De Laurentiis punge la Juventus: “La famiglia Agnelli può condizionare, ma non ho paura di loro”

Pubblicato il autore: Emmanuele Sorrentino Segui
during the pre-season friendly match between SSC Napoli and OGC Nice at Stadio San Paolo on August 7, 2016 in Naples, Italy. de laurentiis

Foto professionale Getty Images© selezionata da SuperNews

De Laurentiis torna a pungere i rivali per la corsa dello scudetto: intervistato da La Gazzetta dello Sport, il numero uno della società partenopea ha lanciato un duro attacco nei confronti della Juventus, oltreché parlare ed analizzare l’ultima sessione di calciomercato del Napoli, criticata largamente dagli addetti ai lavori, in quanto considerata fallimentare per l’economia ed il prosieguo della stagione.
Nella fattispecie, Aurelio De Laurentiis ha voluto rispondere a quanti affermavano che la Juventus fosse più attrezzata sia come organico che come disponibilità economica rispetto alla società che egli stesso rappresenta: “Non sono d’accordo sul fatto che la Juventus sia più attrezzata del Napoli per lo Scudetto – afferma il patron della società partenopea -. Abbiamo grandi giocatori in rosa e siamo l’unico club in Serie A senza debiti con le banche. Siamo cresciuti tanto da quando ho preso la società su di un pezzo di carta in tribunale“.

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Poi, conti alla mano, De Laurentiis analizza la situazione economico – finanziaria delle due società: “Oggi il Napoli fattura un terzo della Juve, – ha proseguito l’imprenditore cinematografico – ma i nostri conti sono migliori dei loro. La Juventus però appartiene alla famiglia più potente d’Italia da 100 anni. Non è una questione di soldi, ma di rapporti che possono anche silentemente creare condizionamenti. A tutti i livelli“.
Secondo il pensiero del numero uno della società campana, la squadra bianconera attraverso la figura storica della famiglia Agnelli ha evidentemente contribuito a determinare una sorta di condizionamento in seno ai vertici del calcio italiano, per cui alcune situazioni o dinamiche sono state agevolate rispetto ad altre società. Una di queste riguarda proprio la costruzione del nuovo impianto, lo Juventus Stadium, ora ribattezzato Allianz, per ovvie ragioni di sponsorizzazione: “Con Sportfive loro hanno avuto in regalo due terzi dello Stadium – ha ribadito De Laurentiis -. A me sono serviti 7 anni per transare dei finanziamenti che ho dato al Comune, altrimenti non avrei potuto giocare al San Paolo“.
Tuttavia, a chi gli chiede se abbia paura della Juventus, il patron del club partenopeo risponde: “Io non ho paura di nessuno. Ho fatto girare film in Congo o in Nigeria, dove c’era in ballo la vita delle persone – evidenzia De Laurentiis -. Che paura può farmi il mondo del pallone?“.

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De Laurentiis analizza l’ultima sessione di calciomercato

In conclusione, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha voluto analizzare l’ultima sessione di calciomercato, ritenuta da tanti addetti ai lavori un po’ troppo esigua, alla luce dei prossimi importanti impegni di fine stagione, quali la corsa scudetto con la Juventus, ma soprattutto i sedicesimi di finale di Europa League ai nastri di partenza.
Proprio per questo, il numero uno della società campana ha voluto svelare alcuni importanti retroscena: “Con Sarri abbiamo fatto una riunione di mercato a Figline Valdarno, dove mi ha detto che per lui Deulofeu non ha le caratteristiche per essere utile alla causa – afferma De Laurentiis -. Per quanto riguarda invece Younes, per gravi problemi famigliari ha scelto di ritardare l’arrivo a Napoli. Lo aspettiamo, a luglio sarà dei nostri, – chiarisce – il contratto è già depositato in Lega, come per Ciciretti“.
Importante anche il chiarimento in merito alla vicenda di Verdi: “Eravamo d’accordo – confessa De Laurentiis -, avevamo già preparato i contratti sia con il Bologna sia con il giocatore, ma quando è arrivato il momento di chiudere è arrivata una telefonata di Branchini, che mi disse che non sapeva cosa fare e che aveva già chiamato Giuntoli, dicendogli che il ragazzo non voleva più venire”.
Analogo discorso per Politano, laddove il presidente azzurro ribadisce senza mezze misure quanto segue: “Non ha la qualità di Verdi e non può ricoprire i tre ruoli. Sarebbero stati soldi buttati”.

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