Roberto Mancini: “Io ct dell’Italia? Un onore. Voglio vincere un Mondiale”

Pubblicato il autore: Aote Segui

Una strizzata d’occhio alla Nazionale e un pensiero per l’amata Inter.
Roberto Mancini, in attesa della ripresa del campionato russo alla guida del suo Zenit, che al momento occupa il secondo posto in classifica a otto lunghezze della Lokomotiv capolista, ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ha espresso io suo pensiero sia sulla eventuale guida della Nazionale (il suo nome è stato accostato alla panchina degli Azzurri in più di una circostanza, insieme a quello di Ancelotti) e sull’Inter, impegnata nella rincorsa a un posto Champions, obiettivo che lo stesso tecnico marchigiano non è riuscito a raggiungere durante la sua seconda esperienza nerazzurra.

Capitolo Nazionale: “I Russi sono rimasti male per l’eliminazione dell’Italia. Anche per loro, dal punto di vista dell’immagine, un Mondiale senza Italia ha un po’ meno fascino. Adesso però ci prendono molto in giro. Se mi vedo come Ct? Prima da calciatore,poi da allenatore, di fatto lavoro sul campo ogni giorno da 40 anni. Non credo mi mancherebbe, eventualmente lo farei sempre ma con meno frequenza. Sono giovane, se dovessi allenare una Nazionale avrei poi tutto il tempo per tornare in un club. E poi allenare la Nazionale italiana sarebbe bello, un onore, un orgoglio. Poi, come ovvio che sia, vorrei vincere un trofeo, significherebbe puntare alla conquista di un Mondiale o a un Europeo, obiettivi che non sono riuscito a conquistare da calciatore. Al momento però la realtà dei fatti è ben diversa: ho un contratto con lo Zenit, mi sto trovando molto bene e anche la squadra sta facendo delle ottime cose“.

Mancini si esprime anche sulle potenzialità del calcio italiano, sui giovani sui quali puntare per rilanciare la Nazionale, in ottica qualificazioni europee, obiettivo che, per ovvie ragioni, diventa di fondamentale importanza: “I giovani di qualità nel nostro calcio ci sono. Se mi chiedete di fare dei nomi posso dirvi che mi piacciono molto Belotti e Pellegrini, così come Romagnoli, che è già un ottimo difensore ma che, secondo me, ha ancora dei margini di miglioramento. Poi in ogni stagione c’è sempre qualcuno che emerge“.

Archiviato,per ora, l’argomento Nazionale, Mancini dice la sua anche sul nostro campionato; ovviamente è sull’Inter che il tecnico di Jesi incentra la sua attenzione: “La squadra di Spalletti sta facendo bene, nonostante le ultime difficoltà. Dovessi fare un pronostico la collocherei al terzo posto. Credo che sia più forte sia della Roma che della Lazio. Stiamo parlando di una squadra che comunque anche questa estate ha investito e di un gruppo di calciatori che si conosce da un paio di anni. Rispetto a quando sono tornato io ci sono molte differenze, parlo della stagione 2015/2016: rifondammo la squadra e per tutto il girone di andata non lasciammo mai la vetta della classifica, anche se avevamo delle lacune a mio parere evidenti che forse avremmo potuto colmare con il mercato di Gennaio. Ma a quel tempo c’erano delle condizioni diverse a livello economico rispetto alla situazione attuale e la società sembrava molto più intenzionata a vendere piuttosto che ad aggiungere nuovi elementi alla rosa“.

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