Tsitsipas, il greco che scala la classifica sognando Federer

Pubblicato il autore: Giacomo Corsetti Segui


Elegante, caparbio, greco. Il tutto corredato da quel rovescio a una mano che piano piano si sta ritagliando nuovamente un posto di prestigio tra i più giovani. Dopo Coric, Rublev e Shapovalov, ecco che il 2018 ci presenta subito Stefanos Tsitsipas, greco classe 1998, che nel 250 di Doha si è messo nuovamente in mostra come uno dei volti nuovi tra i Next Generation, raggiungendo le semifinali dopo un percorso che lo ha visto battere in maniera netta Florian Mayer e Richard Gasquet, due giocatori d’esperienza e talento che nell’arco della loro carriera qualcosa hanno raccolto – specialmente l’ex-enfant prodige francese come testimoniano le tre semifinali Slam disputate e la Top 10 raggiunta in varie occasioni.

Potevano averne tre di grandi qualità – Kokkinakis e Kyrgios – invece alla fine alla Grecia gliene rimasto solo uno. Prodotto di una terra tennisticamente poco generosa in passato, Tsitsipas dopo una brillante carriera juniores – è stato n. 1 dello speciale ranking – è passato al professionismo nel 2016 cominciando a crescere nel circuito Challenger, nel quale è riuscito a vincere il primo titolo proprio in Italia, a Genova, nel settembre scorso. Un titolo “italiano” che lo accomuna al suo idolo d’infanzia, Roger Federer (lo svizzero vinse il suo primo titolo Atp a Milano nel 2001). Amare per lo svizzero che ne ha ispirato la capacità di giocare il rovescio a una mano. Colpo che il greco esegue con una naturalezza stilistica meravigliosa e che riesce a mettere quasi in secondo piano un buon diritto, con cui spesso gestisce il punto, e una sensibilità e varietà tecnica che – insieme a Shapovalov – lo sta differenziando da tutti i nuovi esponenti del tennis che verrà. Prescelto Zverev in primis. In Tsitsipas c’è la voglia di fare qualcosa di nuovo, meravigliando il pubblico con creatività e intelligenza. Insomma, un gran bel tennis da vedere.

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Ma oltre alla classe innata – che i generosi quanto finora tennisticamente disinteressati Dei greci gli hanno dato – a colpire di Tsitsipas sono le idee chiare e il carattere – Voglio essere più offensivo, spingere di più con il dritto. Deve diventare un’arma molto importante”. Aspetto mentale che da sempre accompagna di tennista di Atene, descritto da più attenti addetti ai lavori come un giocatore dalla forza personalità in campo. Ben chiari anche gli obiettivi per questo 2018, che potrebbe portarlo definitivamente alla ribalta dentro alla Top 50, emulando il percorso che l’anno scorso ha visto protagonista prima Shapovalov poi Rublev: “Quest’anno ho tre obiettivi: raggiungere la seconda settimana in uno Slam, entrare tra i top-50 ATP e qualificarmi per le Next Gen Finals”. Attualmente è n. 80 ma la sensazione è che presto lo vedremo in piani ben più alti. Magari già dopo il suo primo Australian Open, che giunge dopo gli esordi Major della passata stagione a Parigi e Londra – entrambi conclusi con un’eliminazione al primo turno.

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