’alcolismo. 
Stiamo parlando di  Cícero João de Cézare, terzino destro brasiliano che nel 2007 sbarcò a Fiumicino, dal Real Madrid, tra migliaia di persone che lo acclamavano. Cicinho, così soprannominato, doveva rappresentare a pieno la squadra capitolina.
Dopo un’avventura calcistica a dir poco sconclusionata, il terzino sud americano torna a far parlare di sé, questa volta però fuori dal rettangolo di gioco.
Ai microfoni di Espn Brasile, l’ex calciatore racconta di essere completamente dipendente dall’alcool già quando giocava nel Real Madrid e nella Roma.
“Ho bisogno di bere fino a svenire, sto rischiando la vita. Non riesco ad accontentarmi di uno o due bicchieri. ‘Se continui su questa strada, potresti morire’, mi dicono. Ho avuto un incontro con Gesù dopo aver bevuto 18 capirinhas e 14 birre”- ha aggiunto Cicinho con disinvoltura.
 “Andavo a Trigoria- ha continuato l’ex difensore- mi allenavo ma sapevo che la domenica non avrei giocato. E allora quando arrivavo a casa bevevo molto e fumavo. A casa avevo casse di birra e altri tipi di alcool, bevevo da solo o insieme a falsi amici. Mi piaceva andare in discoteca, bevevo e non riuscivo a fermarmi. Non ho preso la droga solo perché sapevo che c’erano i controlli antidoping altrimenti l’avrei fatto”.
Durante il periodo nella capitale la dirigenza cercò di aiutarlo, lo stesso Luis Enrique nel 2011 lo convocava pensando che facendolo giocare Cicinho si riprendesse ma poi, l’anno successivo, scaduto il contratto che lo legava alla Roma, l’allenatore lo ha salutato definitivamente.
Il giocatore brasiliano ha poi confessato di aver iniziato a bere sempre di più mano a mano che la sua carriera andava calando: “Più la mia carriera andava calando, più ho iniziato a bere. D’altronde fumavo due pacchetti di sigarette al giorno, come avrei potuto correre ancora 90′? Mi hanno anche avvertito: ‘Se continui con questa vita, finirai per morire”.
Il sogno di Cicinho di diventare il nuovo Cafu si è spento quasi subito a causa di questa dipendenza che il 36enne brasiliano si porta dietro ormai da una decina di anni.
Lasciata la Roma nel 2012, attualmente il giocatore, dopo l’esperienza di tre stagioni al Sivasspor in Turchia, è svincolato da qualsiasi club, in attesa di poter vincere la partita più importante della sua vita, quella contro la dipendenza dall’alcool.
In chiusura dell’intervista a Espn Brasile, Cicinho ha parlato anche di alcuni comportamenti incomprensibili da parte dei giocatori dell’attuale nazionale del Brasile: “Oggi si preoccupano solo dei selfie, maledizione! Oppure dei capelli o di cose come queste. D’accordo lo stile, però serve più coinvolgimento per la Seleçao. Mi sono avvicinato a Dio, adesso sono una persona diversa. Oggi – conclude – vedo anche giocatori che chiedono di non giocare la Coppa America, e questo non è accettabile”. 
Cicinho dovrebbe essere più sereno e tranquillo riguardo le mode e lo stile dei calciatori della Seleçao e dovrebbe forse riflettere di più sulle parole del suo psicologo che, già nel 2010, sembrava essere molto preoccupato per la sua salute: ”Se continui così morirai, mi ha detto lo psicologo del San Paolo nel 2010. E per questo sono arrivato al punto di fare dieci assicurazioni sulla vita in favore dei miei familiari”.

 

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