I dolori del giovane Walter

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

Walter Veltroni: “Forza Juve. Ma anche Roma”

C’è una notizia, sinonimo di minaccia, che sta facendo tremare il mondo del calcio e che, se confermata, getterebbe tutto il globo terracqueo nella barbarie: “Corrisponde al vero, e ne sono onorato, che sia stato consultato circa l’ipotesi, allo stato solo tale, della presidenza della Lega calcio. Non è invece assolutamente vero che abbia dato la mia disponibilità“. I sussurri, in pieno stile del personaggio, sono di Walter Veltroni (ex segretario del Pd) e sono stati svelati lunedì mattina dall’house organ del partito, La Repubblica. All’annuncio, l’Idroscalo si è colorato di rosso; rane, zanzare, mosche e cavallette hanno invaso la sede della Lega a Milano; sono cresciute le ulcere su Materazzi e la piaga si diffonderà presto anche sugli uomini, mentre Piersilivio, intuendo l’aria che tira tra i primogeniti, ha cancellato la cronologia del motore di ricerca. La speranza, adesso, è tutta affidata a un unico salvatore, un giovanotto bravino nelle arti marziali emerso dalle sabbie che hanno sommerso il mondo, il cui cognome pare che sia Il Guerriero e il nome Ken. “Mi sono riservato di rifletterci per le implicazioni che una scelta di questo genere avrebbe sulla vita che ho scelto di vivere da qualche anno a questa parte. Nelle prossime ore, per quanto mi riguarda, dirò la mia opinione. Tutto qui”. Detta alla prematurata, ha soltanto dimenticato il doppio scappellamento a destra. E’ la classica supercazzola veltroniana, colui il quale il vangelo secondo Matteo definisce “maligno” (“ma il vostro parlare sia: sì, sì, no, no; il di più viene dal maligno”), ignavo esercizio di lingua che serve a tenere la lingua ben umettata tra terga di diversa foggia nel tentativo di piacere a tutti, finendo, ovviamente, nel stare sul cazzo a tutti. Negli anni, dalla zavorra che ha sul collo l’ex vicepremier, sono uscite infatti frasi come: “Non sono mai stato veramente comunista” (da consigliere comunale del Pci a Roma); mentre Sabrina Ferilli faceva crescere i peli sulle mani a don Mazzi, l’ex sindaco festeggiava con tanto di palloncini giallorossi l’ultimo scudetto della Roma: “Sono juventino, ma sono contento anche per la Roma”; al riguardo della riforma costituzionale Boschi/Verdini, asfaltata dal referendum popolare dello scorso dicembre, l’ex ministro ha dichiarato: “Condivido il referendum elettorale ma non lo firmo”. Fede religiosa? “Credo di non credere”. Non stupiscano, quindi, le ultime dichiarazioni al riguardo della possibile, funesta, sua candidatura allo scranno più alto della Lega, attualmente presieduta dal mefitico duo Lotito – Galliani a cui Maurizio Beretta presta la voce. L’organo, altro non è che la Confindustria del pallone, il cui compito principale è quello di destinare i fondi provenienti dai diritti tv, una secchiata di denari da gestire tra interessi, conflitti d’interessi, ed interessi bancari.
Dopo che l’ex onorevole ha incassato il benestare del presidente del Coni, Malagò (son soddisfazioni), chi mai fermerà la follia che nelle strade va? Chi mai spezzerà le nostre catene? Chi da quest’incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà? “È sconcertante apprendere dalla stampa della designazione di Walter Veltroni a presidente della Lega Calcio. Si invoca sempre l’autonomia dello sport dalla politica e poi si leggono notizie di questa natura“. Gasparri, sei tu il nostro condottiero (sigh!).

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