Rio 2016: Brasile, riparte la caccia all’oro olimpico

Pubblicato il autore: Mario Grasso Segui

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Il Brasile, una delle più grandi nazionali di calcio di sempre. Certo, ora forse non se la passa benissimo, ma è comunque la migliore delle sedici partecipanti al torneo calcistico maschile delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Guidate da Neymar e Douglas Costa, i fuoriquota più forti di tutta la competizione, i verdeoro puntano a raggiungere l’unico traguardo che manca al palmares brasiliano in tutte le categorie delle varie nazionali, dalle giovanili a quella maggiore: l’oro olimpico. Un rapporto, quello dei brasiliani con le Olimpiadi, non eccezionale.

Più volte il traguardo è sembrato vicino, ma è sempre sfuggito. Nel 1976 a Montreal la prima grande occasione. Una buona nazionale, che annovera tra le sue stelle due future conoscenze del calcio italiano come Junior ed Edinho. Eppure l’avventura si ferma in semifinale, dove è la Polonia ad avere la meglio; segue poi anche il ko nella finale per il bronzo contro l’Unione Sovietica, che fa tornare a casa a bocca asciutta i brasiliani.

Ma ancora più clamorose sono Los Angeles 1984 e Seul 1988. In terra statunitense il Brasile si presenta con un giovanissimo Dunga e un ispiratissimo Gilmar Popoca. Il primo turno è una passeggiata di salute; qualche difficoltà nei quarti contro il Canada e in semifinale contro l’Italia, ma alla fine i carioca sono in finale. Qui, però, è la Francia a trionfare con un 2-0 netto, lasciando ai verdeoro solo la consolazione della medaglia d’argento.

Passano quattro anni, la nazionale è ancora più forte. Con Taffarel, Jorginho, Mazinho, Bebeto e soprattutto Romario, tutti futuri campioni del mondo, il Brasile è favorito. Il cammino sembra tutto in discesa. Le uniche difficoltà solo in semifinale, dove solo ai rigori si riesce a superare la Germania. La finalissima è contro l’Unione Sovietica. Romario apre, ma un rigore di Dobrovolskyi pareggia i conti e nei supplementari arriva l’ennesima beffa. Ancora argento.

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Nel 1996 ad Atlanta il Brasile ci riprova e lo fa con una nazionale di tutto rispetto. Stelle affermate e astri nascenti: Dida, Ze Maria, Aldair, Roberto Carlos, Bebeto, Amaral, Rivaldo e soprattutto un giovanissimo Ronaldo, appena acquistato dal Barcellona e che addirittura per distinguersi dal numero 4 della squadra, un certo Ronaldo Guiaro, gioca facendosi stampare sulla maglia il nome di “Ronaldinho”. Trascinato da Ronaldo il Brasile si spinge in semifinale, ma qui contro una sorprendente Nigeria, il Fenomeno non basta più. Ne viene fuori una gara spettacolare vinta per 4-3 dai nigeriani al golden goal. In compenso, con una goleada rifilata al Portogallo, arriva almeno la medaglia di bronzo.

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Un’altra grande chance si presenta a Pechino nel 2008. Le stelle sono Thiago Silva, Hernanes, Anderson, Pato, Diego e soprattutto Ronaldinho. Tutto facile fino alle semifinali, dove c’è la grande sfida contro l’Argentina di Aguero, Riquelme e Messi. I rivali storici vincono nettamente e il Brasile deve ancora accontentarsi di vincere solo la finalina contro il Belgio per portarsi a casa il bronzo.

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E veniamo infine a quella che a Rio sperano sia l’ultima delle delusioni: Londra 2012. Thiago Silva, Juan Jesus, Marcelo, Lucas, Oscar, Hulk, Pato e l’extraterrestre Neymar. Ma ancora una volta tutto questo non basta. Il cammino fino alla finale non conosce ostacoli ed è di sole vittorie, ma la sorpresa è dietro l’angolo. La finale contro il Messico vede trionfare i tricolores, col Brasile che ancora una volta non sale sul gradino più alto del podio, conquistando solo l’argento.

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