Benevento, Lucioni augura la morte a chi lo ha squalificato per doping poi rettifica

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui

E’ un momento complicato quello di Fabio Lucioni, il capitano del Benevento condannato ad un anno di squalifica dal Tribunale Nazionale Antidoping per aver assunto una sostanza dopante su prescrizione del medico sociale della squadra campana, il dott. Walter Giorgione, condannato a 4 anni, il quale si era dichiarato unico responsabile della vicenda. Nonostante l’ammissione di colpa, la giustizia sportiva non ha ritenuto che ci fossero le condizioni per assolvere Lucioni da quanto contestatogli. Ad amplificare le difficoltà in questo frangente, la scorsa mattina è comparso su una Instagram story associata al profilo del difensore un messaggio molto poco edificante, che augurava la morte presumibilmente ai magistrati che lo hanno condannato: “Con la speranza che domani mattina vi svegliate…congelati…e per trasportarvi servono delle casse di mogano…#buonanottealoro#abuonintenditorpocheparole”.

Un messaggio scioccante per la crudeltà delle parole impiegate e per il danno di immagine a Lucioni che ha attirato l’opinione pubblica. Tuttavia nel pomeriggio una nuova storia cerca di riparare all’accaduto. Il capitano delle Streghe ha spiegato che il profilo era gestito da terzi “che sono stati prontamente allontanati” e si è scusato per le parole che “non sono né il mio pensiero né il mio modo d’essere”. Una ingenuità che Lucioni ha cercato di sistemare per tempo ma evitabile vista la forza mediatica dei social oggi!

Foto: Benevento Official Facebook

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