Ronaldinho, i 5 gol più spettacolari della carriera (Video)

Pubblicato il autore: FraNas Segui

Ronaldinho
Ronaldinho
ha deciso di lasciare il calcio giocato. Il fenomeno brasiliano non giocava una partita ufficiale da tre anni, ma nella mente dei tifosi di tutto il mondo ha lasciato ricordi indelebili e giocate straordinarie. A tutto questo bagaglio tecnico difficilmente replicabile bisogna poi aggiungere quel sorriso che sembrava essere uscito da qualche fumetto o da qualche cartone animato, accessorio perfetto per un giocatore come Ronaldinho che in campo sapeva regalare solo emozioni positive. Difficile scegliere all’interno di una carriera divisa tra Europa e Sud America solamente 5 reti per descriverne la grandezza, ma il tentativo va comunque fatto per cercare di non dimenticare i colpi migliori di Dinho.

Il colpo da calcetto

Ottavi di finale di Champions League stagione 2004/2005, doppia sfida tra Chelsea e Barcellona. Josè Mourinho siede sulla panchina dei Blues e nonostante alla fine passerà il turno ai danni dei blaugrana, assiste a uno dei picchi tecnici della carriera di Ronaldinho. Il pallone lungo respinto dalla difesa del Chelsea finisce in qualche modo tra i piedi del brasiliano. Davanti a lui Ricardo Carvalho, che avvicina le ginocchia per evitare di subire un tunnel o una giocata in velocità di Dinho. Ma chi ha detto che al numero 10 del Barca serve muoversi per regalare spettacolo? Danza sul posto e improvvisa saetta di esterno destro che anche Cech è costretto ad accompagnare con lo sguardo fino al fondo della rete. Robe che si vedono magari ad un calcetto, un filo più complicato immaginarle su un palcoscenico come quello della Champions League. But this is Dinho…

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Bernabeu ai piedi dell’uomo blaugrana

L’anno di grazia è sempre il 2005, anche se il Pallone d’Oro per Ronaldinho arriverà solo nell’anno successivo. Il gol in questione non è forse il più spettacolare dal punto di vista della pura realizzazione (premesso che una giocata del genere bisogna sempre pensare ed essere in grado di eseguirla…). No, qui c’è di più. C’è il riconoscimento di un campione assoluto anche da parte di un pubblico che tutto penserebbe di fare, meno che alzarsi in piedi per applaudire a scena aperta un giocatore che indossa la maglia della squadra che più di tutte si vuole battere nel corso di una stagione. Eppure Ronaldinho, in maglia Barcellona, ha costretto i tifosi del Real Madrid, al Santiago Bernabeu, in un Clasico, ad alzarsi in piedi. Tutti per lui. Solo per lui.

Dinho-fisica 1-0

Piccolo salto in avanti temporale, stagione 2006/2007. Il Barcellona ospita al Camp Nou il Villarreal. Una gara che in sè non racchiude un particolare significato, ma che ancora una volta viene impreziosita dal nostro sorridente personaggio dei cartoni animati. Limite dell’area, Xavi stoppa il pallone e alza la testa. Con il senno di poi, tutti avrebbero dovuto sospettare che quel pallone sarebbe finito perfettamente a qualche compagno di squadra. Comunque, il numero 6 del Barca scorge il movimento di Dinho dentro l’area alle spalle del difensore, pallone alto e azione che prosegue. A questo punto avviene qualcosa di difficilmente spiegabile: Ronaldinho stoppa il pallone con il petto sulla sinistra, spalle alla porta, ma invece che metterla giù e provare un dribbling… beh, forse è meglio lasciar parlare le immagini…

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La potenza è nulla senza il controllo

Stagione 2003, il teatro dell’acuto del grande solista è ancora una volta il Camp Nou. Avversario questa volta il Siviglia. Minuto 59, Ronaldinho parte palla al piede dalla prediletta zona di sinistra del campo. Il Siviglia commette l’errore di essere sbilanciato in avanti e allora chi si frappone al numero 10 del Barcellona diventa il classico birillo da saltare in allenamento prima di calciare in porta. Ecco, quello che però esce dal destro del brasiliano più o meno dai 30 metri non è un tiro, ma un impressionante terra-aria che prima rischia di spaccare la traversa, ma poi si infila nella porta andalusa. Tecnica e talento ok, ma se serve usare la spada invece che il fioretto il citofono di Dinho può essere ancora quello giusto a cui rivolgersi…

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La traiettoria impossibile

Non solo squadre di club, come PSG, Barcellona, Milan, Flamengo e Atletico Mineiro. Ronaldinho è stato anche protagonista della nazionale brasiliana che vinse la Coppa del Mondo nel 2002 in Corea e Giappone. Una formazione ubriaca di una quantità vergognosa di talento in ogni ruolo del campo, esaltata nella gara dei quarti di finale contro l’Inghilterra da un’altra prodezza del nostro solito sospetto. Punizione defilata sulla destra, poco oltre la linea di centrocampo. Sul pallone Dinho, per l’occasione con la maglia numero 11 e solito traffico al limite dell’area di rigore. Perchè tutti, ma tutti, si aspettano un pallone messo in mezzo alla ricerca della deviazione vincente di un compagno. Il povero Seaman ancora oggi è convinto che Ronaldinho non volesse davvero fare quello che invece combina…

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