Inter, Spalletti a rischio esonero dopo la disfatta con il Genoa ?

Pubblicato il autore: Giacomo Luigi Uccheddu Segui
MILAN, ITALY - DECEMBER 16: FC Internazionale Milano coach Luciano Spalletti gestures during the Serie A match between FC Internazionale and Udinese Calcio at Stadio Giuseppe Meazza on December 16, 2017 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

 

Alle ore 22.40 circa su Genova il tempo non era dei migliori, non lo era sopra lo spogliatoio dell’Inter, che una settimana fa aveva faticato al Meazza per battere 2 a 1 il Bologna e nell’anticipo serale della venticinquesima giornata è ripiombata nel baratro perdendo per 2 a 0 contro il Genoa. Un Genoa che, quanto meno a Marassi, negli ultimi tempi è stata la bestia nera dei nerazzurri, le ultime quattro volte infatti in cui i meneghini hanno sfidato i rossoblu in trasferta non hanno mai portato a casa punti e l’ultima vittoria risale addirittura al 13 Dicembre 2011 quando in panchina sedeva Claudio Ranieri e la gara fu decisa da una rete di Yuto Nagatomo. Sul prato di Marassi i tifosi nerazzurri si sono probabilmente chiesti se la squadra rossoblu non fosse l’Inter e quella bianca non fosse il Genoa, liguri scatenati, attenti in difesa e pronti a colpire anche con un pò di fortuna vedi l’autogol di Ranocchia che ha sbloccato la partita. Inter sottotono come ormai da troppo tempo in campionato, Martedì la squadra di Spalletti potrebbe ritrovarsi quinta in classifica qualora la Lazio dovesse battere l’Hellas Verona e l’obiettivo Champions League sarebbe temporaneamente andato in frantumi in attesa di una reazione, in attesa di Sabato prossimo quando a San Siro arriverà il Benevento.

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Negli spogliatoi di Genova tira aria pesante, i colleghi di Rai Sport parlano di situazione in divenire in casa Inter con l’allenatore in bilico. Un allenatore dapprima in grado di far volare la squadra milanese, poi incapace di trovare un antidoto a quella che è una crisi psicologica più che sportiva. Spalletti ha in pugno il gruppo? Sembrerebbe proprio di sì ma i rapporti con una dirigenza tanto silenziosa da essere assordante peggiorano di giorno in giorno e chissà che il tecnico toscano in cuor suo non speri che in Nazionale per il post Di Biagio, quello di Mancini non sia l’unico nome a essere preso in considerazione. Vengono dati ormai per pesantemente incrinati i rapporti tra Piero Ausilio e l’allenatore di Certaldo tanto che qualcuno abbozza che a Giugno, quando i vertici societari nerazzurri si riuniranno con quelli tecnici, l’allenatore potrebbe mettere Suning dinanzi a una scelta: o me o lui.

Nel calcio l’allenatore è il primo a pagare, ma Spalletti può realmente essere accusato di qualcosa? Il tecnico può essere accusato probabilmente di essersi intestardito con un modulo, il 4-2-3-1, con cui l’Inter non sembra più trovarsi a suo agio; può essere accusato di aver insistito eccessivamente con alcuni uomini il cui fiato è cortissimo ed ogni riferimento a Ivan Perisic non è puramente casuale; può essere accusato probabilmente di aver pubblicamente domandato rinforzi quando la sua forza durante la prima parte del campionato era stata proprio quella di mettere in risalto le forze a disposizione facendo probabilmente sentire i ragazzi a sua disposizione, come i migliori che il calciomercato potesse offrire. Non ha aiutato il parlare forse troppo della Roma con l’ultima querelle priva di senso con l’attuale allenatore giallorosso Eusebio Di Francesco.

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Qualche demerito Spalletti lo ha sicuramente ma allo stato attuale, nonostante un andamento che non può minimamente essere paragonato a quello del girone di andata, l’allenatore può vantare decisamente più estimatori (tra cui gran parte dei tifosi della beneamata) rispetto che detrattori. Dopo il Benevento in casa però l’Inter sarà attesa da un calendario durissimo: il derby contro il rinato Milan di Gattuso e Cutrone, la sfida interna contro il Napoli in piena lotta per conquistare lo Scudetto insieme alla Juventus, infine il ritorno a Genova per sfidare la Sampdoria di Marco Giampaolo. Un mese fondamentale per Spalletti, l’Inter e le ambizioni Champions dei nerazzurri con un calciomercato estivo sullo sfondo che, senza ingresso nel torneo più importante per club a livello europeo, rischia seriamente di indebolire più che rafforzare la squadra di Milano.

18 Marzo 2017, 2 a 2 in casa del Torino con Pioli in panchina, l’Inter si ferma lì, poco più di due mesi dopo finisce l’avventura dell’ex tecnico di Bologna e Lazio nella Milano nerazzurra, al suo posto Vecchi viene chiamato a traghettare la squadra sino all’ultima giornata. 9 Novembre 2014, l’Inter 2.0 di Walter Mazzarri conosce il suo tramonto in mezzo alla pioggia dello Stadio San Siro e al gol di Nico Lopez che consente al Verona di pareggiare 2-2; al posto del toscano arriverà Roberto Mancini che nonostante gli innesti a Gennaio di Podolski e Shaqiri su tutti, non riuscirà a raddrizzare il tiro di una stagione per l’Inter partita tutt’altro che bene. Facendo un passo indietro e andando al 2012, quando il presidente era ancora Massimo Moratti, anche Ranieri venne travolto dalla maledetta primavera nerazzurra e arrivò al capolinea dopo lo 0-2 in trasferta contro la Juventus del 25 Marzo. Pochi gli allenatori che in casa Inter sono riusciti a stare in piedi dopo la Primavera, Spalletti sta venendo messo a dura prova ma le statistiche parlano da sole. Forse in casa Inter il problema non sono solo gli allenatori. Forse l’Inter ha di nuovo bisogno di uomini forti dentro lo spogliatoio nelle vesti di calciatori, uomini forti nelle vesti di dirigenti e uomini ancor più forti al timone della società. A questo calcio manca una grande squadra, quella è l’Inter, l’ultima italiana ad aver portato a casa una Champions League e una Coppa Intercontinentale.

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