Ronaldo, stoccata a Messi e CR7: “Ai miei tempi era più difficile essere il numero uno”

Pubblicato il autore: Simone Paderi Segui

Pallone d’oro 2017, vince Cristiano Ronaldo, si tratta del quinto trionfo che gli permette di eguagliare il suo grande rivale, l’argentino del Barcellona Lionel Messi. Alle spalle del fuoriclasse del Real Madrid si è classificato proprio Messi. Eppure prima di loro non era come adesso. In passato sarebbe stato inconcepibile un duopolio esclusivo come quello attuale tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi.

Nel 2008 arriva il primo Pallone d’Oro di Cristiano Ronaldo, Messi se lo aggiudica dal 2009 al 2012. Poi ancora Ronaldo nel 2013 e nel 2014, Messi nel 2015 e poi ancora il fuoriclasse portoghese nel 2016 e nel 2017. “Che noia, che barba”, direbbe Sandra Mondaini. Prima di loro era decisamente tutta un’altra storia. Erano gli anni di Ronaldo il Fenomeno, sì, uno dei più forti calciatori della storia, ma anche quelli di Zinedine Zidane, Luis Figo, Rivaldo, Andriy Shevchenko, Thierry Henry, Raul, Ronaldinho, Oliver Kahn, Paolo Maldini e molti altri ancora, nomi che solo a pensarci vengono i brividi.

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Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e le vecchie generazioni. Parla il Fenomeno

La concorrenza era sicuramente maggiore, ma anche l’elasticità nei giudizi era tanta. Basta ricordare che in quegli anni il massimo trofeo individuale calcistico venne vinto anche da Matthias Sammer e Michael Owen, sicuramente non al livello di altri campioni che il Pallone d’Oro non l’hanno mai vinto.

In merito alla concorrenza la pensa così anche Ronaldo, il Fenomeno, che in un’intervista a Sport Bild racconta le sue impressioni e prova a fare un confronto fra le diverse generazioni calcistiche. Secondo il Fenomeno, Messi e Ronaldo difficilmente si sarebbero alternati nella parte di ‘miglior giocatore del mondo’ se avessero giocato nel suo periodo: “Nella mia generazione la concorrenza era molto più alta di adesso. Con questo non intendo sminuire il valore di Cristiano Ronaldo e Messi, loro continueranno a contendersi le vittorie nei prossimi anni, ma nella mia epoca c’erano Zidane, Rivaldo, Figo, io, dopo Ronaldinho. È stata una generazione in cui era più difficile essere il migliore”.

Neymar come il Fenomeno, quasi

Nella lotta tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, sta provando a inserirsi, per ora senza successo, Neymar, classificatosi al terzo posto nella classifica del Pallone d’Oro. Il brasiliano del Paris Saint Germain, connazionale del Fenomeno, lo ricordiamo, la scorsa estate è passato dal Barcellona al Paris Saint-Germain per la cifra record di 222 milioni di euro. In merito a questo trasferimento Ronaldo ipotizza che ci siano stati dei problemi con la dirigenza catalana, così come accadde con lui: “Non cosa sia successo in occasione del suo trasferimento. Forse ci sono stati dei problemi con la dirigenza catalana, così come accadde con me”. Ma per l’ex attaccante di Barcellona, Real Madrid, Milan e Inter, il paragone si ferma alle divergenze con la dirigenza del Barça: “Il suo addio al club blaugrana è molto simile a quello mio nell’estate 1997. Io però andai all’Inter, in Serie A, un campionato all’epoca molto più forte di quanto non lo sia oggi la Ligue 1”.

E non gli si può dare torto, in quella Serie A, tra i difensori avversari trovava gente come Maldini, Nesta, Cannavaro e così via. Che non ce ne voglia la Ligue 1, ma si trattava decisamente di un’altra musica, suonata da artisti del pallone che ci andavano giù pesante. Evitiamo per un momento il paragone, troppo pesante, con la vecchia Serie A . Il campionato francese è attualmente il quinto campionato europeo per importanza. Il livello della Ligue 1 è infatti molto inferiore a quello della Liga spagnola, ed è inferiore anche a Premier League, Bundesliga e Serie A. Per dirla con le parole di José Mourinho, provocatorie ma neanche tanto: “Ho visto una partita di campionato del PSG e credo che il mio allenamento di sabato con il Chelsea sia stato più duro di quell’incontro”.

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