Roma, e se Antonucci fosse la chiave di svolta?

Pubblicato il autore: Luca Vincenzo Fortunato Segui

Il calcio italiano, a piccoli passi, sta regalando spazio ai ragazzi usciti dalle Giovanili, un po’ per doveri normativi, un po’ per buon senso. Storie di trafile in provincia fino alle grandi chiamate (talvolta rifiutate, come Verdi al Napoli), oppure di coincidenze astrali (come fu per Paloschi in un Milan-Siena di qualche anno fa) che potrebbero far rinascere la Nazionale italiana dei prossimi anni.  L’ultimo caso è avvenuto proprio ieri sera a Marassi, durante la sfida di recupero della 3° Giornata di Serie A Sampdoria-Roma. Ad indossare una maglia pesante come un macigno, per il momento delicato della stagione giallorossa, ci ha pensato Mirko Antonucci. Classe 1999, esterno d’attacco e probabilmente uno dei talenti più cristallini sfornati da mister Alberto De Rossi. Questo giovanissimo 18enne romano, lusingato oltremanica dai Red Devils di Mourinho e blindato prontamente dalla società fino al 2022,  si è preso carico di una Roma orfana sulle fasce di Perotti ed El Shaarawy dal minuto 74, trascinandola sul pareggio nel recupero con un assist al bacio.

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Nonostante le preoccupazioni di qualsiasi tifoso giallorosso all’ingresso in campo durante lo svantaggio, il giovane fantasista ha gettato via subito le paure, ripagando la fiducia data dal tecnico Eusebio Di Francesco, il primo estimatore in questa stagione, sin dal ritiro a Pinzolo e dalle prime amichevoli estive disputate. “Il pallone è sempre quello, non devi avere paura”, ha rassicurato il tecnico pescarese durante la preparazione al cambio per smorzare l’ansia dell’esordio in serie A e il risultato è stato quello atteso. Dal vicinissimo gol mancato, a causa dell’ostacolo Edin Dzeko, alla forte spinta sulla fascia sinistra con cross pregiati, fino a quello decisivo per l’ariete bosniaco: azioni impressionanti per il giovanissimo Antonucci che, in appena 20 minuti, ha dimostrato abilità e grinta, riaccendendo la luce di una squadra in preda a nervosismi e insicurezze. Che sia lui l’asso nella manica per ripartire? La prestazione positiva e i numeri sono dalla sua parte, grazie agli anni d’oro nella Primavera tra gol e trofei e..alla prima partita ‘recuperata’ dai giallorossi dallo svantaggio. Spetta al tecnico giallorosso coglierli immediatamente dopo questo esordio positivo, alimentando il sogno di Antonucci con un pizzico di coraggio e un po’ di leggerezza. Quei due elementi che, in una piazza come Roma, pesano tantissimo nei momenti negativi, ma che possono davvero far tornare in alto il morale di una squadra in piena crisi d’identità.

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