I problemi dell’Italia calcistica: preparazione fisica precaria e Ranking Fifa da salvare

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

 

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Settimana dolce-amara per l’Italia, sia intesa come Nazionale sia intesa a livello di club. La Champions League soprattutto, ha emesso dei verdetti importanti riguardo la situazione calcistica del nostro Paese: c’è parecchio da lavorare per riuscire a competere ai livelli delle big europee, in riferimento a squadre tipo Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain.

Deludenti i risultati nella prima giornata della massima competizione europea con due sconfitte brucianti di Napoli a Donestk con lo Shaktar e della Juventus a Bercellona, inframezzate dal pareggio a reti bianche della Roma contro l’Atletico Madrid, e se non fosse stato per il portiere giallorosso Alisson, il risultato avrebbe potuto essere ben diverso. L’Europa League, invece, ha regalato delle soddisfazioni per l’Italia calcistica con il ritorno alla vittoria del Milan nelle competizioni continentali dopo quasi 4 anni dall’ultimo successo, in Champions League, sull’Austria Vienna 1-5. Trionfo anche per l’Atalanta che batte l’Everton 3-0 al Mapei Stadium di Reggio Emilia e per la Lazio che in Olanda contro il Vitesse riesce ad avere la meglio con il risultato di 3-2. Non erano impegni insormontabili soprattutto per Lazio e Milan ma comunque le due squadre hanno ottenuto il massimo riportando luce sul calcio italiano, mentre strepitosa l’Atalanta che a distanza di 26 anni torna in Europa e riesce ad incantare, giocando di squadra e riesce a sconfiggere una buona compagine inglese, capitanata da un certo Wayne Rooney.

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Comunque siamo solo all’inizio di entrambi le competizioni ed i risultati ottenuti lasciano un po’ il tempo che trovano ma non è spiegabile come sia possibile che ogni anno ci siano così tante differenze sul piano della preparazione fisica dei calciatori che giocano nel campionato italiano, rispetto a quelli che partecipano nelle rispettivi leghe europee. Non è comprensibile come sia possibile che una buona squadra come il Napoli abbia fatto così tanta fatica contro una squadra tecnicamente inferiore come lo Shaktar Donetsk, giocando una partita non all’altezza delle aspettative. L’unica scusante può essere che in Ucraina il campionato è già iniziato da parecchio tempo, però la tesi non regge se si analizza la partita giocata dalla Juventus a Barcellona martedì sera. I blaugrana, si sa, sono una squadra sulla carta superiore alla Juve, però si è vista una netta differenza nella tenuta fisica tra le due formazioni scese in campo soprattutto tra primo e secondo tempo. Anche la Roma ha faticato parecchio a contenere gli assalti continui dell’Atletico Madrid e se non fosse stato per il suo portiere, il match di martedì sera poteva terminare in un altro modo.

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La differenza che si è vista nelle due partite più difficili della prima giornata dei gironi di Champions League, capitate a Roma e Juventus, si è vista anche 2 settimane fa durante la pausa delle Nazionali, quando in campo sono scese Spagna ed Italia lo scorso 2 settembre, match valido per le qualificazioni mondiali. Anche in quel caso la differenza di preparazione fisica si è notata molto, trascurando l’enorme divario tecnico che intercorre tra le due formazioni titolari, e il fattore più inquietante è quello per cui sia La Liga, sia la Serie A sono iniziate nello stesso weekend.
Da sempre l’Italia nel complesso è stata lenta a partire sia a livello di Nazionale, sia a livello di club, e lo dimostra il gran numero di infortuni capitati nelle scorse settimane a gran parte dei migliori calciatori delle maggiori squadre italiane, ma questa non è una giustificazione valida per giustificare lo scarso rendimento nelle competizioni europee.
Inoltre la pessima figura dell’Italia contro la Spagna, è costata cara alla Nazionale di Ventura, precipitata dal 12° al 17° posto nel Ranking Fifa per Nazioni, mai così in basso dal 2014 quando siamo stati eliminati dai Mondiali in Brasile per la seconda volta consecutiva ai gironi, dopo Sudafrica 2010.

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