Roma, Strootman: una (nuova) vita da mediano

Pubblicato il autore: Samuele Zagagnoni Segui
Kevin Strootman

Kevin Strootman

Il centrocampista olandese Kevin Strootman, al livello caratteriale, incarna la figura del giocatore che il tifoso giallorosso vuole sempre vedere in campo. La sua faccia rabbiosa quando rincorre gli avversari è per i sostenitori un motivo di orgoglio e vanto. Difficile, quasi impossibile, vedere Kevin Strootman sorridere (quando lo fa non bisogna comunque stare tranquilli).
Tuttavia, nonostante le indubbie qualità da leader sopracitate, il giocatore quest’anno non sta disputando la sua migliore stagione. Ad onor del vero, volendo tornare ancora più indietro, il centrocampista ammirato nel primo anno in giallorosso (stagione 2013 – 2014) sotto la guida del tecnico francese Rudi Garcia non si è mai più visto. In quella stagione, prima dell’infortunio al crociato del 10 marzo 2014 al San Paolo, aveva messo a segno 5 goal e 6 assist in 25 partite. Numeri da centrocampista capace di spostare gli equilibri. Non a caso in quel periodo il suo ex allenatore della nazionale Louis Van Gaal era disposto a mettere sul piatto una cifra importante per assicurarsi, al Manchester United, le prestazioni del centrocampista.

Il resto della storia è però noto. Nelle successive due stagioni, a causa delle successive due operazioni al ginocchio a cui veniva sottoposto, il giocatore scendeva in campo solo 11 volte.
Per rivedere qualche lampo del vero Kevin i tifosi hanno dovuto aspettare la scorsa stagione in cui il giocatore, sotto la guida di Luciano Spalletti,  è riuscito a tornare a giocare con una certa quantità e qualità (4 goal e 8 assist in tutto il campionato). Il tecnico di Certaldo ha schierato il centrocampista nei due di centrocampo nel suo 4-2-3-1 oppure in mezzo dei quattro quando la squadra ha giocato con il 3-4-2-1. Rimane innegabile, però, che l’attuale livello del centrocampista non è più quello che fu (e soprattutto che sarebbe potuto essere senza quel tremendo calvario). In questa stagione, invece, con Eusebio Di Francesco in panchina, l’olandese, tornato mezzala in un centrocampo a tre, ha faticato mostrando alcuni limiti. Troppi pochi gli inserimenti, i tiri da fuori e le verticalizzazioni per spostare gli equilibri a centrocampo. Inoltre, spesso ha la tendenza ad abbassarsi  troppo per prendere il pallone andando ad occupare una zona del campo già coperta dal mediano (De Rossi o Gonalons).

E’ per questo motivo che la prestazione del giocatore domenica sera a San Siro contro l’Inter, da mediano davanti alla difesa, deve far riflettere. La stessa, infatti, può rappresentare una svolta per la sua stagione.
In quel ruolo il giocatore ha mostrato ottime capacità di interdizione,  attitudine a pulire i palloni che passavano dalle sue parti (non a caso Rudi Garcia l’aveva ribattezzato “la lavatrice”) e un’impostazione comunque ordinata. Le statistiche della sua partita dicono 88% di passaggi riusciti. Una percentuale buona e che può solamente migliorare.

Eusebio Di Francesco nella conferenza stampa di ieri ha detto “devo dire che ha interpretato il ruolo come piace a me. Può verticalizzare anche qualche palla in più, però mi è piaciuto per la posizione e per la continuità che ha avuto in partita“. Alla Roma, alle prese con un Daniele De Rossi che per i limiti d’età non riesce a giocare tutte le partite e con un Maxime Gonalons così deludente, un mediano con le qualità sopracitate può fare solo comodo.
Stasera contro la Sampdoria toccherà di nuovo a lui nel ruolo da mediano. Un’occasione che la lavatrice non può sprecare per quella che può rappresentare una nuova vita (calcistica) per lui.

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