Lazio, adesivi antisemiti: la Procura chiede due turni a porte chiuse

Pubblicato il autore: Linda Borgioni Segui

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Per la vicenda legata agli adesivi antisemiti raffiguranti Anna Franck con indosso la maglia della Roma apparsi allo Stadio Olimpico in occasione della partita tra Lazio e Cagliari del 22 ottobre 2017, “la Procura della Federcalcio ha chiesto due turni a porte chiuse e 50mila euro di ammenda per la Lazio“. Parola di Gian Michele Gentile, l’avvocato della societa’ biancoceleste, che riferisce cosi’ al termine del processo sportivo relativo al caso degli adesivi antisemiti di Anna Frank con addosso la maglia giallorossa rinvenuti allo stadio.

Il legale del club di Claudio Lotito, all’uscita dagli uffici del Tribunale federale nazionale, aggiunge poi: “Non avevamo la possibilita’ di perquisire quindici delinquenti che si sono portati allo stadio 23 francobolli perche le misure di queste figurine erano di 8 centimetri per 6 e non sono neanche state portate sugli spalti ma buttate per terra nei corridoi dello stadio”. Insomma, la difesa della Lazio e’ chiara, non avrebbe potuto prevedere o impedire tale comportamento antisemita da parte di pochi tifosi. Ed infatti, continua l’avvocato Gian Michele Gentile: “Non avendo la societa’ la possibilita’ di perquisire ogni tifoso che va allo stadio, ci sta una impossibilita’ di responsabilita’”.

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La Procura, comunque, ha fatto la sua richiesta e la Lazio deve attendere il verdetto finale, previsto per l’inizio della prossima settimana. Al legale biancoceleste viene anche chiesto se ci sono i margini per chiedere una sospensiva; ecco la risposta: “Giocando mercoledi’ (gara di recupero contro l’Udinese, ndr) non credo ci siano i tempi per procedere. Ho comunque chiesto al Tribunale di dare particolare attenzione proprio per l’anomalia e l’eccezionalita’ dell’episodio, oltre ad aver chiesto il non luono a procedere per evitare qualunque erogazione di sanzione”.

Insomma, giunti a questo punto della vicenda, la Lazio non puo’ far altro che attendere, cercando in ogni caso di far valere le proprie ragioni davanti alla Procura della Federcalcio, che dal suo canto sembra intenzionata a sanzionare la societa’ di Claudio Lotito. Vada come vada, finalmente si mettera’ un punto su una situazione rimasta in sospeso dal 22 ottobre e che certamente ha scosso l’opinione pubblica negli ultimi mesi. Il punto focale della difesa biancoceleste sta quindi nel voler ribadire l’estraneita’ della societa’ ai fatti accaduti, condannati da piu’ parti, anche e soprattutto interne alla Lazio stessa. Certamente, come ribadito dal legale Gian Michele Gentile, una societa’ di calcio non puo’ controllare i suoi tifosi uno a uno quando fanno il loro ingresso allo stadio o mentre sono all’interno di esso e su questo fara’ leva la Lazio per far decadere, almeno, i due turni di squalifica.

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Infatti, in un momento cosi’ favorevole per la squadra di Simone Inzaghi, con almeno 30mila tifosi previsti gia’ per la gara interna con il Chievo di domenica, sarebbe un vero peccato vedersi svuotare gli spalti per i turni di squalifica richiesti dalla Procura. La societa’ biancoceleste incrocia le dita, con il suo allenatore e i suoi giocatori in prima fila, volenterosi piu’ che mai di continuare la lunga corsa verso la Champions League con il loro popolo al proprio fianco.

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