Serie A, l’incapacità del Var

Pubblicato il autore: Mario Puzzilli Segui

Ogni giornata di campionato ci riserva nuovi spunti per ragionare se la nuova tecnologia sia di aiuto o meno nel calcio.Da un primo bilancio e le immagini ormai ce le abbiamo tutti e in tutte le prospettive possiamo dire tranquillamente che l’uso di questo mezzo non ha aiutato l’arbitro nel prendere certe decisioni ma casomai lo ha indebolito e reso quasi schiavo del monitor a bordo campo come se non ne potesse fare a meno.

Il problema quando si parla di tecnologia è chi gestisce il mezzo a disposizione e quindi sempre l’arbitro e l’assistente del VAR. Le cose rispetto allo scorso campionato privo di questo controllo tecnologico alla luce dei fatti non sono migliorate anzi le decisioni prese in base all’uso del monitor a bordo campo non hanno fatto altro che indispettire tifosi, presidenti e soprattutto non concedere penalty o espulsioni talmente palesi che non sarebbe neanche servito l’uso della VAR ed invece, utilizzandola, sono state prese in molti casi le decisioni più ingiuste con relative perdite di punti in campionato e far crescere malumore nelle persone che amano il gioco del calcio che ancora non riescono a capire perché si debba assegnare un calcio di rigore dopo 5 minuti con l’azione che continua e rischiare che intanto gli avversari segnino un gol.

Quindi il pensiero di molti è che tutti, arbitro e suoi assistenti, andavano preparati all’uso di questo “aggeggio” come dicono tanti in curva allo stadio e soprattutto chiarire il fatto che la VAR non deve essere un capro espiatorio o un rimedio, perché se fossero tutti più preparati e meno sleali ci sarebbe  meno tensione in campo e sugli spalti e si  potrebbero vedere forse partite più avvincenti .
Speriamo che vengano rivisti certi parametri e si torni al gioco del calcio.

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