Juventus, Allegri: “Il ritiro di Buffon? Fa parte della vita, bisogna accettarlo”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

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Se da una parte c’è un Buffon sempre più pensieroso su quello che sarà il suo futuro, dall’altra c’è un Allegri che pare abbia le idee chiare in merito. L’allenatore bianconero, nella conferenza stampa tenuta poco fa in vista del match di sabato che la Juve giocherà contro il Chievo, ha espresso il suo pensiero sul momento che Gigi sta vivendo: “È normale che faccia riflessioni in questo momento, la priorità è che torni in campo e faccia il giocatore fino a fine anno. Sta bene fisicamente, il riposo l’ha rigenerato dopo la batosta Mondiale, lo aspettiamo a braccia aperte”. Poi, facendo un paragone tra se stesso e il portiere bianconero sulla questione ritiro, Allegri afferma: “Io avevo deciso di smettere molto prima di lui, non sono mai stato al livello di Buffon; la vita va avanti, bisogna accettare le cose e fare altro. Non è semplice per i grandissimi campioni, ma è la vita, non si torna indietro, è bello andare avanti. Si possono fare altri 40 anni in altre vesti.

Sulle possibili difficoltà che Allegri potrebbe incontrare nella gestione di Buffon qualora decidesse di rinnovare per un altro anno (sulla falsa riga di quello che è successo a Roma tra Totti e Spalletti), il mister la pensa così: “Per me non sarà difficile gestire la situazione, ora non ha giocato perché è infortunato altrimenti avrebbe giocato. Nessun problema, a fine anno dopo che farà riflessioni deciderà. Ha un po’ da pensare ma ora deve giocare”.

Buffon rinvia il ritiro: “Mi piacerebbe giocare un’altra stagione”

Gianluigi Buffon festeggerà il suo 40esimo compleanno domenica prossima. Il primo regalo, Gigi, lo potrebbe ricevere da Allegri sabato sera, quando la Juventus giocherà contro il Chievo e il mister toscano potrebbe decidere di rilanciare Buffon titolare, dopo il lungo infortunio al polpaccio che lo ha tenuto lontano dai campi da dicembre. Gigi non ha bisogno di presentazioni, è stato, e molto probabilmente continua ad essere, uno dei portieri più forti al mondo, capace durante la sua carriera di raggiungere traguardi importanti, ma allo stesso tempo di dover accettare sconfitte dolorose.

Da tempo a tenere banco nell’ambiente bianconero è il suo futuro: giocherà un altro anno o si ritirerà a fine stagione? Questa è la domanda che tutti si pongono e alla quale neanche Gigi probabilmente saprebbe dare una risposta precisa al giorno d’oggi perché, nelle interviste rilasciate da qualche mese a questa parte, il portiere bianconero ha espresso più volte un pensiero diverso, passando dal “molto probabilmente smetto” pronunciato a fine dicembre alla Gazzetta dello Sport, al recentissimo mi piacerebbe giocare un’altra stagione con la Juve, ma ne dovrò parlare con Agnelli”.

Quale delle due versioni sarà la più attendibile? Se da una parte c’è un uomo saggio, consapevole che gli anni passano per tutti e che arrivati ad un certo punto della propria carriera è giusto fare largo ai giovani, specie se durante la stessa si ha avuto modo di vincere tutto (o quasi), dall’altra c’è il ragazzino che giace in tutti noi, non meno in Buffon, che suggerisce al fenomeno bianconero di continuare ancora per un po’, giusto il tempo di conquistare quei traguardi che il fato gli ha negato.

Durante un’intervista a La Repubblica, Buffon ha rilasciato delle dichiarazioni significative su quello che sarà il suo futuro. Queste le sue parole: ” Oggi sento dentro di me un desiderio di competere anomalo per la mia età”. Sulla possibilità di continuare a giocare dice: “Incontrerò presto il presidente Andrea Agnelli e ne parleremo. Voglio il bene della squadra, capire che tipo di vestito posso indossare, se la Juventus pensa che io possa essere ancora importante. Mi piacerebbe, ma la soluzione migliore va trovata con la società. Dobbiamo costruire assieme, se possibile, un percorso logico e condiviso. Certo è che non voglio diventare un problema né per la Juve né per i miei compagni”. Una cosa è certa, Buffon, nel caso i bianconeri non gli garantissero un rinnovo di contratto, non andrebbe in nessun’altra squadra, o la Juve o niente.

In caso di addio, Buffon si dice ancora incerto sul ruolo che ricoprirà: “Ancora non ci ho pensato. Qualche giorno fa ho chiesto consiglio a Lippi. Ci siamo sentiti al telefono. Prenditi un anno sabbatico, mi ha detto Marcello, guarda il mondo del calcio dall’esterno e con un po’ di distacco, cerca di capire che cosa ti interessa veramente”. Ma una cosa Buffon la garantisce: Non sarò l’allenatore di un club. Ho una compagna, tre figli che adoro e alle spalle ventotto anni di vita quotidiana organizzata dagli altri minuto dopo minuto. Vorrei prendermi il lusso della noia”. Però se arrivasse la chiamata della Nazionale: Un incarico da ct non mi dispiacerebbe. È un impegno stimolante, con una responsabilità istituzionale e educativa. Rappresenti un paese intero. Unisci, non dividi”. 

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