Gli irriducibili del calcio mondiale

Pubblicato il autore: Massimo Maglietta Segui

 irriducibili
Tra gli irriducibili del calcio mondiale non c’è solo Francesco Totti. In giro per il mondo ci sono altri quarantenni che non fanno molto caso alla carta d’identità e non hanno alcuna intenzione di appendere gli scarpe  al chiodo.  Oggi Francesco Totti compie quarant’anni anche se sembra avere lo stesso spirito di quando nel 1993 esordì in serie A. Il capitano della Roma però è in buona compagnia. In giro per il mondo  troviamo i portieri Kiraly che, a quarant’anni ha difeso la porta della nazionale ungherese agli ultimi europei di calcio, l’ucraino Shovkovskij che di appendere le scarpe o in questo caso i guanti al chiodo non ne ha voglia e a quarantun’anni difende ancora la porta della Dinamo Kiev, l’irlandese Given che quest’anno a quarant’anni gioca nello  Stoke City in Premier League e infine il finladese Jaaskelainen che a quarantun’anni è il portiere del Wigan. Possiamo dire che per questo ruolo la carta d’identità è un fatto secondario. Se c’è ancora la voglia di stare in campo e il fisico regge possono superare abbondantemente i 40. Altri esempi di irriducibili del calcio ancora in attività sono Magno Alves attaccante quarantun’enne della Fluminense, Zè Roberto ala ex stella nazionale brasiliana che in Europa ha vestito le maglie di Real Madrid, Bayer Leverkusen, Bayern Monaco e Amburgo vincendo un bel pò di trofei e Sebastian Abreu che il 17 ottobre compirà quarant’anni. Nella sua carriera l’attaccante uruguaiano ha girovagato tra il centro-america e il sud-america, con una breve apparizione in Europa tra il 2009e il 2010 con le maglie di Real Sociedad  e Aris Salonicco.  Esempi di irriducibili nel mondo del calcio ce ne sono anche tra i giocatori che non sono più sui campi di gioco.  Marco Ballotta si ritirò all’età di 44 anni stabilendo il record di longevità in Serie A.  Paolo Maldini invece si ritirò nel 2009 all’età di 41 anni  dopo ben 25 anni di militanza con la maglia del Milan. Un altro irriducibile rossonero è stato Alessandro Costacurta che anche lui si è ritirato a 41 anni. Andando ancora più indietro nel tempo troviamo l’attaccante  camerunense Roger Milla che si ritirò dal calcio all’età di 44 anni. Nel 1994 a 42 anni venne convocato per i Mondiali negli Usa dalla sua nazionale e grazie al goal contro la Russia diventò il giocatore più anziano a segnare in una competizione per nazioni.  Il record di longevità in una competizione mondiale è tuttora detenuto dal portiere colombiano Mondragon che all’età di quarantatré anni giocò gli ultimi cinque minuti della sfida tra Colombia e Giappone ai Mondiali del 2014 in Brasile. Il record di longevità nel calcio va al portiere inglese  Kevin Poole. Il giocatore non è molto famoso ma in Premier League  ha giocato con le maglie di Aston Villa, Birmingam City, Middlesbrough, Leicester City, Bolton Wanderers e Derby Contry, prima di concludere la sua lunga carriera nel 2014 a 51 anni.  Un’eccezione per il calcio moderno nel quale i nati negli anni ’90 la fanno da padrone. Penso che nella storia del calcio moderno un giocatore, indipendentemente dal ruolo in campo, non si sia spinto così in là con gli anni. Un record che quasi sicuramente non verrà mai superato.

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