Chievo-Cagliari, l’analisi: quando la paura di perdere blocca lo spettacolo

Pubblicato il autore: Angelo Mandarano Segui

VERONA, ITALY - OCTOBER 01: Lucas Castroof AC Chievo Verona celebrates after scoring his team's first goal during the Serie A match between AC Chievo Verona and ACF Fiorentina at Stadio Marc'Antonio Bentegodi on October 1, 2017 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

L’anticipo di ieri tra Chievo Verona e Cagliari per lunghi tratti è stato dominato dal timore di perdere la partita e, di conseguenza, si è preferito attendere l’avversario per cercare eventualmente di colpire in contropiede. D’altronde le dirette avversarie delle due squadre (Benevento, Verona e Spal) oggi sono impegnate rispettivamente contro Napoli, Lazio e Crotone, dunque è difficile che possano recuperare dei punti. Nella peggiore delle ipotesi, anche il Crotone, distante 4 punti dalla zona retrocessione, si vedrebbe costretto a lottare aspramente per non tornare in serie B.

Il primo tempo rispecchia alla perfezione questa mentalità, con il Chievo che mantiene il possesso del pallone ma non riesce ad affondare il colpo, anche per merito di un Cagliari ordinato, capace di chiudersi bene in difesa e di concedere poco all’avversario. Leandro Castan si è comportato da vero leader difensivo, lottando su qualunque cross arrivasse nell’area dei sardi, rischiando anche un cartellino giallo a causa della sua foga agonistica. In quanto alle occasioni da goal, purtroppo la prima frazione di gioco non ha offerto molto, se non una grande parata di Cragno su un colpo di testa insidioso da parte di Roberto Inglese ed una conclusione di Ionita bloccata senza problemi da Sorrentino.

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Nella ripresa, salvo l’inutile rischio corso da Cragno su un retropassaggio che per poco non si trasformava in un clamoroso autogoal, si è dovuto attendere l’entrata di Emanuele Giaccherini, ex centrocampista del Napoli acquistato dai clivensi nella sessione di mercato di gennaio, per vedere la partita ravvivarsi: al minuto 74, infatti, tira fuori dal cilindro una grandissima punizione, sulla quale il portiere del Cagliari nulla ha potuto. Anche in occasione del raddoppio dei padroni di casa, due minuti più tardi, Cragno è assolutamente incolpevole di fronte al tiro a giro di Inglese che sembrerebbe chiudere la partita; la rete di Leonardo Pavoletti, invece, riapre il match ma i sardi non hanno saputo approfittare del momento favorevole ed agguantare un pareggio che, prima dell’entrata di Giaccherini, sembrava più che scontato.

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A fine gara, si possono contare per il Chievo Verona 6 tiri in totale, di cui 4 in porta, con una media realizzativa del 50%. Per il Cagliari si contano invece 4 tiri, di cui 3 in porta. E’ interessante notare come le occasioni da goal per i sardi siano state esattamente 3, a dimostrazione dell’atteggiamento prudente adottato sin dal primo minuto.
Sono stati pochi, invece, i falli commessi dai clivensi: solo 9, mentre i rossoblu ne hanno commessi ben 23. I lanci lunghi sono stati la soluzione preferita da entrambe le squadre per superare le difese avversarie: se ne contano 20 da parte dei padroni di casa, mentre gli ospiti ne hanno effettuati ben 27, affidandosi a Joao Pedro e Sau in profondità.

Una gara, dunque, nella quale anche se il Chievo ha mostrato qualcosa di più rispetto al Cagliari, le occasioni sono state davvero poche e solo grazie ad una prodezza di Giaccherini si è sbloccata, consentendo al pubblico di godersi un maggior spettacolo. Al Cagliari è evidente che non bastano le reti del solo Pavoletti: ciò che manca ai rossoblu sono le reti degli altri attaccanti, come Farias e Sau, i quali hanno segnato in totale 3 reti in campionato.

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