Kakà, addio al calcio giocato. Lo attende un futuro da dirigente

Pubblicato il autore: Diletta Barilla Segui


La decisione di Ricardo Kakà di ritirarsi dal calcio era attesa da tempo, da quando ha salutato Orlando, la città che lo ha adottato durante la sua esperienza in MLS. Lo stesso giocatore aveva fatto sapere che avrebbe sciolto ogni dubbio prima della fine dell’anno e così è stato.

Eppure per il talento brasiliano le offerte non mancavano: ci avevano fatto più di un pensiero alcuni club cinesi, ci aveva provato il Sao Paulo che voleva riportarlo a casa per un’ultima stagione davanti a quelli che sono stati i suoi primi tifosi. Anche il Milan ha pensato a Kakà, ma l’offerta era per un ruolo fuori dal campo, dietro la scrivania, e chissà che anche questo non abbia influito sulla sua scelta. Sia la società che il giocatore non hanno mai negato il fatto che ci sia un legame speciale che li unisce.

Diciassette anni di carriera tra Brasile, Europa e America non si possono dimenticare. Dagli esordi ancora ragazzino con il San Paolo che nel 2001 lo catapulta nel calcio dei grandi nella sfida contro il Botafogo valida per il Torneo Rio-San Paolo prima di fargli assaporare il campionato paulista. Due anni più tardi c’è l’Europa che lo attende e non una squadra qualunque, per lui c’è il Milan. E la sua prima stagione in Italia non poteva finire diversamente: i rossoneri chiudono il campionato al primo posto in classifica ed è subito festa scudetto. Nel 2006/07 il trofeo da alzare è un altro: è la coppa dalle grandi orecchie, quella della Champions League con Kakà grande protagonista della semifinale contro il Manchester United. A questo punto manca solo la Supercoppa europea che arriva nel 2007 così come il Pallone d’Oro.

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Tutti i successi raggiunti fanno si che su di lui cresca sempre di più l’interesse delle big d’Europa. Ci prova prima il Manchester City che si presenta a Milano con un’offerta da 100-120 milioni di euro per i suo cartellino, ma il numero 22 declina l’offerta per continuare a vestire rossonero. Non riesce a dire di no alle avance del Real Madrid ma la sua avventura in Spagna non va come lui se la asepettava. E quale posto migliore per ripartire se non quello che chiami casa e dove tutti ti vogliono bene? Deve averlo pensato anche Kakà quando ha scelto di are ritorno al Milan. La sua avventura si concluderà definitvamente – almeno sul campo – nel 2014 con 307 partite disputate e 104 reti realizzate che gli valgono l’ingresso nella Top Ten dei migliori marcatori del club rossonero.

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Ma non era ancora il momento di dire basta, perciò fa le valige e vola in MLS dove ad attenderlo c’era l’Orlando City. E in attesa di iniziare il campionato, quello del debutto assoluto per la franchigia della Florida, Kakà torna in patria al suo San Paolo. Al rientro negli USA una sopresa graditissa lo attendeva: per lui era pronta la fascia da capitano del club.

Per un giocatore come lui, ovviamente, non mancano i successi con la maglia della nazionale con la quale disputa tre Mondiali, laureandosi campione del Mondo nel 2002. Le avventure in Confederations Cup regalano maggiori gioei con il Brasile che si qualifica primo in entrambe le partecipazioni, nel 2005 e nel 2009. L’addio alla maglia della nazionale non arriva mai nonostante abbia chiesto al CT Dunga una pausa per poter rifiatare dopo i tanti impegni ma tornando poi a vestire il verdeoro fino alle partite valide per la qualificazione a Russia 2018.

Ma quel giocatore con la faccia pulita da bravo ragazzo sa che nulla gli è dovuto: un grave incidente a risciato di fargli terminare la carriera ancora prima che questa potesse iniziare. E lui, che ha un rapporto speciale con la fede, è sicuro che a salvarlo sia stato l’intervento di Dio e non perde occasione per ringraziarlo. Dalle mani e gli occhi rivolti verso il cielo per esultare dopo un gol, alla maglietta con la scritta “I belong to Jesus” indossata sotto la divisa sociale, fino al post su twitter con il quale ha scelto di congedarsi dal calcio giocato: “Padre, è stato molto più di quanto avrei potuto immaginare. Grazie. Ora sono pornto per un altro viaggio, nel nome di Dio! Amen“.

E sui social network sono tanti gli ex compagni e i personagi del mondo del calcio che hanno voluto ringraziare e omaggiare il campione brasiliano. E vogliamo farlo anche noi. Obrigado Riky, obrigado.

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