Alan Ruschel, il sopravvissuto al disastro aereo della Chapecoense torna in campo tra incredulità ed emozione

Pubblicato il autore: Benedicta Felice Segui

Una passione che ritorna a battere quando sembrava tutto spento. Una rinascita dalle macerie di una tragedia inspiegabile che miracolosamente non è stata fatale per il calciatore Alan Ruschel sopravvissuto al disastro aereo che il 28 novembre 2016 tolse la vita a gran parte dei membri della società calcistica brasiliana della Chapecoense.
Il 7 agosto, Alan tornerà a correre e a segnare in quel campo di calcio  che condivideva con i suoi compagni di gioco. Un ritorno non semplice, fatto di tristezza e rabbia per ciò che è accaduto, mescolato all’incredulità per ciò che il destino ha riservato a lui: una nuova vita. Una vita che diventa il simbolo di una continuità da portare avanti, di un timone che adesso passa ad altri che hanno il compito di far sopravvivere lo spirito di gioco e di unione che avevano i membri del team.
Nove mesi dopo il disastro, Alan tornerà ad indossare le scarpette contro il Barcellona nella gara valevole per il Joan Gamper Trophy, il torneo estivo a inviti dei blaugrana. A tal proposito, la Chapecoense in una nota ufficiale ha espresso gioia per il ritorno in squadra del difensore di proprietà dello Sport Club Internacional: “È un passo importante per il suo recupero e per la ricostruzione del club. Considerando poi l’importanza del match, è un’occasione ideale per il suo rientro”.
In seguito all’incidente, il difensore brasiliano era stato ricoverato alla Somer Clinic di Rionegro in Colombia per aver riportato fratture multiple le quali hanno comportato la pratica di un periodo di riabilitazione in Brasile. Il giocatore brasiliano è stato il miracolato insieme a Neto difensore che ha riportato un trauma cranico e delle fratture e Follman portiere al quale a causa di ferite profonde gli è stata amputata una gamba.
Un dramma che ora necessita di una nuova speranza, la speranza di una nuova esistenza.

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