Brandt, talento tedesco per il Milan? Mario Gomez ricomincia da casa-Stoccarda

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui


Brandt, il talento che piace al Milan.
E’ nato il 2 maggio 1996 a Brema, la città della famosissima favola sui suonatori. Julian Brandt però non ha mai giocato con il Werder, la squadra della sua città. E’ cresciuto nel Borgfeld, poi Oberneuland e Wolfsburg. Poi la svolta con l’approdo al Bayer Leverkusen, dove è arrivato nel 2014. Da allora 105 presenze e 20 gol con la maglia dei farmacisti in Bundesliga. Centrocampista offensivo, trequartista o esterno d’attacco. Fate voi. Ma il ragazzo ci sa fare, eccome. Non è un caso che Massimiliano Mirabelli, diesse del Milan e grande conoscitore del calcio tedesco, lo abbia giù messo sul proprio taccuino. 183 cm per 82 kg, Brandt unisce forza e tecnica. Un giocatore moderno, già nel giro della Nazionale tedesca di Loew. Dopo tutta la trafila nella squadre giovanili ha collezionato 12 presenze e 1 gol con la maglia dei campioni del mondo.

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Brandt è il ragazzo d’oro del calcio tedesco che tenta di riportare l’ordine nel caos della BayArena. Lo fa il più delle volte servendosi della sua conduzione di palla sopraffina in campo aperto: rimette in piano gli eventi per poi disordinarli di nuovo, con un’abilità nel dribbling sfacciata. in questa fase della sua carriera Brandt dovrebbe soprattutto provare a respingere le insidie di un senso di onnipotenza calcistica, tipico di un ragazzo della sua età, giustificato in parte dal suo talento, che però potrebbe bloccarne una crescita necessaria a garantirsi una carriera lunga e luminosa. Perché nel calcio, come nella vita, le promesse vanno sempre mantenute.

Brandt in rampa di lancio, Gomez è tornato a casa per il rilancio

Era l’estate del 2013. La Fiorentina aveva appena sfiorato la qualificazione in Champions League. La società viola ha grandi ambizioni e nel mercato di gennaio ha acquistato Giuseppe Rossi dal Villarreal. Per aumentare ancora di più il potenziale offensivo di Vincenzo Montella arriva anche Mario Gomez. La Fiorentina spende 21 milioni di euro per portarlo via dal Bayern Monaco. Il giorno della presentazione l’Artemio Franchi è pieno di entusiasmo per quello che dovrebbe essere l’erede di Batistuta e Toni. Non sarà esattamente così. Pronti via Gomez si fa male al ginocchio, un lungo stop e il lento rientro ne condizionano l’intera stagione.

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La stagione successiva non parte meglio. A settembre 2014 il centravanti tedesco si fa male nuovamente. Torna due mesi dopo, ma il suo rendimento resta di basso livello. Gomez giocherà in totale 32 partite con la Fiorentina, segnando 10 gol. Nell’estate del 2015 lascia Firenze per andare al Besiktas. In Turchia Gomez torna Supermario, ritrovando salute e gol. I bianconeri vincono il titolo nazionale e lui viene richiamato in nazionale, 4 anni dopo la sua ultima presenza con la maglia della Germania. Gomez torna alla Fiorentina, ma non vuole la Turchia a causa della situazione politica del paese. Il Wolfsburg lo acquista a titolo definitivo. I lupi non sono quelli di qualche anno fa e giocano una stagione molto al di sotto delle aspettative. Nella stagione in corso l’ex viola gioca poco e alla riapertura del mercato torna allo Stoccarda. Con i biancorossi aveva segnato 63 gol in 121 partite di Bundesliga. Magari nella città della Mercedes tornerà Supermario e convincerà Loew a portarlo al Mondiale di Russia. I sogni son desideri, anche in Germania.

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