Juventus, 15 anni senza l’Avvocato Gianni Agnelli

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Sono già passati 15 anni dalla scomparsa di Gianni Agnelli, ex presidente della Juventus dal 1947 al 1954, da tutti definito con il titolo di Avvocato. Zio dell’attuale presidente della Juve, Andrea, Gianni Agnelli, assieme al fratello Umberto, è l’emblema della società bianconera, il simbolo della professionalità che da sempre il club racchiude in sé, sia per quanto riguarda il lato sportivo, che per quanto riguarda il lato amministrativo in fatto di gestioni imprenditoriali.
L’Avvocato si è sempre distinto per la classe che ha avuto e per la passione che mostrava nei confronti del calcio, sport che lo ha sempre emozionato e che parallelamente lo ha reso celebre in virtù anche delle frasi storiche che enunciava nei confronti dei suoi giocatori, che considerava anche come propri figli in alcuni casi. Fu proprio Gianni Agnelli a portare sotto la Mole un certo Michel Platini, prelevato dal Saint Etienne dopo un acceso duello con l’Inter , giocatore per cui l’Avvocato stravedeva. Ed ha avuto ragione la sua intuizione, dato che non è il caso di sottolineare ulteriormente il talento di “Le Roi“, il quale con la Juventus ha vinto tutto. Facendo un salto indietro, sul finire degli anni ’50 nella Juve giocava Omar Sivori, probabilmente il giocatore più rappresentativo della squadra di quei tempi assieme a Boniperti e Charles. L’Avvocato ammirava calciatori forti tecnicamente come Sivori e nell’ammirare l’attaccante oriundo spesso si emozionava, dimostrando un grande amore verso il pallone.
Altro giocatore che Agnelli stimava era Alessandro Del Piero, definito con il cognome di un noto artista, ovvero “Pinturicchio“, dato l’estro che utilizzava Alex nel “pennellare” giocate che emozionavano il popolo juventino. Proprio in occasione del match di campionato Juventus-Piacenza del 26 gennaio 2003 terminato 2-0 per i padroni di casa, Del Piero è stato protagonista della rete del momentaneo 1-0, ed in quel caso gol che venne tributato proprio a Gianni Agnelli scomparso 2 giorni prima, momento a cui tutto lo stadio Delle Alpi partecipò attivamente, come in un silenzioso abbraccio collettivo.

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Gianni Agnelli è stato probabilmente uno dei simboli più amati della storia bianconera, l’uomo che ha contribuito nello scaldare i cuori di generazioni di juventini grazie alla sua pacatezza ed al suo stile, che hanno contribuito a creare il cosiddetto “Stile Juve“, ovvero il non rispondere alle provocazioni degli avversari ed il rimanere sempre composti nel giudicare situazioni di gioco e non. E’ stato anche colui che ha preso in mano la Juventus dopo la scomparsa del padre Edoardo avvenuta nel 1935 a causa di un terribile incidente aereo, contribuendo a portare avanti una tradizione di famiglia che ormai dura da quasi un secolo: infatti il binomio Agnelli-Juventus ha avuto origine nel lontano 1923, quando il padre dell’Avvocato ha raccolto la società bianconera e l’ha portata a trionfare in Italia, divenendo la prima squadra capace di vincere 5 scudetti consecutivi, dal 1930 al 1935, anno in cui come già detto, Edoardo ha perso tragicamente la vita all’età di soli 43 anni.
Un binomio che sarà destinato a perdurare nel tempo quello che lega la famiglia Agnelli con la società Juventus, destinato anche a riempire nuove pagine della storia del calcio futuro.

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